Il personal branding su LinkedIn

Algoritmo, contenuti, rete: come usare LinkedIn per un personal branding di successo

“All human beings are entrepreneurs.”: così si è espresso Reid Hoffman, attuale presidente esecutivo, co-fondatore e azionista di controllo di Linkedin, 150esimo nella classifica Forbes dei 400 uomini più ricchi del pianeta e addirittura 52esimo nel settore tecnologico. Se lo dice lui, direi che possiamo fidarci. Vediamo insieme perché, e perché questa frase, piuttosto che annoverarla tra gli aforismi, sarebbe bene che ne facessimo un mantra e la incorniciassimo sulle nostre scrivanie. Con LinkedIn aperto sullo schermo del nostro pc.

LinkedIn e il personal branding

LinkedIn è il social network più diffuso in ambito business, “impiegato principalmente nello sviluppo di contatti professionali e nella diffusione di contenuti specifici relativi al mercato del lavoro”. Nel mondo è la piattaforma più usata tra le aziende Fortune 500, e oltre il 45% dei suoi utenti appartiene al top management delle proprie aziende. Oltre 60 milioni sono considerati senior-level influencers e 40 milioni sono in posizioni apicali e decisionali. La quasi totalità degli utenti utilizza Linkedin per la ricerca di contenuti rilevanti per il proprio business e il 91% degli Executives la considera la prima scelta.

Si tratta, dunque, del posto migliore in cui affermare la nostra presenza on line con un focus sulle nostre competenze e le nostre esperienze professionali, far accrescere la nostra notorietà, migliorare la nostra reputazione professionale. In poche parole, è l’ambiente digitale più adatto per praticare il nostro personal branding, intendendo per personal brandingthe conscious and intentional effort to create and influence public perception of an individual by positioning them as an authority in their industry, elevating their credibility, and differentiating themselves from the competition, to ultimately advance their career, increase their circle of influence, and have a larger impact” (fonte personalbrand.com).
Esserci, però, non è sufficiente. Per raggiungere risultati concreti è necessario curare e gestire il profilo nel tempo, con attenzione e costanza. Vedremo più avanti come la presenza su LinkedIn non possa ridursi ad un mero elenco di titoli e di competenze, ma richieda, oltre che la corretta compilazione di tutte le sezioni del profilo, la produzione di contenuti di qualità e la costruzione di una rete di contatti in target. In questo mare magnum di informazioni e di relazioni, poi, è fondamentale accreditarsi come un professionista, e non come qualcuno che sta cercando disperatamente un’occupazione.

Essere imprenditori di noi stessi, questo è già il nostro primo lavoro.

Farsi carini e mostrarsi professionali

Condizione assolutamente imprescindibile per avviare una buona comunicazione su LinkedIn è lavorare sul profilo, a partire dai suoi elementi basilari: foto profilo e immagine di copertina. Le due immagini rappresentano le prime informazioni che arrivano agli utenti, e sono la prima, ottima, occasione per raccontare qualcosa di sé. Entrambe le immagini devono essere di buona qualità e risoluzione. La foto profilo deve essere formale. No a bikini, mare, cocktail. Non necessariamente istituzionale, ma capace di restituire all’utente l’idea di serietà, sobrietà e professionalità. L’immagine di copertina è altrettanto importante per contestualizzare la foto profilo e offrire ulteriori elementi di conoscenza.
Il profilo deve essere completo in tutte le altre sezioni e riportare correttamente tutte nelle informazioni. In particolare, il sommario, composto da 120 caratteri, è il vero biglietto da visita, il testo che ci “presenta” ovunque, sia a chi lo legge direttamente sul profilo, sia a chi cerca il nostro nome tramite il motore di ricerca. Necessario, inoltre, scrivere efficacemente le sezioni Informazioni, Esperienze lavorative, Formazione, che devono poter esaltare le nostre competenze e i traguardi raggiunti nel corso degli anni.
Prestiamo molta attenzione, poi, a quella sezione in cui gli altri utenti confermano le nostre competenze. L’opinione che gli altri hanno di noi on line è fondamentale, sia per testare la percezione altrui, sia per offrire al nostro pubblico la “versione”, più oggettiva, di un esterno. LinkedIn consente anche di inviare delle richieste di “endorsement” a persone che hanno avuto modo di apprezzare le nostre abilità e competenze negli anni. Una valutazione positiva da parte di un grande manager o di un collega particolarmente apprezzato nel nostro settore vale molto di più di qualsiasi autocelebrazione.
Quanto più complete e dettagliate si presenteranno le sezioni del profilo, maggiore sarà la sua efficacia. Chi mai chiederebbe una consulenza o farebbe un colloquio di lavoro ad un professionista/candidato di cui esistono in rete informazioni parziali e non aggiornate?

