#DIDAYS 2019

17 - 18 e 19 Ottobre 2019

Instagram e Stories: perché non puoi farne a meno.

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I social sono sempre più visuali

Cerchiamo di fare una rapida analisi del panorama mediale (online soprattutto) attuale. I social e le piattaforme testuali perdono attenzione e seguito; i contenuti che più si diffondono e creano engagement sono video, foto, GIF, video in diretta, post temporanei. Insomma, i contenuti più potenti in questo momento sono quelli che si guardano, ecco perché i social sono sempre più visuali. Meno testi (meno numericamente ma superiori qualitativamente), più video, più immagini, più GIF.

L’orientamento è questo, anche se ovviamente la scrittura continua ad essere preferita da un sacco di persone, e la sua non è una sconfitta, né una scomparsa: la scrittura è semplicemente davanti ad un punto di svolta in cui è necessaria un’evoluzione per stare dietro allo strapotere dei media visuali. Qualche esempio? Il boom negli anni di Snapchat, dei video su Facebook, ma soprattutto, ed è questo l’argomento di questo post, il boom di Instagram, che proprio da Snapchat ha preso spunto una delle funzionalità chiave e più innovative: le Stories.

instagram

Fonte immagine: Wokandpix https://pixabay.com/it/users/Wokandapix-614097/

Perché Instagram funziona (e come)

Instagram è un sito di media sharing nato per la sola condivisione di fotografie quadrate. Con il passare del tempo (e soprattutto con l’acquisizione da parte di Facebook nel 2012, la piattaforma si è enormemente evoluta e diversificata, arrivando ad includere funzionalità di messaggistica (Direct), condivisione video, foto in landscape e portrait (orizzontali e verticali), e infine la novità più rivoluzionaria della storia della piattaforma: i contenuti temporanei (Instagram Stories) da cui poi sono derivati i video in diretta.

Notate qualcosa di ricorrente? Se non lo notate, ve lo dico io: le immagini, ma non quelle professionali e qualitativamente valorose, bensì sempre più informali. Questa è la tipologia di post che è possibile creare con le Stories, senza preoccuparsi troppo della perfezione del contenuto stesso, perché dopo 24 ore lo stesso non sarà più accessibile. Questo senza però trascurare la parte “di facciata” di un profilo. Immaginiamo un travel blogger, che può postare sul suo profilo le foto studiate, di qualità e su Instagram Stories il backstage: gli spostamenti, le attese, le file in stazione, ecc. La differenza nella tipologia è palese e il modo in cui due contenuti così differenti funzionino bene insieme non sempre.

Altro esempio: un personaggio famoso può essere conosciuto dal pubblico su Instagram nella sua vita pubblica (con le foto ed i video prima chiamati “di facciata”) e nella sua vita privata con le Stories (a pranzo, mentre passeggia, ecc.). Su Instagram si può trovare potenzialmente tutto di una persona che si desidera seguire – nel senso più social del termine – e con formati che vi si adattano al meglio, sempre nell’ambito dei contenuti visuali.

Una cosa è il profilo, una sono le Stories

Che tu sia un brand, un imprenditore, un blogger, un fotografo, un social media coso, devi avere in chiaro con quale mezzo puoi pubblicare un contenuto, con quale un altro. Non tutto va bene per tutto: per esempio, una cosa che trovo profondamente fastidiosa (e anche gli utenti visto che nei pochi tentativi le risposte sono state scarse) sono i post su Instagram che mostrano scritte, senza alcun contenuto visuale. Pagine di un libro, meme, citazioni, la risposta è NO. Per le scritte c’è la descrizione del post, ma se è un contenuto visuale deve essere visuale, non una finta.

Infine, bisogna fare molta attenzione a cosa va nel profilo e cosa nelle Stories. Come ho già accennato, le Stories devono accogliere contenuti più informali, meno filtrati e studiati – senza esagerare – mentre la massima attenzione e pianificazione è da dedicare al profilo. Nel profilo il contenuto deve essere creato per restare, per essere sempre valido, sempre qualitativamente alto. Ed in questo senso è fondamentale la pianificazione, almeno per il profilo, mentre per le Instagram Stories è comprensibile navigare più a vista. L’ideale? Un post nelle Stories ogni paio d’ore, 2-3 contenuti al giorno sul profilo.

Spero che le mie indicazioni vi siano utili, e sfrutto l’occasione per invitarvi a seguirmi su Instagram dove mi trovate come @acareddu.

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Ciao, sono Andrea Careddu: laureato in Comunicazione, blogger tech, appassionato di social media e fotografia.

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