Digital Innovation Days Italy: perché il rebranding

77 Views

Digital Innovation Days Italy: perché il rebranding

A poche settimane dal successo registrato nella quinta edizione del nostro evento, l’oggi ex Mashable Social Media Day Italy, oggi vi parliamo del nostro rebranding in Digital Innovation Days Italy.

Una scelta nata dall’evoluzione che lo stesso evento ha preso nel corso delle cinque edizioni precedenti, partito come momenti di incontro e confronto attorno a tematiche legate al mondo dei social, si è poi naturalmente sviluppato verso il trattare i temi legati all’innovazione a 360 gradi, quindi: Digital Marketing, Digital Trasformation, Open Innovation, Social Media Marketing, Imprenditoria e Trend tecnologici, come gli argomenti trattati quest’ultima edizione 2018: blockchain, cripto valute, influencer marketing, realtà aumentata, realtà virtuale e molto altro.

Ecco la nostra CEO cosa dice a rigurardo:

“L’evento è in continua crescita e non accenna a fermarsi, ecco perché la prima novità in vista della sesta edizione è proprio il rebranding: siamo cresciuti e continuiamo a crescere tanto, il team che ho scelte è sempre più affiatato e professionale, le idee e i progetti da sviluppare sono moltissimi, ed è giusto a questo punto camminare da soli attraverso un percorso che ci identifica totalmente e che non ci lega a nessun altro, se non alla nostra community costruita e nutrita negli anni, alle nostre idee e alla nostra voglia di fare e dimostrare creatività e innovazione a 360 gradi in questo paese, e perché no, forse un giorno anche altrove.”

Il rebranding in Digital Innovation Days Italy e solo un primo step di un nuovo grande progetto, ancora non svelato, che entrerà nel vivo della creazione dal prossimo mese e che vedrà il suo lancio completo a Gennaio 2019, anche se alcuni aspetti ad esso legati sono stati già svelati, come il crowfounding, che è stato lanciato durante la quinta edizione di qualche settimana fa in IULM University a Milano.

Diventa promotore attivo della cultura Digitale insieme a Eleonora Rocca e Digital Innovation Days Italy, Clicca per Donare

Un’altra novità a proposito di rebranding, abbiamo creato una nostra linea di prodotti brandizzati e lagati a Digital Innovation Days Italy e non solo, volti ad ispirare innovatori e personalità creative.

Link Shop

Ti aspettiamo ai Digital Innovation Days il prossimo 17-18-19 Ottobre 2019, per info e Tickets clicca qui.

Tutte le promo riservate alla community di #SMDAYIT + #DIDAYS

172 Views

Tutte le promo riservate alla community di #SMDAYIT + #DIDAYS

Promozioni Speciali Riservate a Te che Fai Parte della Community del Mashable Social Media Day Italy + Digital Innovation Days!

Sticker Mule è il modo più semplice e veloce per acquistare prodotti stampati personalizzati. Si ordina in 60 secondi e in pochi giorni le proprie grafiche e illustrazioni diventeranno adesivi, calamite, spille, etichette e nastro da pacchi personalizzati.

50 Sticker a soli €19 cliccando su questo link: https://www.stickermule.com/msmday2018

 

Copernico, la più grande piattaforma per lo smart working d’Italia, con ben 8 building solo su Milano, più Torino e Roma, offre ai suoi clienti tantissimi servizi tra cui ristorante, parco, lounge, teatro e palestra.

Copernico offre dei piani membership declinati in tre possibilità d’uso:

Puoi usufruire di uno sconto del 15 % sul pacchetto Membership Cross usando il codice sconto SMDAYIT.

 

Con una video presentazione animata puoi aumentare il tasso di conversione fino all’80% per i tuoi prodotti o servizi.

Grazie al metodo SORPASSA di Presentazione Animata.it e a un processo di realizzazione che prevede un tuo controllo su tutta la filiera finalmente anche te potrai avere la tua videoanimazione senza preoccupazioni. Un servizio completo di video animazione che include la scrittura del testo, la voce narrante, l’animazione originale.

Con la video presentazione animata SORPASSA la concorrenza!

Per la community di #SMDAYIT + #DIDAYS uno sconto speciale del 15% indicando il codice sconto SMDAY18 in fase di contatto.

 

Il Gruppo MiniHotel ha una storia alle spalle di circa 70 anni di impresa, frutto della visione di un imprenditore, Edoardo Cocini, delle sue intuizioni e dei suoi valori.

Il Gruppo MiniHotel comprende 5 Hotel:
Hotel Tiziano
Hotel Portello
Hotel La Spezia
Hotel Ornato
Hotel Aosta

Grazie alla partnership tra Mashable Social Media Day e Gruppo MiniHotel, la community di #SMDAYIT + #DIDAYS ha uno sconto del 15% sui soggiorni presso alcune delle strutture*.

