Pagina Facebook per Piccole imprese: quali sono gli errori da evitare

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Pagina Facebook per Piccole imprese: quali sono gli errori da evitare

Visto che crediamo ancora in Facebook, oggi abbiamo deciso di parlare su come utilizzare al meglio facebook per piccole e medie imprese.

Chi dice che questo social è morto si sbaglia di grosso. Solo in Italia, Facebook conta un numero di 35.7 milioni di utenti attivi ogni mese.
Ecco perché tutt’oggi Facebook rappresenta un grande bagaglio per tutte le imprese piccole o medie che siano, che vogliono iniziare a creare una buona immagine aziendale. E’ importante però ricordare che, vista la sua grande potenza, Facebook va utilizzato nel modo giusto e questo vuol dire sapere esattamente cosa è più giusto fare e perché. Facebook è in grado di arrivare ad una sezione molto ristretta di utenti (che abitano in una zona o che hanno delle preferenze su altre).
Come abbiamo più volte modo di sottolineare infatti, se lo si utilizza con le giuste accortezze, anche una semplice sponsorizzata può portare molti più profitti di quanti ce ne aspettiamo con un cartellone pubblicitario al centro di una grande piazza. Quello che fa la differenza è la possibilità di restringere il nostro pubblico da colpire e arrivare diretti al nostro ipotetico consumatore finale.

Avere una base profilata

Purtroppo, l’errore più comune per le pagine delle piccole imprese è quella di avere una fun base poco profilata. Generalmente infatti i follower tipo delle piccole imprese sono per lo più amici e parenti.
Penserete che “ok almeno qualche follower lo abbiamo” cosa ci sarà di tanto sbagliato? In questo modo, si innesca vortice che vi porterà nel breve del medio tempo a sempre meno engagement e sopratutto poche vendite (che è l’obbiettivo che dovete sempre tenere a mente). Perchè? Semplice: in questo modo la vostra pagina ha una profilazione completamente sballata.
Come capire se questo è il caso della vostra pagina? Quando pubblichi un post quante persone realmente interagiscono con questo? Se la risposta è poco o niente, questo è il risultato di non aver profilato i tuoi follower. Con il tempo il tuo profilo verrà svalutato anche da Facebook portando a sempre meno visibilità e sarà sempre più una perdita di tempo.
La soluzione a questo problema è nel profilare il cliente tipo e cercare in tutti i modi di avere questa ipotetica personalità all’interno della tua funpage.
Questo ti porterà a acquisire like e commenti profilati e far diventare la tua pagina una vera risorsa di business per il tuo lavoro. Se arrivi ad avere il tuo ipoteco cliente tipo all’interno della tua pagina è normale che questo sarà più interessato al prodotto che tu vendi e quindi più propenso a rimanere aggiornato sulle ultime novità della tua azienda.

Non solo like e commenti

Se pensi che il tuo lavoro possa essere misurato in base al numero di like e condivisioni ti sbagli di grosso. Quello che conta, per una piccola e media impresa è il fatturato e il fatturato arriva con la vendita e non certo con like e commenti (anche se questi possono aumentare notevolmente il tuo ego). Quindi non solo fare il numero delle persone che mettono like o commentano ma fare anche il punto su quello che questo sta portando sull’aspetto della vendita. E questo si traduce nel valutare quante di quelle persone risultano davvero intenzionate al nostro prodotto: tutto questo lo valutiamo in base alle interazioni che riceviamo nel nostro sito web, alla chiamate e alle mail di informazioni.

Non solo prodotto

Si, è vero che Facebook deve essere utilizzata come una vetrina di un ipotetico negozio ma ricorda che questo social è considerato al momento come un passatempo per la maggior parte delle persone. Questo vuol dire che nessuno (contrariamente ad un sito settoriale o meglio ancora un e-commerce) entra con l’intenzione di comprare. Quindi quello che devi fare è non solo vendere un prodotto ma convincere il tuo pubblico ad interessarsi intorno a quel prodotto e questo vuol dire coinvolgerlo. Tutti i social network funzionano, in questa prospettiva, un po alla stessa maniera: il coinvolgimento crea collegamento tra le persone e quindi interazione. La relazione personale deve sempre rimanere al primo posto.

