Content Marketing con Snapchat: 3 Consigli per Aumentare il Tempo di Visione delle Tue Storie

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Content Marketing con Snapchat: 3 Consigli per Aumentare il Tempo di Visione delle Tue Storie

Creare contenuti su Snapchat risulta abbastanza semplice. La prima cosa che appare quando apri l’applicazione, infatti, è proprio la fotocamera: ti basta cliccare un pulsante per scattare una foto o registrare un video et voilà! il gioco è fatto. La collezione delle immagini e dei video (snap) pubblicati ha un ciclo di vita di 24 ore e va a formare quella che viene definita “storia”.
Con l’introduzione delle storie, Snapchat ha di fatto inventato un vero e proprio linguaggio basato sull’immediatezza e sul flusso, un modo di comunicare online che si è sostituito al concetto – tipico degli altri social media – di accumulazione di contenuti e informazioni all’interno di un “profilo”.
Da un lato la volatilità dei contenuti su Snapchat crea un’urgenza (guardare le storie prima che spariscano una volta trascorse le 24 ore), dall’altro lato emergere nel grande mare dei social media e portare le persone a seguire dall’inizio alla fine i nostri contenuti diventa una vera e propria sfida.
Vediamo, quindi, 3 consigli tecnici che ti aiuteranno a migliorare la creazione di storie su Snapchat e aumentare il tempo di visione, invogliando il tuo pubblico a seguirti dal primo all’ultimo snap.
1. Crea più storie di breve durata
Anziché creare snap in continuazione per tutto l’arco della giornata (una storia che inizia quando ti svegli la mattina e finisce quando vai a letto la sera) focalizzati sul creare più storie di minor durata. Dividi la narrazione e crea micro storie che abbiano un inizio, uno svolgimento e una conclusione.
Secondo una ricerca di Snaplytics: [http://blog.snaplytics.io/followers-on-snapchat-are-watching-less-of-your-content/]
– le storie composte da massimo 10 snap sono seguite dall’inizio alla fine dall’85% delle persone, il che vuol dire che su 100 persone 85 ti seguiranno dal primo all’ultimo snap;
– le storie composte da 11 – 20 snap sono seguite dall’inizio alla fine dall’80% delle persone;
– le storie composte da 20 – 30 snap – che durano, in media, più di 4 minuti – sono seguite dall’inizio alla fine solo dal 66% delle persone.
Più aumenta il numero degli snap che pubblichi, più aumenta la durata della tua storia e più diminuisce la possibilità che le persone ti seguano dall’inizio alla fine.
Il primo consiglio è, quindi, di mantenere le tue storie sotto i 10 snap. Ciò non vuol dire che creando storie più lunghe tu non riesca a mantenere alta l’attenzione di chi ti segue: tutto dipende da quanto la tua community è affezionata e interessata a ciò che stai raccontando, nonché dal modo in cui lo racconti.
Credo però nel rispetto del tempo delle persone e, soprattutto, mi chiedo sempre: “Che ruolo ha il mio snap all’interno della storia che sto raccontando? Il contenuto del mio snap è rilevante per il mio pubblico?”.
Se la risposta è negativa, ti consiglio di eliminare il superfluo.
2. Utilizza i primi snap per catturare l’attenzione
Su Snapchat l’attenzione si gioca tutta nei primi 2-3 secondi, quando le persone decidono se sono interessate o meno allo snap che hanno davanti.
In generale i primi snap sono determinanti per catturare l’attenzione del pubblico e personalmente utilizzo due tecniche: introdurre l’argomento senza svelare troppo oppure fare qualcosa di inaspettato e che incuriosisca.
Un’altra tattica interessante è quella di Al Jazeera English [https://digiday.com/uk/al-jazeera-learned-posting-snapchat-stories-30-countries/], la quale consiste nel creare uno storyboard per pianificare in anticipo l’introduzione delle storie: snap brevi, che alternano immagini e video e che funzionano da apripista per lo sviluppo dei successivi contenuti che vengono lasciati all’improvvisazione e all’immediatezza.
3. Supporta la narrazione con i testi
1 utente su 3 guarda le storie di Snapchat senza il volume attivo [https://www.wsj.com/articles/snapchat-says-more-than-two-thirds-of-video-ads-play-with-sound-on-1465466400]. Questo accade per svariate ragioni, come semplicemente il fatto di essere in un luogo pubblico e non avere le cuffiette.
In questo senso i testi assumono un ruolo fondamentale per guidare il pubblico alla comprensione della tua storia. Citando ancora il caso di Al Jazeera English, l’uso dei testi ha portato ad aumentare dal 45% al 90% la percentuale delle persone che seguono le storie dall’inizio alla fine.
Una tattica che utilizzo personalmente – e che ti consiglio se vuoi sfruttare al massimo il potere dei testi – è evidenziare le parole chiave dello snap cercando di far comprendere anche a chi utilizza Snapchat senza l’audio che cosa sto raccontando.
Questi consigli possono darti qualche spunto per migliorare la creazione delle tue storie. Per saperne di più ti aspettiamo sull’account ufficiale del Mashable Social Media Day @smdayit_didays [http://snapchat.com/add/smdayit_didays] dove potrai restare aggiornato sul mondo di Snapchat e, soprattutto, potrai scoprire in anteprima tante news esclusive sull’evento.

