WhatsApp Business per iOS: presto anche in Italia

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WhatsApp Business per iOS: presto anche in Italia

A distanza di un anno dal lancio della versione Android, presto WhatsApp Business sarà (finalmente) disponibile anche per dispositivi iOS.
“L’app – fa sapere WhatsApp – verrà lanciata in giro per il mondo nelle prossime settimane”.
Dal suo lancio, avvenuto nel gennaio dello scorso anno, WhatsApp Business è stata adottata da milioni di aziende in tutto il mondo. Sono molte infatti le possibilità offerte da questa app rispetto alla più comune WhatsApp. Infatti, la versione Business di questa (ormai) nota applicazione, permettere alle aziende di mantenersi in contatto con i propri clienti, comunicando in modo semplice e veloce novità, promozioni e molto altro ancora.

WhatsApp Business per iOS

Come per la versione per i dispositivi Android, l’app WhatsApp Business per iOS potrà essere scaricata gratuitamente all’interno dell’App Store di Apple e come vedremo più avanti nel dettaglio, includerà funzionalità per aiutare le piccole imprese e i clienti a comunicare.

Come abbiamo già detto, l’app al momento non è ancora disponibile nello store italiano, ma ci aspettiamo che possa arrivare tra non molto.

Questa soluzione di integrare di WhatsApp Business all’interno della propria attività, nasce dall’esigenza delle aziende di rimanere in contatto con i propri clienti, ma è molto utile anche per lo stesso utente finale che in questo modo può richiedere qualsiasi informazione sui prodotti e i servizi offerti dall’attività.
Gli strumenti offerti da questa app migliorano il lavoro permettono interazione e semplificazione nel rapporto azienda-cliente.
Vediamo più nel dettaglio le funzioni offerte da WhatsApp Business.

Le funzionalità di WhatsApp Business

Cosa è davvero in grado di offrire questa app e perchè sarebbe giusto integrarla nella vostra azienda?

WhatsApp Business rimane sostanzialmente un’applicazione di messaggistica, ma rispetto all’applicazione tradizionale, vi sono una serie di innovazioni interessanti dal lato dell’azienda.

Tra le funzioni più importanti c’è sicuramente la sezione del profilo aziendale in cui è possibile condividere informazioni utili sulla tua attività commerciale come la descrizione, l’indirizzo di posta elettronica o del negozio fisico e il sito web di riferimento.
Altro stumento molto interessante è lo strumento di messaggistica istantanea: questo permette di rispondere facilmente ai clienti con strumenti rapidi. Tra questi troviamo ad esempio i messaggi di saluto per presentare la tua attività ai clienti, la possibilità di definire risposte rapide alle domande più frequenti (ad esempio sugli orari di apertura) e associare un’etichetta personalizzata ai contatti e alle conversazioni. E’ possibile anche impostare messaggi automatici in uscita (ad esempio per quando aspettarsi una risposta).
A queste si aggiungono tutte le caratteristiche già ben note per la versione consumer dell’applicazione classica di WhatsApp, compresa la versione Web con la (già ben nota) possibilità di chat da desktop per gestire le conversazioni e inviare file ai clienti.

Piccola ma importante precisazione: come specificato nella pagina di WhatsApp Business, è consentito trasferire la cronologia delle chat da WhatsApp Messenger a WhatsApp Business, ma non viceversa. Ricordate quindi questa cosa quando valutare per il passaggio sul Business. Inoltre ricordate che è possibile gestire entrambe le applicazioni sullo stesso smartphone, ma solo se associate a due numeri di telefono differenti.

Cosa aspettarci per il futuro più prossimo

Vista la forte attenzione che WhatsApp Business ha avuto nell’ultimo anno, gli sviluppatori stanno lavorando al massimo per il suo miglioramento. Secondo indiscrezioni, si stanno cercando delle soluzioni per facilitare sempre di più la comunicazione tra azienda e cliente. In particolare si stanno testando alcune soluzioni specifiche come la certificazione del profilo aziendale e la possibilità di effettuare direttamente le transazioni e-commerce tramite messaggio, che garantiranno velocità e sicurezza dal lato del consumatore.
A livello di costi, ancora non si conosce niente a riguardo di quanto verrà chiesto dall’app.
Si pensa che sarà un servizio completamente gratuito per le piccole realtà aziendali. Invece per le aziende che vorranno chiedere un tutor per la gestione del profilo e per lo scambio di grandi quantità di messaggi, ci sarà probabilmente un costo aggiuntivo da sostenere.
Inoltre, si pensa che nella nuova versione di WhatsApp Business saranno inserite una sorta di certificazioni delle aziende. Queste verranno contrassegnate da un’icona di colore verde per garantire all’utente finale la sicurezza delle comunicazioni effettuate evitando spam e profili indesiderati.

Altra funzione interessante su cui l’azienda sta lavorando è sulla possibilità di effettuare una ricerca di profili aziendali utilizzando un motore di ricerca interno che faciliterà l’aggiunta di aziende.

Per il momento godiamoci la versione attuale.

 

Instagram: nuova funzione Checkout

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Instagram: nuova funzione Checkout

Novità in casa Zuckerberg: Instagram ha lanciato una nuova funzione per la vendita direttamente all’interno dell’app. Checkout con Instagram consente ai clienti di toccare il prodotto, visualizzarlo e acquistare direttamente dal punto vendita di un marchio senza mai uscire dall’app stessa.

“Checkout con Instagram” è stato lanciato per il momento solo negli Stati Uniti in una versione beta con oltre 20 marchi principali tra cui Adidas, Kylie Cosmetics e Warby Parker, che non dovranno più indirizzare i clienti verso i loro siti Web per effettuare un acquisto.

La nuova funzione di pagamento direttamente dall’app, consentirà ai consumatori di acquistare gli articoli desiderati mentre guardano ad esempio tutorial di bellezza, immagini di scarpe o altre aree di interesse, con meno problemi di quanti riscontrati finora con un ecommerce esterno.

Semplicemente toccando il post per rivelare il tag del prodotto, i clienti vedranno un pulsante Checkout con Instagram invece del vecchio pulsante “Visualizza sul sito web”. Vediamo più nel dettaglio.