Posizionarsi bene e fare rete, questo il segreto!

Per far sì che il nostro profilo LinkedIn si distingua dagli altri, occorre ottimizzarlo per migliorare il suo posizionamento sui motori di ricerca. Questa ottimizzazione può essere considerata come vera e propria SEO on-page.
Innanzitutto, è fondamentale individuare delle keywords riferibili al settore in cui operiamo: inserirle strategicamente in tutte le sezioni del profilo ci consentirà di facilitare la ricerca da parte dell’utente. Ai fini SEO, è consigliabile, poi, rinominare le immagini, (compresa la foto profilo), usare opportunamente gli hashtag, ricevere conferme per le competenze, produrre contenuti interessanti che aumentino il tempo di permanenza del lettore sul nostro profilo (il dwell time – questo il termine che in inglese indica il tempo di permanenza – è una metrica SEO molto importante per LinkedIn!).

Infine, è importante allargare il più possibile la nostra rete di contatti e costruire relazioni di senso. Come si riesce a costruire relazioni e a mantenerle vive? Crediamo che possa bastare mandare un invito o accettarlo? Assolutamente no.

Il numero di utenti con cui abbiamo stabilito il contatto non ha alcun valore, se questi non vengono coinvolti nelle nostre discussioni, se non interagiamo con loro, se non ci scambiamo opinioni o commenti. Non è importante la quantità dei rapporti, ma la loro qualità. Il consiglio è dunque quello di partecipare a gruppi e dibattiti, soprattutto se questi sono frequentati da esperti del settore o colleghi autorevoli. Ebbene sì, anche LinkedIn ha i suoi influencer! Partecipare a queste conversazioni con nostri contenuti di valore è una ottima mossa per accrescere la nostra reputazione on line e accreditarci come esperti nel nostro settore.

Ma cosa significa “produrre contenuti di valore”? Vediamolo insieme.

Scrivere contenuti interessanti e capaci di creare interazione

LinkedIn, oltre che valorizzare chi è ben posizionato, garantisce visibilità a chi è attivo ed è promotore di contenuti di valore e che generano conversazioni di qualità.
Non sempre creare buoni contenuti significa scrivere nuovi post: può essere sufficiente partecipare attivamente a delle conversazioni con propri contributi/commenti interessanti, ovvero riprendendo sollecitazioni di altri a cui aggiungere il nostro punto di vista e il nostro apporto personale ed originale.
Non ha alcun senso scrivere soltanto per “esserci”, né esprimersi per forza su un argomento, solo perché di tendenza. Se non abbiamo nulla di interessante da dire, meglio stare zitti.
Se, al contrario, pensiamo di poter offrire il nostro contributo su un determinato argomento, questo è il momento giusto per giocare il jolly: scriviamo con semplicità, senza fronzoli, ma non lesiniamo nell’approfondimento. Offriamo ai nostri utenti informazioni pertinenti ed originali, magari frutto di nostre analisi e nostri studi, e incentiviamo la partecipazione, con call to action o semplici inviti a partecipare alla discussione. Il successo del post sarà garantito. Se poi riusciamo a finire in trending topic, il nostro post raggiungerà la visibilità massima.
E per quanto riguarda la forma dei contenuti? Quali sono i contenuti più apprezzati dall’algoritmo di LinkedIn?
In termini generali, i video (di nuovo!) e i documenti PDF (eccola qui la novità!) sono i post che convertono meglio e ottengono maggiore visibilità. Seguono i post con foto singole, quelli multifoto, quelli solo testuali, e, dulcis in fundo, link ad articoli esterni. Da poche ore, LinkedIn ha rilasciato anche le stories: non sappiamo ancora che tipo di risultati otterranno, se saranno funzionali allo stile e ai contenuti di LinkedIn. Possiamo provarci, e testarle sul nostro pubblico.
Il vero consiglio che mi sento di darvi è proprio questo: proviamo a creare contenuti “apprezzati” dall’algoritmo, ma soprattutto sforziamoci di creare contenuti che siano “giusti” per la nostra rete. Anche su LinkedIn non esistono regole che vanno bene per tutto e per tutti. Analizziamo dunque i post e gli argomenti che funzionano meglio sul nostro profilo e utilizziamo quei dati come linee guida per orientare la produzione dei contenuti futuri.