Non pensiamo di ottenere risultati senza investire in Adv

Come abbiamo avuto modo di dire pubblico profilato, interazioni e like sono importanti ma tutto deve essere svolto con un’azione costante volta al miglioramento e alla massima profilazione dell’utente. E’ vero che Facebook è gratis ma non otterremo mai un pubblico e un engagement adeguato senza un minimo di sponsorizzazione tramite Ads. Quindi, che tu sia un negoziante, un libero professionista o una piccola azienda, metti in conto di investire una parte del tuo budget in pubblicità sui social. E’ una parte importante che va fatta molto bene e con una profilazione ben dettagliata per arrivare ad avere la “vera” clientela che stiamo cercando. Se fatto bene e in maniera costante, riceverai i risultati che ti aspetti.

Come investire in Adv in modo dettagliato

Molti piccoli imprenditori pensano (stupidamente) che basti cliccare sul tastino sotto i post “metti in evidenza” per avere in automatico un pubblico profilato. No! Non funziona proprio così. Se siete di corsa e proprio non avete modo di fare una profilazione va bene, ma non avrete mai i risultati che otterrete con una gestione meno automatizzata e più dettagliata. Come?
Tramite il pannello di gestione inserzione, potrete fare una profilazione molto più dettagliata della semplice automatizzazione di Facebook. In questa sezione infatti potrete selezionare ad hoc il pubblico alla quale far arrivare il vostro messaggio. Saper usare bene la profilazione attraverso il pannello di gestione vi consentirà di investire il vostro budget in modo specifico.

Conclusioni

Facebook se usato nella maniera giusta può davvero essere una grandissima fonte di pubblicità per la vostra attività. Ovviamente però, come tutte le cose, per essere fatte bene e ottenere dei risultati, richiedono conoscenza, strategia, costanza e attenzione. In caso contrario pubblicare rischia di diventare un’esclusiva perdita di tempo.

Come scaricare una copia di tutto ciò che Facebook sa di te

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Come scaricare una copia di tutto ciò che Facebook sa di te

Non è un segreto,  Facebook conosce quasi tutto ciò che facciamo online e ancora peggio è il fatto che Facebook non dimentica mai (così come quasi tutto il mondo web). 

Lo scandalo di Cambridge Analytica e le successive scuse dell’amministratore delegato  Mark Zuckerberg, hanno attirato l’attenzione di tutti su una caratteristica poco conosciuta fino ad un anno fa e cioè la possibilità di scaricare tutto ciò che la rete di questo social media conosce su di noi.

Sappiamo bene infatti che Facebook memorizza praticamente ogni singola interazione che hai avuto da quando ti sei iscritto, incluso ogni volta che hai effettuato l’accesso, i tuoi amici, la tua città, gli eventi ai quali sei stato invitato, ogni volta che hai inviato o ricevuto un messaggio, gli annunci in cui hai fatto clic, un elenco delle persone che segui, ogni singolo aggiornamento di stato e molto altro ancora.

Ecco quindi una guida su come scaricare il tuo archivio personale di informazioni e scoprire tutto ciò che il social conosce su di te. Questo potrebbe esserti utile, specialmente se hai intenzione, come sta succedendo a molti ultimamente, di chiudere Facebook e portare con te alcuni di quei ricordi.

È sorprendente sapere quanti dati ci sono racchiusi dietro ogni singolo utente.

Se sei curioso di scoprire il tuo storico, ti serviranno solo un paio di click e un po ‘di pazienza, di seguito ti spieghiamo come.

Come scaricare il tuo archivio di Facebook

Come abbiamo appena detto è possibile scaricare il proprio archivio storico da Facebook. 

Ecco come:

  • Vai su facebook.com/settings
  • Tocca la terza sezione che trovi sul lato sinistro con la dicitura “le tue informazioni su Facebook”
  • Tocca visualizza dall’area “scarica le tue informazioni”
  • Qui puoi decidere di restringere la selezione ad un solo arco temporale o a tutto il tuo storico
  • Nella parte sottostante puoi includere o escludere delle parti di tuo interesse (post, foto e video, mi piace e reazioni, amici, …)
  • Decidi il formato (html o Json) e la qualità dei contenuti multimediali (alta, media o bassa)
  • Potrebbero essere necessari alcuni minuti
  • Quando la nuvoletta scrive che il file è pronto, fai nuovamente clic su “scarica archivio” e il file zip verrà scaricato sul tuo computer
  • Sfoglia l’archivio aprendo ogni file all’interno della cartella

Pensa che quello che troverai è un’intera storia della tua vita su Facebook.