Come funziona Checkout

Instagram stesso segnala come il numero di utenti che utilizzano i tag dei prodotti nell’app, nel giro di 30 giorni, è passato da 90 milioni lo scorso settembre a 130 milioni ora. Anche per questo motivo la nuova funzione di Instagram permette di semplificare l’acquisto e coinvolgere maggiormente il consumatore.

“Abbiamo iniziato a utilizzare i tag dei prodotti per rendere lo shopping più conveniente per i nostri clienti”, scrive il co-fondatore e co-CEO Warby Parker Neil Blumenthal. “Checkout porta a questa esperienza un ulteriore passo avanti, rendendolo ancora più intuitivo e senza soluzione di continuità per le persone che hanno scoperto prodotti che desiderano acquistare istantaneamente.”

Gli utenti toccando il tag di prodotto potranno visualizzarlo e acquistarlo direttamente.

Si potranno inoltre scegliere tra varie opzioni come dimensioni o colore e andare alla cassa direttamente da Instagram. Si possono anche ricevere notifiche di ordini e spedizioni.

La prima volta all’interno della sezione di Checkout, basterà inserire le informazioni di pagamento, che verranno archiviate per gli acquisti futuri. Con le informazioni di pagamento protette in un unico posto, gli utenti potranno acquistare i loro marchi preferiti senza dover accedere a siti esterni ed inserire le loro informazioni più volte.

La gestione degli ordini

Dopo che gli utenti hanno acquistato qualcosa su Instagram, saranno in grado di rintracciarlo da una nuova sezione “Ordini” del loro profilo che mostra loro lo stato di un ordine, oltre a opzioni per annullare, avviare un reso o contattare il commerciante.

Verrà ricevuta una notifica da Instagram nel momento in cui l’ordine verrà spedito.

I commercianti riceveranno solo i dettagli necessari per evadere un ordine, comprese le informazioni di contatto e l’indirizzo, ma non le informazioni di pagamento effettive. In questo caso, gli utenti avranno un’opzione aggiuntiva per far in modo di condividere il loro indirizzo email con il venditore a fini di marketing.

Un portavoce di Instagram ha dichiarato “introdurremo una commissione di vendita per compensare le spese legate alle transazioni. Instagram non rivelerà l’importo della commissione di vendita che rimarrà in accordo tra il venditore e l’app. Questo non porterà quindi ad un cambiamento sul prezzo degli articoli per i consumatori.”

Come pagare in Instagram

Gli utenti potranno pagare con PayPal,Visa, Mastercard, American Express o Discover. Instagram ha anche in programma di consentire ai commercianti di integrare Shopify, BigCommerce, ChannelAdvisor, CommerceHub e altri strumenti con la funzione Checkout.

Nel frattempo, Instagram conferma che l’interazione con la sezione Checkout sarà utilizzata anche per classificare i contenuti di visualizzazione.

Ecco l’elenco completo dei marchi partner di lancio: Adidas, Anastasia Beverly Hills, Balmain, Burberry, ColourPop, Dior, Huda Beauty, H & M, KKW Beauty, Kylie Cosmetics, MAC Cosmetics, Michael Kors, NARS, Nike, NYX Cosmetics, Oscar de la Renta, Outdoor Voices, Ouai Hair, Prada, Revolve, Uniqlo, Warby Parker e Zara. La società ha detto che renderà disponibile la funzione a più marchi nei prossimi mesi.

Conclusioni

Ora, con oltre un miliardo di utenti iscritti, Instagram riesce a mantenere l’attenzione dei suoi utenti all’interno dell’app. Con questa nuova funzione è finalmente pronto a vendere i suoi prodotti direttamente internamente all’app.

Instagram è impegnata da tempo a rendere la sua piattaforma più amichevole con l’e-commerce. Con il lancio di questa una funzione di checkout in-app, l’app sta chiudendo il ciclo delle sue ambizioni. La funzione per il momento è disponibile esclusivamente negli Stati Uniti, ma siamo sicuri che presto tutti avremo la possibilità di provarla.

Instagram presenta le pagine dei profili aziendali locali

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Instagram presenta le pagine dei profili aziendali locali

Grande novità in campo social media: Instagram sembra testare una funzionalità che consente alle aziende locali di mostrarsi meglio sulla piattaforma.

Tutto ha inizio qualche giorno fa sul profilo twitter dell’utente Raj Nijjer, che ha condiviso un tweet di quelle che sembrano essere pagine di profilo di attività locali in-app.

Raj Nijjer ha portato questa funzionalità alla luce fornendo diversi screenshot.

Come puoi vedere di seguito, le pagine sembrano molto simili ai pannelli di Google My Business per le attività commerciali locali.

Come è ben visibile dagli screenshot, i pannelli includono l’indirizzo dell’azienda, la categoria di attività, gli orari di apertura, i prezzi (simile alla configurazione di Google di questa funzione, in cui più segni di dollaro/euro indicano un luogo più costoso), sito Web e numero di telefono.

Naturalmente, in cima ci sono gli attributi specifici di Instagram dell’azienda, come un collegamento al profilo aziendale e tre immagini. In questo, non è chiaro se la pagina estrae le immagini dai tre post più recenti dalla pagina Instagram dell’azienda o se gli account manager possono sceglierne da soli.

Vedrai anche che le pagine hanno un pulsante “Reclamo” in alto a destra. Questo consente ai titolari delle attività commerciali di rivendicare un determinato luogo in modo che possano personalizzare il proprio profilo, in modo simile a Yelp o Foursquare.

Questo suggerisce che le pagine possono essere create automaticamente in base alle posizioni degli utenti tag (ma questo non è ancora chiaro).

Il collegamento alla sezione aziendale locale può essere fatto solo se esiste una pagina del profilo Facebook per l’attività.

Non è ancora noto se ci siano funzionalità aggiuntive che l’azienda può aggiungere una volta che una pagina viene rivendicata, ma sicuro dallo screenshot pubblicato sono alcune possibilità come un’opzione di menu, domande e risposte comuni o l’aggiunta di recensioni.

Perché non riesco a vedere questa funzione?

