#DIDAYS 2020

29 - 30 Ottobre 2020

Pensiero Laterale

Cambiamo prospettiva

 

Ti è mai capitato di trovarti in una situazione scomoda, fuori dalla tua zona di comfort, in cui non vedevi alcuna via d’uscita ma solo tanti problemi?

La risposta sarà senz’altro affermativa.

Il lavoro, la scuola, l’Università, lo sport, le situazioni che si creano in famiglia, con gli amici, con il proprio partner, le varie situazioni d’emergenza (basti pensare alla situazione Covid, la realtà che più ci accomuna oggi), pullulano di situazioni difficili ed è più che normale ritrovarsi a vivere quelle sensazioni di “nodo alla gola”, di rimanere bloccati su un problema e il solo pensare di uscirne rappresenta esso stesso IL problema.

 

Che fare in questa situazione? Semplice, cambiamo prospettiva.

 

Sentiamoci liberi di pensare in modo originale.

 

      “Desidero affermare che sono completamente d’accordo sul fatto che la rimozione

delle inibizioni, della paura di sbagliare o di apparire ridicoli abbia un certo valore.

         È certamente più facile essere creativi se si è liberi di proporre e dibattere idee e

pensieri nuovi, sebbene possano apparire strani.”

 

“Creatività per tutti” – Edward De Bono

 

Edward De Bono (Malta 1933), psicologo e medico maltese, autorità mondiale del pensiero creativo e padre del pensiero laterale, afferma quanto sia necessario, spesso, “uscire dagli schemi” per reinventarsi, produrre, innovare e trovare soluzioni.

 

L’autore inoltre, con i suoi numerosi successi ottenuti, lavorando con aziende, università e istituzioni di tutto il mondo, ci delinea diverse modalità e diversi strumenti per poter sviluppare il potenziale inventivo presente in ognuno di noi.

È, infatti, necessario imparare ad allenare il nostro cervello “pigro”, adottare il pensiero laterale, uscire dalle nostre “bolle logiche” e raggiungere poi, il nostro massimo dal punto di vista personale e professionale.

La creatività, l’intuizione, la provocazione, la libertà di pensare a idee/situazioni folli e bizzarre; sono tante le modalità di allenamento e di ricerca, non ci resta quindi, iniziare a mettersi in gioco.

 

Indossa i sei cappelli: metodo semplice del pensiero laterale.

 

Come funziona? Metaforicamente indossiamo sei cappelli di colore diverso e per altrettante volte interpreteremo ruoli diversi.

Scientificamente i sei cappelli favoriscono ad attivare zone diverse del cervello e ci aiutano a vedere la stessa situazione da sei prospettive diverse.

 

Vediamo come:

  • Cappello Bianco. È Il cappello della neutralità ed è per questo che quando la andremo ad indossare, analizzeremo il problema o la situazione come i dati di un computer, in maniera totalmente oggettiva ed obiettiva, senza interpretazioni e senza giudizi. 
  • Cappello Rosso; è quello delle emozioni e delle passioni, è quel cappello che ci spoglia totalmente di ragionamenti logici e ci permette di far uscire quelle che sono le nostre “sensazioni di pancia”, le nostre intuizioni e i nostri presentimenti. Una volta indossato, saremo in gradi di riconoscere non solo le nostre emozioni ma anche quelle degli altri.
  • Cappello Giallo; il colore dell’ottimismo. È il cappello che una volta indossato fa uscire il nostro aspetto più bello, quello propositivo e positivo, quell’inclinazione mentale che risponderà alle domande- “come possiamo migliorare la situazione?”, “quali sono gli aspetti positivi?” “quali sono quegli aspetti che possiamo utilizzare per migliorare questa situazione?”.
  • Cappello Nero; quello oscuro, quello negativo che quando lo si indossa ci aiuta a far capire tutti gli aspetti negativi della situazione e che ci indirizzano ad altrettante soluzioni negativi. Un cappello sì apparentemente fastidioso ma necessario, perché con un occhio critico possiamo delineare quelle che sono le lacune, gli aspetti che ci porteranno a far fallire. Non solo, ci insegna a tenere conto dei rischi, di ciò che potrebbe andare male, degli eventuali pericoli e degli imprevisti.
  • Cappello verde; il cappello della creatività e della fertilità ed è quello che, il più delle volte, lo si indossa per più tempo. Ci aiuterà a trovare più soluzioni e più idee creative possibili al nostro problema. Ci spinge ad oltrepassare i confini, ad essere originali, innovativi e ad osare, uscendo da quegli schemi rigidi nei quali siamo spesso intrappolati quando dobbiamo affrontare le difficoltà.
  • Cappello blu; il colore del cielo sereno. Senza preoccupazioni impareremo ad osservare il problema da lontano, come se lo guardassimo dall’alto e a scomporlo in più componenti. È il cappello del controllo, dell’equilibrio e dell’autocontrollo che ci aiuta a fissare un metodo totalmente pratico per poi seguirlo, arrivando alla soluzione più concreta possibile.

 

Come utilizzare questi cappelli?

Se si è da soli non c’è un ordine prefissato, ognuno può scegliere il suo, in base alla situazione specifica da analizzare con l’unica regola precisa: indossarli tutti prima di arrivare alla soluzione.

All’interno del gruppo invece, si possono adottare diverse metodologie, in quanto le situazioni sono le più disparate: risolvere i problemi a lavoro, creare nuovi prodotti, conoscere e conoscersi all’interno del gruppo, aiutare a creare la didattica dei bambini con DSA e così via.

Il metodo più comune è quello di individuare un solo contesto da analizzare, invitare tutti i membri del gruppo ad indossare tutti e sei cappelli e nominare un supervisore con formazione specifica, esterno al gruppo, che detiene il tempo e analizza le dinamiche del gruppo in modo chiaro ed oggettivo.

 

L’obiettivo è quello di insegnare a pensare con metodo.

Il vantaggio di questa tecnica è quello di imparare a ragionare in tanti modi diversi, analizzando, ad esempio, prima le informazioni, poi i pensieri, le emozioni, la logica, la creatività e solo dopo arrivare ad unirli per trovare la soluzione più creativa possibile.

 

Il pensiero laterale: la competenza più richiesta dai recruiter

 

“Il pensiero laterale allena la creatività a lavoro e dalla creatività nasce l’innovazione”.

 

Le aziende, oggi, sono totalmente consapevoli dell’utilità di questa abilità a lavoro ed è per questo che tante di loro adottano la strategia di ricerca di questa skill già nel processo di selezione, costruite ad hoc per rilevarla nei candidati.

 

Non solo, le stesse aziende utilizzano come strategia di sviluppo quella di allenare tutti i dipendenti al pensiero laterale, affidandosi a psicologi e formatori esperti, con l’obiettivo di sviluppare più modi creativi di pensare a lavoro.

 

Sono tanti i casi che denotano l’enorme potenziale innovativo insito nel pensiero laterale, del suo corretto utilizzo e del grande vantaggio competitivo che le aziende riescono a trarre da esso.

Basti pensare al successo del marketing laterale; un approccio utile per sviluppare nuovi prodotti e nuovi servizi che rompono le logiche tradizionali o anche per ripensare in una chiave nuova i vecchi prodotti e servizi.

 

Ora che sappiamo che ci si può “allenare a pensare in tanti modi”, non ci resta che iniziare per non farci trovare impreparati a lavoro e nella vita in generale perché ricordiamoci le sfide esistono sempre e spetta solo a noi superarle e fare la differenza.

 

Libri consigliati:

 

Martina Di Nizo

 Ambassador In-Formazione –  Digital Innovation Days

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