Puoi usarlo come una copia del tuo profilo da tenere se hai intenzione di lasciare il social network o puoi usarlo anche solo come promemoria di quanto Facebook sa di te.

Un paio di anni fa, probabilmente questi dati non sarebbero stati utili a molti utenti di Facebook. Dopo tutto, elenchi di amici e registri di chat sono stati creati negli anni da noi stessi. 

Ma sulla scia dello scandalo di Cambridge Analytica, e in mezzo al movimento #DeleteFacebook, vedere questi dati potrebbe essere sufficiente per fare in modo che almeno alcuni dei due miliardi di membri di Facebook ci pensino due volte prima di continuare a usarlo.

 

Arrivano le foto 3D su Facebook (ma non per tutti)

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Arrivano le foto 3D su Facebook (ma non per tutti)

Facebook non si ferma mai ed ora è pronto a stupirci con le foto in 3D. Precisiamo subito che non sono delle vere e proprie foto in 3d in quanto l’immagine non sarà visibile da tutte le angolazioni ma semplicemente si potranno “muovere” spostando lo smartphone o il puntatore del mouse. Tutto nella sensazione di avere il soggetto davanti ai propri occhi e la percezione di osservare una maggiore profondità di campo.

Come in tutte le belle storie ci sono però delle limitazioni

Infatti, spiegano gli sviluppatori al servizio di Mark Zuckerberg, essenziale è possedere un dispositivo con la doppia fotocamera (sarà poi cosa secondaria ma di rilevante importanza l’acquisizione dell’immagine con la proprietà ritratto o portrait).

In questo modo le immagini catturate, grazie all’intelligenza artificiale di Facebook, mantengono una netta separazione tra i soggetti in primo piano, quelli in secondo piano e sfondo.

Ovviamente ci sono dei limiti, è richiesta sempre una certa distinzione tra sfondo e soggetto in primo piano (non vale fotografare una fragola rossa davanti ad una parete rossa, per intenderci).

L’altra nota dolente è che per il momento, gli stessi programmatori, menzionano esclusivamente terminali iOS.

Se entrambi non sono problemi che vi riguardano, allora vi basterà semplicemente procedere a caricare la vostra foto in 3d.

Una volta scattata la foto con la modalità ritratto, aprite Facebook e cliccate su «crea un nuovo post». Tra i comandi dovrebbe apparire Foto 3D (nel caso non vedete la scritta, aggiornate l’app all’ultima versione). Fatto questo il social avrà accesso alle nostra galleria e ci indicherà gli scatti a cui è possibile applicare la modalità tridimensionale. Scegliete la foto che vi interessa e condividetela.

L’effetto 3D dato alle vostre foto si basa completamente su un sistema di riconoscimento tra sfondo e primi piani. La doppia immagine rielaborata dall’app andrà a creare un effetto di percezione definito parallasse, che permetterà a Facebook di creare una sorta di «illusione» senza bisogno di occhialini.

Scorrendo all’interno dei feed di Facebook si noteranno foto un po’ diverse: semplicemente inclinando lo smartphone si vedranno nelle immagini l’effetto descritto, che dona alla foto più profondità.

La nuova funzionalità, vuole sottolineare Facebook, è in fase di distribuzione graduale e sarà raggiunta da tutti i dispositivi compatibili nell’arco delle prossime settimane.

Provare per credere.