Se ti stai chiedendo come mai non hai accesso a questa sezione non preoccuparti. Se non riesci a visualizzare questa pagina, non sei il solo. Sono molti utenti di Twitter che hanno affollato la mail di Raj Nijjer, chiedendo informazioni a riguardo di questa nuova funzione e alla motivazione per cui anche loro ancora non visualizzano questa sezione.

La mancanza di visibilità che circonda queste pagine è probabilmente dovuta al beta testing di questo strumento su Instagram, che questo utente di Twitter ha avuto la fortuna di essere tra i primi ad averlo provato.

Nijjer ha dichiarato al Search Engine Journal di aver trovato la funzione cercando nella posizione di un’azienda e facendo clic su un grande pulsante “visualizza informazioni” che appare sulla pagina.

Basandoci su questo, possiamo assumere che questa sarà una funzionalità basata sulla posizione, non necessariamente a livello aziendale. Ciò aiuterà a differenziare le aziende che hanno diverse sedi in un’area simile.

Non è ancora noto quando Instagram prevederà di implementare questa funzione per tutti gli utenti ma è sicuro che queste schermate sono le prove che almeno alcuni utenti stanno testando.

Cosa aspettarci nel mondo del marketing?

Molto semplice: se sei un’azienda locale, tieni d’occhio questa funzione per poter rivendicare la tua attività e iniziare a ottimizzarla.

Questo cambiamento porta forti novità in Instagram, consolidando il suo posto di piattaforma non solo social ma più come una una lifestyle.

Queste informazioni aggiuntive sull’azienda infatti, forniscono informazioni dettagliate sul business che consente ai consumatori di saperne di più su di loro senza dover lasciare la piattaforma. Capite subito quanto sia importante questa novità.

Facciamo un esempio: se stai cercando un ristorante, puoi sfogliare le foto dalla pagina del profilo aziendale insieme alle foto taggate, quindi visualizzare il profilo aziendale per ulteriori informazioni e persino chiamare e effettuare una prenotazione direttamente su Instagram per prenotare il tuo tavolo o vederne prima i prezzi.

Questo può valere anche per le aziende B2B. Se stai valutando uno spazio come un negozio e vuoi vedere di più su dove si trova e visualizzare le informazioni di contatto. Può anche essere ottimo per scopi di reclutamento: Instagram è ottimo per avere le informazioni di contatto direttamente dalla piattaforma e questo può aiutare a portare il visitatore direttamente alla tua pagina web per saperne di più sulla tua azienda (e magare scoprire che vendi anche online).

Nel corso dell’ultimo anno, Instagram ha aggiunto molte funzionalità che consentono alle aziende di chiudere meglio il ciclo di acquisto direttamente attraverso Instagram.

Dalla nuova funzione di acquisto aggiunta per soddisfare le piattaforme di e-commerce all’inizio del 2018, sembra che ora le cose si stiano espandendo ulteriormente per attrarre sempre di più le imprese locali.

Questo cambiamento porta una lezione importante a tutti i marketer: Instagram è una forza da non sottovalutare. La società non si sta accontentando solo di essere una piattaforma fotografica e con la sua base di utenti sempre più ampia e diversa.

Il debutto di LinkedIn Live: arriva il nuovo servizio di dirette

LinkedIn Live
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Il debutto di LinkedIn Live: arriva il nuovo servizio di dirette

Il debutto di LinkedIn Live

Pubblicato in origine a Febbraio 2019 ed aggiornato a Luglio 2019.

LinkedIn ha annunciato nelle scorse settimane, ai suoi 600 milioni di utenti registrati nella sua piattaforma, il lancio della sua nuova funzione di video:  Questa nuova funzionalità, attualmente in fase di lancio solo negli Stati Uniti come versione beta, permetterà alle persone di riprodurre contenuti video in streaming. 

Se l’esperimento andrà bene, ci aspettiamo di poterlo utilizzare a breve anche in Italia. Attualmente la funzionalità è accessibile solo tramite invito.

Contrariamente agli altri social che offrono lo stesso servizio, lo scopo di LinkedIn è quello di differenziarsi grazie al suo target di riferimento, offrendo ai suoi utenti la possibilità di comunicare tramite in diretta domande e risposte, eventi, conferenze, chiamate live, cerimonie di premiazione, annunci di prodotti e altro ancora. La possibilità di avere un suo target di riferimento così settoriale, permetterà a questo social media di differenziarsi dagli altri contenuti pubblicati nei live di Instagram piuttosto che di Facebook. Guardiamo più in dettaglio come funziona.

LinkedIn Live nel dettaglio

Eccoci quindi, dopo anni di gavetta con gli altri social media sul mercato, al debutto di LinkedIn con il proprio servizio di trasmissione video in diretta. Come abbiamo detto, attualmente gli utilizzatori di questo servizio sono una selezione di membri di LinkedIn negli Stati Uniti.

Per darti un esempio sul funzionamento di questa funzione, puoi dare un’occhiata alla diretta di Cathy Hackl, sul suo profilo LinkedIn . Scelta come beta tester che aiuta a sviluppare LinkedIn Live, Cathy è uno dei primi membri a utilizzare questo nuovo prodotto.

Secondo indiscrezioni, sembra che la possibilità di utilizzare il live anche da parte di altre persone si andrà pian piano allargando ma resterà (almeno per il momento) esclusivamente su invito.

Vista la molta attesa per questa nuova funzione e ancora di più nell’esigenza di LinkedIn di differenziarsi dai suoi social competitor, si sta cercando la possibilità di creare video di qualità grazie alla collaborazione con terze parti.

Microsoft sta aiutando a supportare LinkedIn Live attraverso i suoi servizi multimediali di Azure, fornendo una tecnologia di codifica importante per lo streaming continuo dei video live. LinkedIn collabora inoltre con Wirecast, Switcher Studio, Wowza Media Systems, Socialive e Brandlive per consentire ai creatori di contenuti di accedere a servizi di contenuto di streaming broadcast.

Con LinkedIn Live, cogliamo subito una chiara opportunità per l’azienda di esplorare altri modi per monetizzare i contenuti al di là degli annunci. Pensando a ipotetici esempi, si potrebbe pensare che la piattaforma in futuro potrebbe addebitare agli spettatori esperienze uniche come le conferenze private o rendere alcuni eventi Live a pagamento. Per questo però dobbiamo aspettare ancora un po.

