#DIDAYS 2019

17 - 18 e 19 Ottobre 2019

TEDMED. Lo Human Centered Design e il Visual Thinking al servizio di pazienti e medici.

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“What if I can design my care?”

Per chi non lo conosce, TEDMED è un evento di fama mondiale che riunisce una comunità globale di leader del settore medicale, delle nuove tecnologie e di ‘pensatori curiosi’. Grazie a Call4Brain e FightTheStroke, il TEDMED Live anche quest’anno è approdato a Milano, il 2 dicembre, con un’agenda stimolante, che ha alternato parentesi di entertainment con Enrico Bertolino e Lercio a discussioni scientifiche e workshop.

“What if I can design my care?”, proposto da Frog e Wacom, è stato uno dei momenti più pratici della giornata in cui, matita in mano, l’intero pubblico, guidato da Stefania Marcoli, si è ritrovato a…disegnare!

Cosa c’è infatti di più immediato di un disegno che, come le ricerche dimostrano, rimane per giunta più fisso nella memoria?

Il Visual Thinking diventa uno strumento interattivo prima per se stessi e poi per gli altri perché aiuta a confrontarsi con le persone e a discutere di un problema. Ma la sfida di Frog è ancora più ambiziosa. In una società in cui i dottori ormai hanno al massimo 5/6 minuti per visitare i propri pazienti è possibile farli comunicare nel miglior modo possibile?
Human Centered Design e Visual Thinking: il disegno come comunicazione medico-paziente.


Chi studia soluzioni per migliorare la vita dei pazienti dimentica troppo spesso della loro situazione psicologica, sociale ed economica, perdendo di vista il loro interesse primario: non soffrire più. Lo Human Centered Design mette invece al centro l’individuo e pensa ai suoi bisogni per produrre innovazione, tanto più che, come dimostrato scientificamente, più il paziente è coinvolto, meglio funziona la cura.
Usando poi il disegno, Frog propone una soluzione alla portata di tutti dove non è importante la qualità del disegno in sé, ma il pensiero, i bisogni reali ed emotivi che vi sono dietro.
Il paziente si ritrova così a disegnare il proprio cerchio della fiducia, la propria esperienza di malattia, incluse le emozioni avute e quanto abbiano impattato su di lui. La storia della patologia diventa più evidente e schematizzata, ma sempre con figure umane presenti, per generare empatia da parte di chi la guarda (il medico) e immedesimazione (il paziente). Da qui, si arriva più facilmente a una comunicazione bidirezionale, senza più i limiti delle parole, a volte difficili da tirar fuori, che non può che giovare al medico e al paziente.
Questo nuovo approccio comunicativo, che racchiude design, ricerca, clinica ed emozioni è alla base della Evidence Based Medicine e sta dando buoni frutti nella comunicazione dei rischi cardiovascolari, portata avanti dal CEBM (Centre for Evidence Based Medicine) di Oxford, che insieme a Frog ha creato un toolkit a disposizione dei medici gratuitamente.

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Digital and social media specialist. Appassionata di comunicazione, ho sempre usato i media digitali per mettere in connessione le persone anche nella vita "reale". Con questo spirito, insieme a un amico ho lanciato il primo flashmob in Italia e organizzato raduni nazionali di Bookcrossing. Ho lavorato per 35mm.it, Current TV e l'Ospedale San Raffaele come Web e Social media manager. Oggi mi divido tra la mia attività di consulente web e social per PMI e quella di digital fundraiser per alcune associazioni no profit.

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