Il cyberbullismo passa anche attraverso il revenge porn: ecco come facebook affronta il problema

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Il cyberbullismo passa anche attraverso il revenge porn: ecco come facebook affronta il problema

Circa un anno fa su Facebook sono state implementate una serie di strumenti per segnalare i contenuti, per lo più fotografici, in modo che la piattaforma attraverso il foto-matching ne eviti ulteriori caricamenti all’interno dei suoi servizi, includendo nella mischia anche Messenger e Instagram. È da qui che è partito il progetto per combattere il revenge porn, avviato e testato, al momento, solo in alcuni paesi: Australia, Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Il processo è davvero molto semplice: le potenziali vittime possono fornire al social le immagini ritenute a rischio affinché vengano rimosse in caso di caricamento. Ecco come Facebook prova ad anticipare il cyberbullismo, provando a intervenire prima ancora che le foto vengano pubblicate.

I primi passi di questo progetto sono stati fatti in Australia, e la scelta del paese non è stata di certo casuale. Pare infatti che nello stato dei canguri la revenge porn sia quasi un’epidemia e uno studio lo conferma. Addirittura un australiano su cinque, di età compresa tra 16 e 49 anni è stato colpito almeno una volta da questa triste sfumatura del cyberbullismo. Ma cosa significa esattamente revenge porn? Letteralmente vendetta porno sta ad indicare la condivisione pubblica attraverso internet di immagini o video dai contenunti esplicitamente sessuali senza il consenso del soggetto protagonista. Come la definizione ci fa capire la pubblicazione avviene principalmente con lo scopo di umiliare la persona coinvolta per ritorsione (in questo caso parliamo di sextortion) o vendetta. Non si tratta certo di una novità dell’ultima ora, e non si deve neppure pensare che visti i numeri australiani sia una realtà lontana dal nostro paese. Tristemente noto il caso della giovane Tiziana Cantone , morta suicida a 31 anni perché non reggeva più il peso della vergogna, dopo aver combattuto per un anno e mezzo chiedendo disperatamente la rimozione di immagini e video hot. Nè il primo nè l’ultimo caso in Italia dove purtroppo la situazione è veramente preoccupante.

Ma è giusto combattere il revenge porn chiedendo proprio alle vittime, o potenziali tali, di caricare su Facebook le proprie foto intime? In effetti sembra una cosa assurda, inoltre scandali come Cambrige Analityca di certo non invogliano gli utenti a fidarsi e a fornire contenuti privati e sessualmente espliciti in termini “difensivi” al social network ultimamento tanto discusso. C’è davvero la certezza e l’assicurazione che tali scatti saranno poi rimossi totalmente dai server della società? Intanto c’è una cosa da chiarire una cosa, il team di Facebook è costantemente aiutato e supportato nel lavoro da istituzioni locali e dai centri di Sicurezza Informatica (eSecurity Office) dei singoli Paesi. In Australia c’è un apposito portale nazionale Esafety  dove i cittadini potranno indicare le foto che ritengono possano essere ingiustamente diffuse. Da lì, le foto saranno segnalate all’ufficio di eSafety, che comunicherà quindi a Facebook di impedirne l’upload.

Tempo fa Antigone Davis, a capo della divisione globale per la sicurezza, ha spiegato come Facebook stia prendendo accordi con organizzazioni che si occupano del tema per lavorare insieme al meglio.  Per ora le immagini possono essere caricate in modo sicuro, con un link usa e getta, facendo una richiesta a una delle associazioni coinvolte. Il sistema che utilizza il social network è molto semplice. Le foto saranno trasformate in una sorta di impronta digitale che la piattaforma confronterà con gli scatti caricati dagli utenti. L’impronta digitale sarà, dunque, utilizzata per bloccare tutte le foto che presentino corrispondenze. Un  team umano verificherà le foto manualmente per certificare che il loro contenuto violi effettivamente i termini di servizio della piattaforma e che siano davvero immagini intime non consensuali. Una volta create queste stringhe univoche associate alle foto Facebook notifica via email alla vittima eventuali caricamenti ed elimina le immagini dai server in non più di sette giorni. E il processo si ripete ogni qual volta quella foto, non importa se rinominata o modificata, verrà rilanciata in Facebook e le altre app di proprietà.  