Il mondo video in LinkedIn

Rispetto ai suoi concorrenti nella sfera del social networking, LinkedIn è cresciuto tardi in riferimento alla sezione video. Infatti ricordiamo che le sue prime funzioni video sono state inserite solo nell’estate del 2017.

All’attivo ci sono quindi 18 mesi di attività, in cui la piattaforma ha visto un grande incremento del traffico e dei ricavi esclusivi tramite video (logicamente non live) sulla sua piattaforma.

Pete Davies, direttore del product management di LinkedIn ha infatti dichiarato come “il video è il formato in più rapida crescita sulla nostra piattaforma in questo momento, e quello che più probabilmente farà parlare la gente.”

LinkedIn informa che gli annunci video guadagnano il 30% in più di commenti rispetto agli annunci non video. Un altro dato che deve farci riflettere è il fatto che i membri di LinkedIn passano quasi tre volte più tempo a guardare gli annunci video rispetto al tempo trascorso con le foto statiche di un ipotetico contenuto sponsorizzato.

News in LinkedIn dei mesi scorsi: nuove funzioni di reclutamento e ricerca lavoro

La novità non è solo nel video live.

Negli ultimi periodi LinkedIn ha lanciato diverse nuove funzionalità per essere sempre più vicino ai suoi iscritti e aiutarli a connettersi con le aziende con cui potrebbero essere interessati a lavorare.

 Tra queste nuove funzioni, un’ espansione molto interessante è la funzione Job Alert . Si tratterebbe di un nuovo dashboard visivo all’interno delle pagine della società che fornisce ulteriori informazioni sui suoi dipendenti.

Per il reclutamento inoltre, le novità non sono finite. Strumento utilissimo che renderà il reclutamento e la richiesta di lavoro tramite LinkedIn più semplice è la sua Intelligent Hiring Experience , una dashboard che combina la suite di assunzione di LinkedIn.

Tra le altre funzioni lanciate sottolineiamo anche la nuova possibilità di evidenziare conversazioni rilevanti o il nuovo processo di approvazione dei post.

La differenziazione rispetto ai competitor

Tornando alla questione del live, a questo punto, LinkedIn dovrà affrontare una forte concorrenza da parte di altri social (Facebook, Twitter e YouTube su tutti) che offrono servizi di streaming video in diretta. Su questo punto, LinkedIn pensa chiaramente di poter differenziarsi dagli altri sulla base del suo pubblico di destinazione e dal tipo di video che offrirà.

Ricordiamo infatti che LinkedIn è sempre stato legato alle connessioni professionali della vita lavorativa.

LinkedIn Live è un’entusiasmante opportunità per aziende e colleghi di connettersi come mai prima d’ora, quindi ricordati di divertirti più possibile quando avrai l’opportunità di utilizzarlo. Il video dal vivo incoraggia sempre il pubblico ad un maggiore coinvolgimento: dimentica i chatbos di cui siamo tutti stufi. Nel live è l’uomo che si collega l’uno all’altro. Come con tutte le nuove funzionalità sulle piattaforme social, se sarai tra i primi a utilizzarlo (nel modo giusto) raccoglierai i vantaggi che LinkedIn Live può offrirti.

UPDATE Luglio 2019 – La procedura per accedere alla funzionalità

Per poter richiedere accesso a LinkedIn Live è necessario compilare il form di application seguendo i seguenti step:

  1. Scegliere se fare richiesta come Member o per conto di una pagina LinkedIn.
  2. Fornire informazioni su profili aziendali, sull’area area in cui è localizzata l’azienda e sul numero di connessioni (se si fa domanda come Member) o followers (in caso si faccia domanda come Pagina).
  3. Specificare il tipo di contenuti che si intende veicolare tramite LinkedIn live, con quale frequenza e se si utilizzano già altri servizi di live streaming.
  4. Inserire i link ai profili Members degli admin nel caso di application per conto di una Pagina LinkedIn.

Novità in casa Instagram: arriva Instagram Creator Accounts per gli influencer

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Novità in casa Instagram: arriva Instagram Creator Accounts per gli influencer

Il nuovo sistema Instagram Creator Accounts, è rivolto in particolare agli influencer e ai personaggi pubblici con un alto numero di follower. Con questa nuova funzionalità si danno gli strumenti che consentono di utilizzare meglio la piattaforma per le proprie esigenze. Importante è la possibilità di attingere facilmente ai propri dati e connettersi meglio con il proprio pubblico.

Sembra infatti che questo piccolo gruppo di tester, abbia attualmente accesso a funzionalità specifiche per aiutarli a tracciare la crescita dei loro account. Si parla ad esempio della possibilità di analisi dei follow e degli unfollows (cosa molto utilizzata tra gli amanti dei bot). Gli approfondimenti forniranno loro un’immagine più chiara delle prestazioni dei loro contenuti.

I primi 50 influencer di Instagram da soli hanno 3,1 miliardi di follower, quindi non dovrebbe essere una sorpresa che Instagram voglia iniziare a fornire servizi a questi utenti di alto profilo.

Instagram era inizialmente solo un luogo in cui le persone potevano caricare immagini e condividerle tra loro. Tuttavia, in un modo simile alla traiettoria seguita da YouTube, Instagram è diventato un centro di contenuti. Ora ci sono persone che lavorano esclusivamente alla creazione di contenuti per Instagram.

Secondo alcune stime, il marketing di influencer prevede un valore di più di 10 miliardi di dollari entro il 2020 . Molti inserzionisti si rivolgono agli influencer perché considerano Instagram una piattaforma seria per guidare le vendite. Pertanto, non sorprende che la stessa abbia creato oggi strumenti orientati ad aiutare gli influencer a raggiungere un pubblico più ampio restando in contatto con chi li segue.

Secondo Holywood Reporter, questa nuova funzionalità chiamata appunto Instagram Creator Accounts, “è pensata per i talenti tradizionali, gli influencer digitali e gli artisti che proliferano sulla piattaforma di Instagram”.

Se infatti attualmente, gli influencer non verificati possono condividere dati con le aziende solo grazie all’impegno dei report delle Storie catturate con il semplice screenshot dal cellulare, ora potrebbe arrivare la svolta. Sembra infatti che questo nuovo sistema, consenta agli utenti, di condividere statistiche con i brand e dal lato dei marchi, permette loro di sapere come è il loro pubblico di riferimento e ciò che piace.