Come e quando pubblicare

Tra le domande che un social media manager si sente rivolgere più spesso ci sono “Quanti post a settimana? Quando pubblicarli? In quale giorno? A che ora?”. La risposta è sempre la stessa: “Non esistono regole precise, dipende dal proprio target, dalle sue abitudini, dagli stili di vita”.
Ancora una volta, l’unico vero consiglio utile è quello di fare tentativi, di testare i propri post, pubblicando in diversi giorni della settimana e orari della giornata. Solo dopo aver analizzato i dati, sarà possibile capire quando è attivo il nostro pubblico e quali sono le sue preferenze di fruizione.
Infine, come sottolinea Francesco Agostinis, proprio in riferimento ai modi e ai tempi della pubblicazione, sarebbe meglio evitare di utilizzare tool esterni per pubblicare i post. Molti studi dimostrano come questa modalità influenzi negativamente la reach organica dei post, rischiando di inficiare il nostro lavoro, la creatività, le analisi. Se proprio abbiamo bisogno di uno strumento che ci aiuti a calendarizzare i post – ci suggerisce – potremmo farci aiutare da quei tool che si limitano a ricordarci di dover pubblicare il nostro contenuto.
Così, la pubblicazione è salva…ma anche la reach!

Valutare il proprio profilo

Come ogni lavoro che si rispetti, la fase ultima è quella della valutazione. LinkedIn mette a disposizione di tutti gli utenti uno strumento, che si chiama “Social Selling Index” (SSI), che misura, tenendo conto di quattro aree di azione, l’efficacia del profilo nell’utilizzo delle varie aree. Ognuno di noi può visualizzare i risultati del proprio profilo a questo indirizzo (https://www.linkedin.com/sales/ssi).
LinkedIn, dunque, valuta quanto e se siamo bravi a creare il nostro brand professionale, a trovare le persone giuste, a costruire relazioni, ad interagire con informazioni rilevanti. Per ognuna di queste “capacità” attribuisce un punteggio che va da 0 a 25. Il nostro SSI è dato dalla somma dei punteggi ottenuti.
Consultarlo con regolarità ci consente di stabilire quali sono i nostri punti di forza e di debolezza, di capire quali aree andrebbero potenziate, e quali correttivi occorrerebbe apportare per migliorare la nostra presenza on line.
Se teniamo conto di queste aree, considerandole come azioni da compiere con costanza, potremmo veramente accreditarci nell’universo di LinkedIn, farci conoscere per le nostre abilità e competenze, e diventare davvero imprenditori di noi stessi. E, vivaddio, Hoffman sarebbe orgoglioso di noi!

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Annalisa Nastrini

Brand Ambassador #DIDAYS20

Il debutto di LinkedIn Live: arriva il nuovo servizio di dirette

LinkedIn Live

Il debutto di LinkedIn Live: arriva il nuovo servizio di dirette

Il debutto di LinkedIn Live

Pubblicato in origine a Febbraio 2019 ed aggiornato a Luglio 2019.

LinkedIn ha annunciato nelle scorse settimane, ai suoi 600 milioni di utenti registrati nella sua piattaforma, il lancio della sua nuova funzione di video:  Questa nuova funzionalità, attualmente in fase di lancio solo negli Stati Uniti come versione beta, permetterà alle persone di riprodurre contenuti video in streaming. 

Se l’esperimento andrà bene, ci aspettiamo di poterlo utilizzare a breve anche in Italia. Attualmente la funzionalità è accessibile solo tramite invito.

Contrariamente agli altri social che offrono lo stesso servizio, lo scopo di LinkedIn è quello di differenziarsi grazie al suo target di riferimento, offrendo ai suoi utenti la possibilità di comunicare tramite in diretta domande e risposte, eventi, conferenze, chiamate live, cerimonie di premiazione, annunci di prodotti e altro ancora. La possibilità di avere un suo target di riferimento così settoriale, permetterà a questo social media di differenziarsi dagli altri contenuti pubblicati nei live di Instagram piuttosto che di Facebook. Guardiamo più in dettaglio come funziona.

LinkedIn Live nel dettaglio

Eccoci quindi, dopo anni di gavetta con gli altri social media sul mercato, al debutto di LinkedIn con il proprio servizio di trasmissione video in diretta. Come abbiamo detto, attualmente gli utilizzatori di questo servizio sono una selezione di membri di LinkedIn negli Stati Uniti.

Per darti un esempio sul funzionamento di questa funzione, puoi dare un’occhiata alla diretta di Cathy Hackl, sul suo profilo LinkedIn . Scelta come beta tester che aiuta a sviluppare LinkedIn Live, Cathy è uno dei primi membri a utilizzare questo nuovo prodotto.

Secondo indiscrezioni, sembra che la possibilità di utilizzare il live anche da parte di altre persone si andrà pian piano allargando ma resterà (almeno per il momento) esclusivamente su invito.

Vista la molta attesa per questa nuova funzione e ancora di più nell’esigenza di LinkedIn di differenziarsi dai suoi social competitor, si sta cercando la possibilità di creare video di qualità grazie alla collaborazione con terze parti.