 

Non sappiamo se questa sia davvero la soluzione al problema della porn revenge, certo è che è un primo importante passo in avanti. Uno su otto utenti di social media americani è stato un bersaglio di pornografia non convenzionale, secondo uno studio del 2017. Purtroppo si tratta di un fenomeno sovrannazionale e sia gli uomini che le donne sono vittime di molestie online, ma è molto più probabile che le donne ricevano forme sessuali di abuso online. Secondo un’altra indagine pare che ci siano addirittura 54mila casi di revenge porn ogni mese. Quindi ci viene da chiedere se ci sia prima di tutto un problema di volume. I contenuti inappropriati possono essere segnalati da sempre sui social network ma sono milioni le richieste di revisione ogni settimana, si finisce quindi per far passare anche contenuti inadatti per velocizzare il lavoro. Coinvolgendo le istituzioni nel processo Facebook vuole prevenire anzichè curare: rendere possibile la segnalazione di immagini potenzialmente pericolose ancora prima che vengano pubblicate.

Come utilizzare al meglio Facebook in una strategia social

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Come utilizzare al meglio Facebook in una strategia social

Oggi affronteremo il tema delle dirette Facebook o meglio di come fare una diretta Facebook e integrarla nel tuo calendario editoriale.

Come sai bene il contenuto video riesce ad innescare maggiore attenzione di qualsiasi bella foto o grafica. Il motivo è nel suo naturale coinvolgimento. Se a questo aggiungi il fattore della compresenza, del vivere lo stesso attimo in differenti parti del mondo il tutto è ben amplificato. Ecco perché è essenziale conoscere e integrare al massimo le dirette Facebook nel vostro piano di content marketing.

 

Quando Twitter acquistò Periscope, nell’ormai lontano 2015, trasmettere video in diretta con lo smartphone rappresentava una vera novità. Ma la vera svolta arrivò quando Periscope introdusse il live streaming. Se Twitter fu il primo, il vero interesse si ebbe quando i colossi come Facebook, Snapchat e YouTube incorporarono la possibilità di trasmettere video in diretta.

In poco tempo Facebook è riuscita a superare anche YouTube imponendosi come sovrano nel live streaming.

Prima di iniziare definisci bene in mente le domande essenziali: a cosa servono i live? Quali sono gli obiettivi da raggiungere? Qual è il target di riferimento? Come si inseriscono nel calendario editoriale di Facebook?

Il primo dei consigli che ci sentiamo di darvi per fare una diretta Facebook di successo è quello di avere sempre una scaletta a vista. In questo caso, noi amiamo particolarmente Google Keep che puoi utilizzare su tablet o smartphone.

 

Ecco alcuni suggerimenti per creare una buona diretta Facebook e dare una spinta all’engagement:

  • Annuncia qualche giorno dell’evento l’arrivo della diretta in modo che i tuoi follower siano preparati alla diretta nel momento esatto in cui avverrà. Cosa fanno le grandi reti quando preparano un grande evento da trasmettere in diretta? Creano aspettativa, lanciano degli spot per avvisarti e per spingerti a schedulare l’appuntamento. Ecco, lo stesso devi fare sui social. Con un lavoro di cross posting puoi usare profilo Facebook, Twitter, LinkedIn e altre soluzioni per avvisare che quel giorno, a quell’ora, ci sarà la diretta così che il tuo pubblico sia preparato.
  • Lavora con i live solo quando hai una buona connessione (evita di iniziare per forza senza avere prima la possibilità di realizzare una buona diretta). Sarebbe solo inutile e controproducente.
  • Pubblica il live con una descrizione completa del contenuto, cosa farai e come si svolgerà. Se puoi punta tutto sull’effetto sorpresa in modo da lasciare lo spettatore in “attesa di quello che succederà”.
  • Saluta i follower per nome e rispondi ai commenti live: questa è la parte essenziale per la buona riuscita di un live. Ecco perché vi consigliamo la creazione di una buona scaletta (come detto sopra) con magari i nomi dei partecipanti nel caso tra il pubblico che segue la diretta vengano fatte domande più specifiche.
  • Una diretta lunga ha maggiori possibilità di engagement: questa è una caratteristica da non sottovalutare. Quello che rende unici i live è il fatto che, ancor prima che tu possa sintonizzarti sul canale del contenuto, la notifica ti comunica immediatamente cosa “sta succedendo ora!”
  • Saluta tutti all’inizio e alla fine della trasmissione e ringraziali di essere stati presenti.
  • Crea dirette Facebook con frequenza in modo da creare un pubblico in grado di seguirti costantemente. Fai in modo che il tuo impegno diventi un momento atteso. Solo così puoi ottenere successo.