Nel dettaglio quindi, le funzionalità più importanti che permetterebbe Instagram Creator Accounts sono:

Statistiche sui follower: consentiranno di analizzare facilmente il modo in cui le persone interagiscono con il tuo account. In particolare chi ha iniziato a seguirti e chi ha appena fatto l’unfollow.

Strumenti di messaggistica diretta con filtro: questa nuova funzionalità consentirà di separare i messaggi in ricezione tra letti, non letti o segnalati. Anche le richieste di messaggi potranno venir classificate secondo un’opzione. Infatti le richieste in sospeso potranno essere categorizzate per rilevanza o tempo, in modo da non perdere richieste importanti.

Etichette flessibili: l’ Instagram Creator Accounts da la possibilità di modificare la call to action dell’account (generalmente impostata sulla chiamata o sull’email). Le etichette sui profili potranno infatti essere personalizzabili.

Analisi dei dati: last but not least (e forse una delle cose più importanti) è la capacità per gli Instagram Creator Accounts di creare un’ analisi integrata dettagliata. Questo permette di capire quali storie o post hanno dato migliori risultati e quali invece meno così da ottimizzare i contenuti. I report finali, possono essere scaricati su base giornaliera o settimanale.

Ashley Yuki, product manager di Instagram, ha aggiunto che questa nuova funzione è solo il primo passo nell’obbiettivo più ampio dell’azienda di rafforzare la sua fiducia nel piano di mercato.

Solo il mese scorso, Instagram ha iniziato un sistema di pulizia in tutta la piattaforma al fine di rimuovere i mi piace, i follow e i commenti non autorizzati forniti da app di terze parti. Instagram afferma che tali app violano le sue norme della community e rendono meno sicuri tutti gli account. La piattaforma, utilizzando strumenti di apprendimento automatico, sta identificando ed eliminando attività di coinvolgimento inautentiche.

Tornando al nostro Instagram Creator Accounts, attualmente è in fase di test con un numero limitato di utenti e probabilmente ci si può aspettare che venga lanciato nel 2019. Una cosa è certa.

Sempre più i social media e in questo caso Instagram ti consentirà di monitorare i tuoi dati e numeri in modo sicuro e dettagliato e sempre più i falsi influencer saranno messi alle strette.

 

Arrivano le foto 3D su Facebook (ma non per tutti)

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Arrivano le foto 3D su Facebook (ma non per tutti)

Facebook non si ferma mai ed ora è pronto a stupirci con le foto in 3D. Precisiamo subito che non sono delle vere e proprie foto in 3d in quanto l’immagine non sarà visibile da tutte le angolazioni ma semplicemente si potranno “muovere” spostando lo smartphone o il puntatore del mouse. Tutto nella sensazione di avere il soggetto davanti ai propri occhi e la percezione di osservare una maggiore profondità di campo.

Come in tutte le belle storie ci sono però delle limitazioni

Infatti, spiegano gli sviluppatori al servizio di Mark Zuckerberg, essenziale è possedere un dispositivo con la doppia fotocamera (sarà poi cosa secondaria ma di rilevante importanza l’acquisizione dell’immagine con la proprietà ritratto o portrait).

In questo modo le immagini catturate, grazie all’intelligenza artificiale di Facebook, mantengono una netta separazione tra i soggetti in primo piano, quelli in secondo piano e sfondo.

Ovviamente ci sono dei limiti, è richiesta sempre una certa distinzione tra sfondo e soggetto in primo piano (non vale fotografare una fragola rossa davanti ad una parete rossa, per intenderci).

L’altra nota dolente è che per il momento, gli stessi programmatori, menzionano esclusivamente terminali iOS.

Se entrambi non sono problemi che vi riguardano, allora vi basterà semplicemente procedere a caricare la vostra foto in 3d.

Una volta scattata la foto con la modalità ritratto, aprite Facebook e cliccate su «crea un nuovo post». Tra i comandi dovrebbe apparire Foto 3D (nel caso non vedete la scritta, aggiornate l’app all’ultima versione). Fatto questo il social avrà accesso alle nostra galleria e ci indicherà gli scatti a cui è possibile applicare la modalità tridimensionale. Scegliete la foto che vi interessa e condividetela.

L’effetto 3D dato alle vostre foto si basa completamente su un sistema di riconoscimento tra sfondo e primi piani. La doppia immagine rielaborata dall’app andrà a creare un effetto di percezione definito parallasse, che permetterà a Facebook di creare una sorta di «illusione» senza bisogno di occhialini.

Scorrendo all’interno dei feed di Facebook si noteranno foto un po’ diverse: semplicemente inclinando lo smartphone si vedranno nelle immagini l’effetto descritto, che dona alla foto più profondità.

La nuova funzionalità, vuole sottolineare Facebook, è in fase di distribuzione graduale e sarà raggiunta da tutti i dispositivi compatibili nell’arco delle prossime settimane.

Provare per credere.

Twitter dichiara guerra allo spam, bot e account dannosi

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Twitter dichiara guerra allo spam, bot e account dannosi

Twitter ha deciso di intensificare i meccanismi di verifica al fine di combattere spam, troll e account dannosi sulla sua piattaforma.

“Ogni giorno, le persone vengono su Twitter per vedere cosa sta succedendo. Una delle parti più importanti della nostra attenzione al miglioramento delle conversazioni su Twitter è garantire alle persone l’accesso a informazioni credibili, pertinenti e di alta qualità su Twitter. Per contribuire a raggiungere questo obiettivo, abbiamo introdotto nuove misure per combattere abusi e troll, nuove politiche contro l’odio e l’estremismo violento, e stiamo introducendo nuove tecnologie e personale per combattere lo spam e gli abusi.

Ma sappiamo che c’è ancora molto lavoro da fare. Gli account non autentici, lo spam e l’automazione dannosa interrompono l’esperienza di tutti su Twitter, e abbiamo  fatto degli sforzi per identificare e prevenire i tentativi di manipolare le conversazioni sulla nostra piattaforma.