Microsoft sta aiutando a supportare LinkedIn Live attraverso i suoi servizi multimediali di Azure, fornendo una tecnologia di codifica importante per lo streaming continuo dei video live. LinkedIn collabora inoltre con Wirecast, Switcher Studio, Wowza Media Systems, Socialive e Brandlive per consentire ai creatori di contenuti di accedere a servizi di contenuto di streaming broadcast.

Con LinkedIn Live, cogliamo subito una chiara opportunità per l’azienda di esplorare altri modi per monetizzare i contenuti al di là degli annunci. Pensando a ipotetici esempi, si potrebbe pensare che la piattaforma in futuro potrebbe addebitare agli spettatori esperienze uniche come le conferenze private o rendere alcuni eventi Live a pagamento. Per questo però dobbiamo aspettare ancora un po.

Il mondo video in LinkedIn

Rispetto ai suoi concorrenti nella sfera del social networking, LinkedIn è cresciuto tardi in riferimento alla sezione video. Infatti ricordiamo che le sue prime funzioni video sono state inserite solo nell’estate del 2017.

All’attivo ci sono quindi 18 mesi di attività, in cui la piattaforma ha visto un grande incremento del traffico e dei ricavi esclusivi tramite video (logicamente non live) sulla sua piattaforma.

Pete Davies, direttore del product management di LinkedIn ha infatti dichiarato come “il video è il formato in più rapida crescita sulla nostra piattaforma in questo momento, e quello che più probabilmente farà parlare la gente.”

LinkedIn informa che gli annunci video guadagnano il 30% in più di commenti rispetto agli annunci non video. Un altro dato che deve farci riflettere è il fatto che i membri di LinkedIn passano quasi tre volte più tempo a guardare gli annunci video rispetto al tempo trascorso con le foto statiche di un ipotetico contenuto sponsorizzato.

News in LinkedIn dei mesi scorsi: nuove funzioni di reclutamento e ricerca lavoro

La novità non è solo nel video live.

Negli ultimi periodi LinkedIn ha lanciato diverse nuove funzionalità per essere sempre più vicino ai suoi iscritti e aiutarli a connettersi con le aziende con cui potrebbero essere interessati a lavorare.

 Tra queste nuove funzioni, un’ espansione molto interessante è la funzione Job Alert . Si tratterebbe di un nuovo dashboard visivo all’interno delle pagine della società che fornisce ulteriori informazioni sui suoi dipendenti.

Per il reclutamento inoltre, le novità non sono finite. Strumento utilissimo che renderà il reclutamento e la richiesta di lavoro tramite LinkedIn più semplice è la sua Intelligent Hiring Experience , una dashboard che combina la suite di assunzione di LinkedIn.

Tra le altre funzioni lanciate sottolineiamo anche la nuova possibilità di evidenziare conversazioni rilevanti o il nuovo processo di approvazione dei post.

La differenziazione rispetto ai competitor

Tornando alla questione del live, a questo punto, LinkedIn dovrà affrontare una forte concorrenza da parte di altri social (Facebook, Twitter e YouTube su tutti) che offrono servizi di streaming video in diretta. Su questo punto, LinkedIn pensa chiaramente di poter differenziarsi dagli altri sulla base del suo pubblico di destinazione e dal tipo di video che offrirà.

Ricordiamo infatti che LinkedIn è sempre stato legato alle connessioni professionali della vita lavorativa.

LinkedIn Live è un’entusiasmante opportunità per aziende e colleghi di connettersi come mai prima d’ora, quindi ricordati di divertirti più possibile quando avrai l’opportunità di utilizzarlo. Il video dal vivo incoraggia sempre il pubblico ad un maggiore coinvolgimento: dimentica i chatbos di cui siamo tutti stufi. Nel live è l’uomo che si collega l’uno all’altro. Come con tutte le nuove funzionalità sulle piattaforme social, se sarai tra i primi a utilizzarlo (nel modo giusto) raccoglierai i vantaggi che LinkedIn Live può offrirti.

UPDATE Luglio 2019 – La procedura per accedere alla funzionalità

Per poter richiedere accesso a LinkedIn Live è necessario compilare il form di application seguendo i seguenti step:

  1. Scegliere se fare richiesta come Member o per conto di una pagina LinkedIn.
  2. Fornire informazioni su profili aziendali, sull’area area in cui è localizzata l’azienda e sul numero di connessioni (se si fa domanda come Member) o followers (in caso si faccia domanda come Pagina).
  3. Specificare il tipo di contenuti che si intende veicolare tramite LinkedIn live, con quale frequenza e se si utilizzano già altri servizi di live streaming.
  4. Inserire i link ai profili Members degli admin nel caso di application per conto di una Pagina LinkedIn.