 

Se volete leggere qualche consiglio in più la pagina ufficiale di Facebook Live lascia una serie di consigli interessanti per gestire al meglio le dirette.

In quanto ad app che migliorino il vostro lavoro vi consigliamo Live Streaming Apps che è una buona base di partenza per gestire le dirette su Facebook e YouTube.

 

Se avete iOS vi consigliamo vivamente Switcher Go, che da la possibilità di aggiunge immagini o spezzoni di video mentre siete live (una vera e propria regia per la creazione di dirette e qualitativamente migliore rispetto alle altre).

 

Un altro punto essenziale che cambia la resa delle tue dirette Facebook sono la strumentazione. Essenziali, a nostro avviso sono:

  • Cavalletto o treppiede.
  • Lenti per smartphone.
  • Luci portatili o softbox.
  • Microfoni interni o esterni.
  • Batteria extra.

Due accessori extra se volete proprio essere al top potrebbero essere bottone bluetooth da tenere nel palmo delle mani per attivare e fermare la registrazione e uno stabilizzatore avanzato per avere una vera e propria postazione per trasmettere i tuoi video.

 

Quello di cui siamo sicuri, viste le nostre esperienze è che se pianificate con cura, le dirette Facebook possono dare tanto al tuo piano editoriale.

Sbarca in Italia Facebook Local, la nuova app per eventi

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Sbarca in Italia Facebook Local, la nuova app per eventi

Facebook continua a rinnovarsi, dopo le nuove policy sulla privacy degli utenti arriva in Italia anche Local, l’app completamente dedicata agli eventi.

Negli stati uniti è stata introdotta nel novembre 2017 ed è andata a sostituire Facebook events, il primo tentativo a casa zuckemberg di catalogare le iniziative sul territorio.

 

Cos’è esattamente Local?
L’app è gratuita e disponibile sia per dispositivi Android che Ios. Iscriversi è semplice e non si è vincolati da Facebook: chi è già loggato potrà accedervi in automatico, chi invece non è iscritto potrà comunque utilizzare l’app senza alcun limite

 

La descrizione di Local sugli store riporta le seguenti funzionalità:

  • Vedi le attività più recenti, gli eventi e i luoghi con cui interagiscono i tuoi amici e gli aggiornamenti degli organizzatori di eventi e delle Pagine che segui.
  • Trova eventi e attività nelle tue vicinanze o in un’altra città con una mappa interattiva e filtrali per orario, categoria, luogo e molto altro.
  • Ottieni consigli basati sugli eventi più popolari tra i tuoi amici, sulle attività che hai già svolto in passato, sulle Pagine che ti piacciono e sulle nostre Guide selezionate.
  • Esplora le liste locali di eventi e luoghi consigliati in oltre 60 città.
  • Aggiungi calendari dal tuo cellulare per vedere tutti i tuoi programmi e inviti in un unico posto.
  • Attiva la ricezione di notifiche sugli eventi in programma in modo da non perderti eventuali modifiche ai dettagli.

Local, partendo dalla bacheca degli eventi di Facebook si propone come un mix tra Yelp, Foursquare, TripAdvisor e Google Calendar. Si pone inoltre l’ambizioso obiettivo di diventare la prima piattaforma fonte di attività per il tempo libero. Infatti la sua home raggruppa una selezione di eventi ai quali ci siamo mostrati interessati, nei paraggi o ai quali sono interessati i nostri amici. Saranno proprio i nostri amici a diventare dei piccoli influencer per gli eventi, visto che ci verranno mostrati i loro check-in, interesse, recensioni e like.

Si presenta con un’interfaccia semplice e chiara ed è davvero intuitiva da usare, vediamola insieme.

 

Come funziona?
Il primo passo è fornire la nostra posizione e consentire la geolocalizzazione. Questo chiaramente permette di trovare tutti gli eventi nel raggio di chilometri e, soprattutto, di vedere cosa fanno i vostri amici

 

La home page presenta due aree principali. Nella fascia alta si trovano diverse e numerose categorie, abbiamo: ristorante, caffè, bevande, attrazioni ma con altro è presente un lungo menù. Abbiamo inoltre la possibilità di vedere, sotto il tasto Amici, gli eventi ai quali partecipano i contatti di Facebook e di accedere ad una sezione contenente gli eventi che abbiamo già consultato sul social, ad esempio mettendo mi interessa.