Siamo entusiasti di condividere alcuni recenti progressi e nuove misure su come gestiamo lo spam, l’automazione dannosa e la manipolazione della piattaforma.”

L’annuncio è arrivato in via ufficiale in questi giorni sul blog del social. Tra le novità misure di sicurezza e verifica per i nuovi iscritti e l’acquisizione di una start up per combattere i bot.

Cos’ha portato l’amministratore delegato Jack Dorsey a riconoscere che la sua società ha inavvertitamente contribuito a diffondere disinformazione, molestie e manipolazioni tramite bot e account automatizzati.

Twitter da sempre per sua natura si è posta come piattaforma per il libero scambio di informazioni e notizie, una polis mediatica dove tutti possono twittare la propria opinione. Nell’ultimo periodo però Twitter è stato più volte accusato di non tutelare i propri utenti contro Hater e fake news. Un caso clamoroso è stata l’organizzazione non governativa Amnesty International che ha condannato Twitter per non aver tutelato abbastanza l’utenza al femminile. Si aggiunge anche la scoperta che alcuni account russi hanno influenzato l’opinione pubblica sul social durante le elezioni presidenziali americane del 2016.

Vediamo nel dettaglio le contromisure adottate da Twitter.

#1 – Miglioramento del processo d’iscrizione

Per rendere più difficile la vita degli account spam è stata introdotta la richiesta di un indirizzo email o un numero di telefono al momento dell’iscrizione. Tutto per evitare iscrizioni automatiche, le nuove protezioni hanno già preventivato oltre 50.000 registrazioni di spam al giorno.

Per aumentare e garantire la sicurezza dei già iscritti al social è stata introdotta l’autenticazione a due fattori. Invece di inserire solo una password per accedere, sarà necessario inserire anche un codice che viene inviato via SMS. Questa verifica aiuta a essere sicuro di esser l’unico ad accedere al proprio account.

https://twitter.com/TwitterSafety/status/1011685302635671552

 

#2 – Aggiornamento delle metriche dell’account in tempo reale

Lo spam e gli automatismi sono sempre accomunati da comportamenti simili e di massa.

Spesso gli account coinvolti in queste attività vengono catturati con successo dagli strumenti di rilevamento automatico e rimossi dalle metriche dell’utente attivo, poco dopo l’inizio del comportamento sospetto. Twitter ha quindi annunciato che inizierà ad aggiornare le metriche dell’account in tempo quasi reale: ad esempio, il numero di follower di un account o il numero di Mi Piace o Retweet ricevuti su un tweet. Gli account sospetti verranno messi in uno stato di sola lettura, in cui l’account non può interagire con altri o twittare, essi verrà rimosso dalle cifre dei follower e dai conteggi degli ingaggi finché non conferma un numero di telefono.

Inoltre sugli account in questione verrà visualizzato un avviso di sola lettura e che impedisce ai nuovi account di seguirli per aiutare a prevenire l’esposizione involontaria a contenuti potenzialmente dannosi. Twitter sta automatizzando alcuni processi quando emergono attività sospette dell’account, ad esempio tweeting a volume elevato con lo stesso hashtag o utilizzando lo stesso @tag senza una risposta dall’account che si sta citando. Questi test variano in intensità e a un livello semplice possono coinvolgere il proprietario dell’account che completa il processo con semplice reCAPTCHA o una richiesta di reimpostazione della password. Casi più complessi vengono automaticamente passati al team di revisione.

Inoltre Twitter sta sviluppando algoritmi di apprendimento automatico che individuano gli account sospetti, invece di aspettare che un utente reale li segnali. Le misure adottate, secondo i responsabili della sicurezza, hanno ridotto del 10% le segnalazioni, da una media di 25 mila al giorno nel mese di marzo, a circa 17 mila di maggio.

#3 – Acquisizione della start up Smyte

La scorsa settimana twitter ha acquisito Smyte, una startup specializzata in sicurezza. Fondata nel 2014 da Pete Hunt, Julian Tempelsman e Josh Yudaken, ex ingegneri che vantano esperienza in aziende come Google, Facebook e Instagram.

 

 

Smyte aiuta i propri clienti a classificare in tempo reale i comportamenti virtuosi o dannosi sulle loro app. Tra i suoi clienti troviamo Quora, TaskRabbit e Meetup.

“I loro strumenti e processi di revisione si uniranno alle nostre tecnologie che aiutano a mantenere Twitter un posto sicuro. […] Il team Smyte ha affrontato molti problemi che riguardano la sicurezza online e crede nello stesso approccio proattivo che stiamo adottando per Twitter: fermare comportamenti abusivi prima che incidano sull’esperienza di chiunque ”

il team twitter su blog

Ma non è tutto, sono state coinvolte anche applicazioni collegate al social network, ritenute responsabili di circa 130 milioni di tweet spam e di bassa qualità. Sono infatti più di 142 mila quelle cancellate e solo nei mesi di aprile e maggio sono state eliminate 49 mila applicazioni malware al mese.

Dall’inizio di quest’anno è stata rafforzata anche la lotta ai bot: più di 9,9 milioni quelli identificati e rimossi nell’ultimo mese. Infatti, i programmi informatici che inviano messaggi in modo automatico, sono considerati tra i primi responsabili della diffusione di propaganda, anche politica, sui social network.

Come preannunciato sul blog, Twitter non smetterà di investire in questa direzione, con l’obiettivo di sanare la salute pubblica della conversazione sul social.

Le 5 Novità di Instagram del 2018 (Inclusa IGTV)

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Le 5 Novità di Instagram del 2018 (Inclusa IGTV)

Instagram continua a cambiare a un ritmo esponenziale: nuovo algoritmo, nuove funzioni per lo shopping e le stories… E ha appena annunciato IGTV per i video da 1 ora! Ma andiamo con ordine.

Per raggiungere i tuoi obiettivi di marketing della tua azienda, ecco le 5 novità di Instagram del 2018:

Privacy
Quest’anno, anche Instagram sta dando priorità assoluta alla privacy e al benessere dei suoi utenti, rendendo l’app un luogo più sicuro in cui interagire con la famiglia, gli amici e le imprese.