 

Perché fare ancora storie su Snapchat?

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Perché fare ancora storie su Snapchat?

Perché fare storie su Snapchat quando possiamo farle anche su Instagram, Facebook e Messenger? Snapchat ha rivoluzionato il linguaggio della comunicazione guadagnando consensi e approvazione ed ha accompagnando gli utenti verso una nuova fruizione dei social network.

Niente numeri e nessun commento pubblico ma una storia dove il protagonista racconta e assembla momenti della giornata che spariranno dopo 24 ore. Una memoria labile e il concetto del Carpe Diem che torna attuale condito da divertimento, creatività e molto altro per contenuti capaci di trasformare il racconto di una giornata in un video.

Un format innovativo che conquista i giovani e non solo, un social che non vive di “riprova sociale”, una piattaforma che mostra l’identità in un preciso momento.

Un’autenticità che ha spiazzato Mark tanto da decidere di creare surrogati dentro le piattaforme di proprietà; il primo “esperimento” è avvenuto con l’avvento delle Stories su Instagram con una battaglia per mettere in ombra il fantasmino. Nel giro di pochi mesi le storie sono arrivate ovunque.

Ma siamo sicuri che rispettino l’intento per cui sono nate le storie di Snapchat? Ogni social funziona in un modo, su Facebook ci sono gli amici, i parenti e diamo le “chiavi” di accesso al nostro profilo a chi conosciamo; di fatto è come se fosse un diario e la sua natura resta più intima.

Su Instagram ci sono dinamiche diverse, siamo nel social fotografico per eccellenza, dove anche nelle storie il concetto di real time viene meno influenzato dallo stile della gallery e dal personal brand.

 Snapchat è per natura dedicato ai video brevi. Per vocazione è spontaneo, veloce, immediato. È nato per scambiare messaggi che si autodistruggono dopo l’apertura e per racconti di durata limitata.

Ho coinvolto i miei amici su Snapchat per capire perchè usano ancora Snapchat per fare le storie. I commenti e le riflessioni degli snapchatter sottolineano l’autenticità di un modello di comunicazione istantanea e meno “costruita” che si avvicina ai comportamenti tipici della comunicazione offline.

“Su Snapchat nel fare storie provo un senso di libertà misto a spontaneità, tutte le storie compaiono in ordine cronologico di pubblicazione, senza nessun algoritmo. Seleziono le storie che voglio vedere, ed una volta pronta la playlist mi immergo nei racconti”.

Snapchat è il posto per eccellenza del “Serendipity”. Uno dei messaggi ricorrenti è sull’importanza delle relazioni.

L’interazione che si crea è diretta, da una conversazione uno a tutti si passa ad una conversazione privata. Il senso di immediatezza e spontaneità è supportato da simpatici filtri facciali. Il tempo speso su questo social diventa l’occasione per ascoltare storie interessanti, imparare qualcosa di nuovo e confrontarsi su svariati temi.

La community si alimenta con mention e conversazioni tanto che la mancanza di una ricerca interna non sembra allontanare gli affezionati al fantasmino. Inoltre, l’elemento video assicura una maggiore vicinanza nei rapporti umani, creando la sensazione di conoscersi dal vivo.

Molti snapchatter hanno sottolineato come la mancanza dei numeri pubblici dona un senso di libertà evitando giudizi e condizionamenti dettati dall’apparire piuttosto che dall’essere.

Nonostante si tratti di un social che punta alla condivisione in real time, i filtri permettono di creare una storia creativa evitando il montaggio e inserendo dei filtri simpatici, da scoprire ogni giorno. L’ultima novità introdotta sono le lenses 3D in realtà aumentata.

Contenuti che scompariranno ma che prima di tutto sono storie, Snapchat infatti, è una palestra per allenarsi nella produzione di video, oltre ad essere il social nativo per questo tipo di esperienze. Un format innovativo che ha fidelizzato gli utenti con l’autenticità che lo contraddistingue.

 “Mark non avrà mai le mie storie, è dispersivo, ormai ci sono troppe funzioni!” Questo è il messaggio ricorrente di molti amici che hanno risposto alla mia domanda.

Facebook e Instagram siamo abituati a vederli come luoghi di scrittura e di fotografia, sono delle vetrine sociali dove confezioniamo il contenuto affinché possa essere apprezzato da chi ci segue con cuori, like e reactions. Di fatto Facebook raccoglie amici “reali” della vita offline ai quali non sentiamo la necessità di raccontare la giornata. Spesso preferiamo nascondergli momenti di vita quotidiana che invece condividiamo volentieri su Snapchat.

Per questi motivi ma soprattutto perchè crediamo nel potere dello storytelling attraverso le storie di Snapchat abbiamo deciso di aprire il profilo Snapchat ufficiale dell’evento.

Lo Snapchat Team racconterà il percorso di preparazione all’evento con curiosità sull’edizione 2017, novità dal mondo digital su @smdayit_didays.

Ti aspettiamo su Snapchat e al workshop che si terrà il 19 Ottobre dalle ore 18:30 alle 21: “Snapchat for Business: la rivoluzione dei Social Media passa da qui / Snapchat Workshop & Snapchat Aperitivo”.

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