 

Nella zona sottostante la navigazione si suddivide in tre sezioni:

  • Per te che raccoglie eventi calcolati in base agli interessi su Facebook
  • Eventi, divisi per data con cui è possibile fare un programma
  • Guide, che raggruppa eventi a tema culturale e raccolte fondi.

Dal menù in fondo alla schermata si può inoltre accedere ad altre due funzioni: mappa e calendario. 

La prima permette di visualizzare una cartina con gli eventi intorno a noi. È possibile applicare diversi filtri: la rilevanza, la data, l’orario durante il giorno.

Calendario, invece, ripropone ancora una volta tutti gli eventi disposti per data e orario in una veste più lineare e calendarizzata. Qui è inoltre possibile creare un nuovo Evento di Facebook o del calendario, che permette di scegliere quale tipo di calendari visualizzare all’interno dell’applicazione.

 

Gli eventi si presentano nella stessa veste grafica di facebook: si parte dalla copertina, le informazioni base, gli altri partecipanti, la possibilità di aggiungere commenti, dettagli e le informazioni sul locale. Inoltre esistono anche delle pagine dedicate ai luoghi, sempre sulla falsa riga di Facebbok. Torviamo i dettagli, link esterni, raccolte di immagini, tutti gli eventi in programma e la possibilità di scrivere una recensione.

 

Una nuova opportunità
Facebook Local sfrutta un algoritmo e riesce a fornire non solo indicazioni sui locali e gli eventi in base alla posizione dell’utente, ma anche in base alle sue esperienze passate e gusti. Non è solo uno prezioso strumento per gli utenti, ai quali correrà in aiuto nelle serate in cui non si sa cosa fare o quando ci si trova in qualche località nuova o in vacanza, ma è anche una grande opportunità per le imprese. I business, infatti, avranno a disposizione una vera e propria vetrina che offre loro la possibilità di acquisire clienti in zona.

 

Facebook local punta ad essere un’app indipendente dal social genitore, puntando a replicare il successo di Messenger.

Siamo sicuri che una volta installata resterà sul cellulare di tutti noi, utenti finali e imprese.

Voi stasera avete eventi in programma?

I post 3D su Facebook si migliorano grazie al formato glTF

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I post 3D su Facebook si migliorano grazie al formato glTF

Sono stati introdotti a ottobre 2017 ma Facebook ha deciso di migliorarli, ecco tutto quel che c’è da sapere sui post 3D.

Da qualche giorno infatti il padre dei social network ha introdotto il supporto al formato glTF 2.0, con cui si potranno condividere oggetti 3D più realistici e dettagliati. Gli utenti hanno quindi la possibilità di postare sul news feed oggetti tridimensionali con i quali è possibile interagire con il mouse o il touch.

I possibili utilizzi dei post tridimensionali sono potenzialmente infiniti. Il primo, e più ovvio, è poter realizzare modelli 3D dei prodotti da promuovere permettendo agli utenti di manipolarli e scoprirli a 360°. A tal proposito il portale di e-commerce dedicato a mobili e arredo Wayfair ha colto la palla al balzo realizzando modelli tridimensionali di alcuni ambienti con mobili in vendita nel suo store online. Questa novità è una preziosa opportunità da cogliere al volo per le case sviluppatrici di videogiochi, per il settore dell’entertainment e come detto per la pubblicità.

(Consigliamo la visione da Desktop)

Scopriamo di più sulle tecnologie che permettono tutto questo
Nato nel 2016 glTF 2.0 è l’acronimo di GL Transmission Format ed è l’estensione file che permette di elaborare in maniera semplice dei file standard, rendendoli 3D. Non a caso è anche chiamato il Jpeg delle immagini 3D. Permette inoltre di comprimere le dimensioni di modelli e rendering senza comprometterne la qualità. 2.0, invece, è la versione rilasciata nel 3 marzo 2017 che inizialmente era supportata solamente da programmi meno professionali come Paint 3D e Viewer 3D. Come detto l’estensione glTF 2.0 permette di condividere oggetti più realistici e dettagliati. Supporta textures, illuminazione e tecniche di rendering che puntano al realismo. Dalle ombre alle sfumature, dalle “bombature” alle linee squadrate, dal ruvido al lucido e dal metallico all’effetto soffice o vitreo. Insomma le potenzialità sono infinite.