 

  • I bot di Instagram sono ufficialmente morti
  • I Likes da profilo aziendale sono privati
  • Le app che ti aiutano ad analizzare i follower di Instagram o i follower di qualcun altro non funzionano più
  • Puoi pubblicare o eliminare commenti solo con un account personale
  • Puoi pianificare automaticamente i post di Instagram (Questo però non vale per Carousel o video, che dovranno comunque utilizzare il metodo di pubblicazione “notifiche” di Later o un tool esterno a pagamento)
  • Puoi disattivare i post dagli account che segui senza doverli effettivamente ignorare, grazie alla funzione “Muto”


Novità per le Aziende
Era solo una questione di tempo, ma Instagram è finalmente diventata una vera e propria piattaforma di e-commerce con la loro nuova funzione Shoppable Posts, che ora è disponibile a livello globale per gli utenti in 9 Paesi diversi. Sebbene questa funzione fosse limitata a un gruppo selezionato di rivenditori nel 2017, ora che è stata ampliata e disponibile per tutti gli account aziendali Instagram, ci aspettiamo che la tendenza di “fare acquisti su Instagram” diventi un trend in continua crescita.


Se sei una piccola azienda o un editore alla ricerca di un modo semplice per indirizzare il traffico verso il tuo sito web, l’utilizzo di una funzione come Linkin.bio potrebbe funzionare al meglio per te!

È perfetto per indirizzare il traffico dal tuo account Instagram alle tue pagine di prodotto, blog o sito web.

In precedenza, l’unico modo per pubblicare un post organico come annuncio era utilizzare il pulsante “Promuovi” in-app. Dopo il tanto atteso aggiornamento, Instagram ha implementato una nuova funzionalità che consente agli utenti di trasformare i post organici di Instagram esistenti in annunci all’interno di Power Editor e di Ads Manager.

Per il momento non sono ancora supportati:

  • i Carousel
  • le storie
  • i contenuti brandizzati
  • i post di Instagram Shopping

 

Le Stories
Le storie di Instagram stanno diventando strumenti indispensabili per le aziende che cercano di creare contenuti coinvolgenti raggiungendo i loro obiettivi di marketing.
Ecco tutte le funzionalità di quest’anno:


Condividi da Spotify e GoPro
In passato, gli utenti di Instagram dovevano condividere uno screenshot della loro canzone preferita, tuttavia, ciò non costituiva un’ottima esperienza utente poiché i follower non potevano effettivamente ascoltare la canzone.
Ora le copertine per l’album o la playlist che condividi appariranno nelle tue storie con un link sotto il tuo nome per i follower da ascoltare in Spotify.

La condivisione da GoPro è un punto di svolta per i blogger di viaggio che cercano di condividere il loro contenuto in movimento.
“Alcune delle nostre migliori storie accadono in luoghi o in momenti in cui semplicemente non utilizzi il tuo smartphone”, ha dichiarato Nick Woodman, fondatore e CEO di GoPro. “Ora che è più facile condividere direttamente con Instagram Stories, non vediamo l’ora di vedere cosa pubblicherà la community di GoPro.”

Breaking News: Esplora e IGTV
Instagram non ha fornito dettagli sulla data di rilascio, ma afferma che la nuova pagina Esplora è prevista per le prossime settimane, con una nuova funzione: i canali! Questi canali saranno basati sul tuo interesse personale: invece di vedere quali contenuti di Instagram pensi che ti interessano, potrai effettivamente scegliere la categoria di contenuti con cui vuoi interagire.

Il 20 Giugno Instagram ha presentato IGTV, una nuova funzionalità per estendere la durata del video dagli attuali 60 secondi a 60 minuti per i creatori di contenuti e il pubblico in generale.
Attenzione però: la condivisione dei contenuti da 60 minuti sarà possibile solo per chi ha almeno 10k follower, gli altri utenti potranno condividere al massimo 10 minuti.

Instagram ha dichiarato che l’app IGTV sarà disponibile a livello globale nelle prossime settimane su Android e iOS.

Sempre mercoledì, Systrom ha annunciato che Instagram ha 1 miliardo di utenti mensili, contro gli 800 milioni di settembre 2017.

Instagram ha definito la crescita “un risultato importante” dal momento che la community di foto e condivisione di foto è fiorita e cresciuta costantemente dal suo lancio nel 2010.

E tu sei pronto a cogliere le opportunità di questo trend?

Il cyberbullismo passa anche attraverso il revenge porn: ecco come facebook affronta il problema

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Il cyberbullismo passa anche attraverso il revenge porn: ecco come facebook affronta il problema

Circa un anno fa su Facebook sono state implementate una serie di strumenti per segnalare i contenuti, per lo più fotografici, in modo che la piattaforma attraverso il foto-matching ne eviti ulteriori caricamenti all’interno dei suoi servizi, includendo nella mischia anche Messenger e Instagram. È da qui che è partito il progetto per combattere il revenge porn, avviato e testato, al momento, solo in alcuni paesi: Australia, Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Il processo è davvero molto semplice: le potenziali vittime possono fornire al social le immagini ritenute a rischio affinché vengano rimosse in caso di caricamento. Ecco come Facebook prova ad anticipare il cyberbullismo, provando a intervenire prima ancora che le foto vengano pubblicate.

I primi passi di questo progetto sono stati fatti in Australia, e la scelta del paese non è stata di certo casuale. Pare infatti che nello stato dei canguri la revenge porn sia quasi un’epidemia e uno studio lo conferma. Addirittura un australiano su cinque, di età compresa tra 16 e 49 anni è stato colpito almeno una volta da questa triste sfumatura del cyberbullismo. Ma cosa significa esattamente revenge porn? Letteralmente vendetta porno sta ad indicare la condivisione pubblica attraverso internet di immagini o video dai contenunti esplicitamente sessuali senza il consenso del soggetto protagonista. Come la definizione ci fa capire la pubblicazione avviene principalmente con lo scopo di umiliare la persona coinvolta per ritorsione (in questo caso parliamo di sextortion) o vendetta. Non si tratta certo di una novità dell’ultima ora, e non si deve neppure pensare che visti i numeri australiani sia una realtà lontana dal nostro paese. Tristemente noto il caso della giovane Tiziana Cantone , morta suicida a 31 anni perché non reggeva più il peso della vergogna, dopo aver combattuto per un anno e mezzo chiedendo disperatamente la rimozione di immagini e video hot. Nè il primo nè l’ultimo caso in Italia dove purtroppo la situazione è veramente preoccupante.