In concomitanza con il lancio dei post 3D, Facebook ha anche implementato nuove Graph API. Queste consentiranno di creare e importare i rendering e modelli 3D dei post Facebook all’interno di app di terze parti. Sarà inoltre possibile abilitare i contenuti 3D dal proprio sito Web o da software a comparire automaticamente in 3D quando vengono condivisi su Facebook.

Il colosso blu ha anche dei partner a supporto di questa iniziativa, Sony è uno dei principali. I possessori di smartphone Xperia XZ1, Xperia XZ1 Compact e Xperia XZ Premium con Android 8.0 Oreo possono creare gli oggetti con l’app 3D Creator e pubblicarli direttamente sul social. Da web, invece, si possono condividere oggetti direttamente dalla galleria web di Oculus Medium e presto anche da Google Poly. Presto tutti i  software di modellazione si allineeranno e supporteranno questo formato rendendone possibile la condivisione su Facebook.

Ma dove vuole arrivare Facebook?
Questa implementazione fa parte di una più ampia strategia che Facebook sta attuando da anni: mettere a disposizione dei suoi utenti contenuti tridimensionali sempre nuovi e con un alto livello di interattività. Questi oggetti andranno a comporre un mondo senza interruzioni tra online e offline. Le persone, infatti, potranno condividere esperienze sempre più coinvolgenti e oggetti 3D. Il tutto attraverso VR, AR e Facebook, desktop, smartphone fino al visore per la realtà virtuale. Si andrà a creare un vero e proprio ecosistema 3D multipiattaforma, come l’ha definito Aykut Gönen al lancio sul blog per gli sviluppatori.

Questo progetto non è del tutto una novità. Ricordate nel 2014 l’acquisizione di Oculus Rift per 2 miliardi di dollari da parte di Facebook? Ed è appena di un anno fa l’arrivo di Hugo Barra a Facebook in qualità di capo del progetto realtà virtuale del social network.

Come detto fa tutto parte di un progetto di Mark Zuckemberg per creare una piattaforma ad hoc per realtà virtuale e mista. Si chiama Facebook Spaces ed è stato annunciato a F8 nel gennaio 2017. Un’applicazione di realtà virtuale che consentirà agli utenti di trovarsi in uno spazio interattivo dove poter condividere e visualizzare contenuti come video e foto a 360°.

Il colosso vuole sicuramente far colpo sui creators, fornendo loro uno strumento unico, ma soprattutto risultare ancora attraente agli occhi degli utenti più giovani e di tutti coloro che pian piano stanno abbandonando la piattaforma.

Si traggono sempre maggiori benefici a sperimentare per primi.
Infine i 4 modi per condividere un post 3D su Facebook per iniziare a sperimentare e spiccare nella news feed dei vostri amici o seguaci.

  • Creare un post 3D a livello di codice con la nostra API di post in 3D.
  • Condividere un link da una pagina web con i tag dei metadati di Open Graph Sharing.
  • Condividere una risorsa locale su un dispositivo Android utilizzando l’azione di condivisione nativa di Android.
  • Drag and drop di un asset nel Post compositor di Facebook.

Si possono generare modelli 3D adatti a Facebook in quasi tutti i programmi di creazione di contenuti come Blender, Modo, Maya o dai motori di gioco e salvarli con il formato glTF.

Le applicazioni sono infinite: prodotti, testi, loghi, scenari… insomma l’unico ostacolo per sfruttare questa nuova feature di Facebook è solo la vostra fantasia.

Avrete sicuramente notato che molti brand famosi si stanno cimentando nella sperimentazione di questo nuovo strumento. Lego, Jurassic Word, Peroni e Crash Royale per citarne alcuni.

(Consigliamo la visione da Desktop)