Ma è giusto combattere il revenge porn chiedendo proprio alle vittime, o potenziali tali, di caricare su Facebook le proprie foto intime? In effetti sembra una cosa assurda, inoltre scandali come Cambrige Analityca di certo non invogliano gli utenti a fidarsi e a fornire contenuti privati e sessualmente espliciti in termini “difensivi” al social network ultimamento tanto discusso. C’è davvero la certezza e l’assicurazione che tali scatti saranno poi rimossi totalmente dai server della società? Intanto c’è una cosa da chiarire una cosa, il team di Facebook è costantemente aiutato e supportato nel lavoro da istituzioni locali e dai centri di Sicurezza Informatica (eSecurity Office) dei singoli Paesi. In Australia c’è un apposito portale nazionale Esafety  dove i cittadini potranno indicare le foto che ritengono possano essere ingiustamente diffuse. Da lì, le foto saranno segnalate all’ufficio di eSafety, che comunicherà quindi a Facebook di impedirne l’upload.

Tempo fa Antigone Davis, a capo della divisione globale per la sicurezza, ha spiegato come Facebook stia prendendo accordi con organizzazioni che si occupano del tema per lavorare insieme al meglio.  Per ora le immagini possono essere caricate in modo sicuro, con un link usa e getta, facendo una richiesta a una delle associazioni coinvolte. Il sistema che utilizza il social network è molto semplice. Le foto saranno trasformate in una sorta di impronta digitale che la piattaforma confronterà con gli scatti caricati dagli utenti. L’impronta digitale sarà, dunque, utilizzata per bloccare tutte le foto che presentino corrispondenze. Un  team umano verificherà le foto manualmente per certificare che il loro contenuto violi effettivamente i termini di servizio della piattaforma e che siano davvero immagini intime non consensuali. Una volta create queste stringhe univoche associate alle foto Facebook notifica via email alla vittima eventuali caricamenti ed elimina le immagini dai server in non più di sette giorni. E il processo si ripete ogni qual volta quella foto, non importa se rinominata o modificata, verrà rilanciata in Facebook e le altre app di proprietà.  

 

Non sappiamo se questa sia davvero la soluzione al problema della porn revenge, certo è che è un primo importante passo in avanti. Uno su otto utenti di social media americani è stato un bersaglio di pornografia non convenzionale, secondo uno studio del 2017. Purtroppo si tratta di un fenomeno sovrannazionale e sia gli uomini che le donne sono vittime di molestie online, ma è molto più probabile che le donne ricevano forme sessuali di abuso online. Secondo un’altra indagine pare che ci siano addirittura 54mila casi di revenge porn ogni mese. Quindi ci viene da chiedere se ci sia prima di tutto un problema di volume. I contenuti inappropriati possono essere segnalati da sempre sui social network ma sono milioni le richieste di revisione ogni settimana, si finisce quindi per far passare anche contenuti inadatti per velocizzare il lavoro. Coinvolgendo le istituzioni nel processo Facebook vuole prevenire anzichè curare: rendere possibile la segnalazione di immagini potenzialmente pericolose ancora prima che vengano pubblicate.

Via libera all’utilizzo dei social per le suore di clausura

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Via libera all’utilizzo dei social per le suore di clausura

Scorsa settimana è stata presentata presso la sala stampa della Santa Sede, il documento che dispone le regole di vita delle suore di clausura. E fino a qui vi chiederete perché stiamo scrivendo di questo. Niente di interessante se non fosse che in questa nuova Istruzione “Cor Orans” della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, su incarico del Papa, si da l’accesso per le suore di clausura ai social media. In realtà questo era possibile già da qualche anno e per questo la Santa sede ha deciso di fare un po di chiarezza e precisazioni.

Attualmente i Benedettini e le Clarisse registrano un boom di presenze su Facebook; più forti i monaci che hanno addirittura un incremento del 37,5% rispetto agli ultimi anni. Ai Benedettini tengono testa le Clarisse la cui presenza sul web registra un incremento del 30%.

Sull’utilizzo dei social, sembra che sia stato lo stesso Papa Francesco lo scorso 22 luglio 2016 a fare richiesta tramite la Costituzione apostolica Vultum Dei Quaerere.

La stessa istruzione indica che “tali mezzi devono essere usati con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione, affinchè siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione della vita fraterna».

Quindi «l’uso dei mezzi di comunicazione, per motivo di informazione, di formazione o di lavoro, può essere consentito nel monastero, con prudente discernimento, ad utilità comune», sono le indicazioni date.

Non ci stupisce visto che è lo stesso Bergoglio ad essere presente e assiduo frequentatore di Twitter, ritenuto a suo parere un mezzo di comunicazione vantaggioso per avvicinare la chiesa ai giovani.

Come lo stesso ha avuto modo di dire in favore della questione, le suore di clausura (ad oggi 37.970 nel mondo ) potranno accedere ai media e utilizzare i social ma solo «con sobrietà e discrezione» perché il rischio altrimenti è «svuotare il silenzio contemplativo quando si riempie la clausura di rumori, di notizie e di parole».

Il fenomeno delle suore che utilizzano i social era esploso già anni fa (nel 2015 per la precisione), portando ad una spaccatura dell’opinione pubblica.

Aveva infatti fatto riflettere (e anche sorridere) la risposta social delle clarisse cappuccine di Napoli alla comica Luciana Littizzetto la quale aveva commentato con una battuta un video diventato virale “non si capisce se le suore erano incontro al Papa perché non avevano mai visto un Papa, o perché non avevano mai visto un uomo”.

Nel filmato era ripresa la scena di alcune suore che “assalivano” papa Francesco durante una sua tappa nel Duomo di Napoli.

Poco dopo la battuta della comica in tv era arrivata la altrettanto ironica replica social della madre badessa Suor Rosa “non abbiamo saputo resistere, la sua vista ci ha estasiate”.

In generale, comunque, sono sempre di più le parrocchie che sbarcano sui social visto che nella hit parade generale l’utilizzo dei social da parte della chiesa ha avuto un incremento del 26,6%.

Staremo a vedere.