COME USUFRUIRE DELLO SCONTO:
1. Visita il sito www.minihotel.it
2. Scegli uno tra gli hotel convenzionati*
3. Clicca su “Prenota”
4. Inserisci il codice SMDAY18 nel campo “Special Code”

*Strutture convenzionate: Hotel Tiziano, Hotel La Spezia, Hotel Portello, Hotel Ornato.

CONDIZIONI:

  • Offerta valida per soggiorni del 17 al 21 Ottobre 2018
  • La prenotazione non è cancellabile
  • Colazione inclusa / esclusa Tassa di Soggiorno
  • WiFi gratuito
  • Offerta prenotabile fino al giorno prima della data d’arrivo

Per maggiori informazioni serravalle@minihotel.it

 

Housers è il primo crowdfunding immobiliare nato in Spagna nel 2015. È la piattaforma di risparmio e investimento che ha rivoluzionato le regole del gioco rendendo possibile la democratizzazione degli investimenti in attivi tangibili. Oggi, grazie ad Housers, decine di migliaia di investitori possono garantirsi un futuro e ottenere il massimo rendimento sui propri risparmi con una semplicità e una diversificazione come mai avresti immaginato prima.

Housers Italia ha saputo creare un’opportunità unica all’interno del mercato immobiliare. Ogni persona, infatti, può investire in immobili in tutta Europa, direttamente dal proprio PC, e ottenere un rendimento costante derivante dai canoni di affitto e una rivalorizzazione futura della proprietà alla vendita.

Con il codice promozionale HOUSERSMASHABLE puoi iscriverti gratuitamente al sito housers.it e ottonere un bonus di 25€ dopo il tuo primo investimento.

 

MiMoto lo scooter sharing elettrico che rivoluziona il concetto di mobilità urbana, con i suoi pratici e-scooter da prenotare tramite Aoo senza vincoli di stazioni di ricarica.

MiMoto conta di avere entro la fine del 2018 una flotta di 500 e-scooter, il servizio è disponibile a Milano.

Per la community di #SMDAYIT + #DIDAYS, MiMoto metterà a disposizione:

  • 10 e-scooter saranno presenti nell’area di IULM durante le date dell’evento
  • sconto speciale sull’attivazione, 0,99€ invece di 9,90€
  • 15 minuti di corsa gratis

 

DriveNow è il carsharing service di BMW, presente in 9 paesi europei con 6 mila veicoli, a Milano è presente con 500 nuove BMW e MINI, di 8 modelli diversi.

DriveNow garantisce la presenza di auto (BMW e MINI) a copertura dell’evento nelle vicinanze di IULM Open Space.

Per la Community di #SMDAYIT + #DIDAYS già iscritti a DriveNow, in regalo minuti di utilizzo presentandosi al banchetto DriveNow.

 

Devi inaugurare il tuo negozio, fare una festa o un evento aziendale oppure ti servono foto per l’evento di qualche tuo cliente?

Hai appena ristrutturato casa e vuoi affittarla o venderla oppure sei un architetto e vuoi far vedere il tuo lavoro?

Vuoi far vedere i concerti che organizzi oppure fai parte di una band e ti servono foto delle nostro esibizioni?

Se hai risposto SI ad almeno una delle precedenti domande, Sara Soldano può aiutarti.

Per la community di #SMDAYIT + #DIDAYS è previsto uno sconto speciale del 10%, basta scrivere a sarasoldano@gmail.com con oggetto “MashableYo” per ricevere lo sconto.

 

Teamleader è una soluzione integrata e modulare per il CRM, la fatturazione e la gestione dei progetti. Teamleader CRM si interfaccia con i vostri software aziendali, facendovi risparmiare tempo e denaro.

Esperto di tecnologia o principiante assoluto? Nessun problema, abbiamo pensato a tutti. Teamleader è un CRM facilissimo da usare, paghi solo ciò di cui hai bisogno. Abbonamento da 25€ al mese con due utenti inclusi.

Con Teamleader puoi:

  • centralizzare tutti i tuoi contatti
  • seguire le lead attraverso l’intero ciclo di vendita
  • gestire i progetti e tieni sotto controllo le attività
  • creare e inviare fatture in pochi click
  • Teamleader si integra con gli strumenti che usi già

Per la community di #SMDAYIT + #DIDAYS, Teamleader offre il 15% di sconto sul primo abbonamento. Attiva il Free Trial e, se diventi cliente, ti verrà applicato lo sconto sulla prima fattura.

Ninja Academy, la piattaforma tutta italiana, con i migliori docenti del panorama digital italiano, è partner del nostro evento, e solo per la nostra community ha riservato dei codici sconto sui loro corso:

Social Media Power
100€ di sconto
Codice: ninjapower
***
Executive Master in Digital Marketing & Social Media Communication 
10% di sconto:
Codice: ninjaexecutive
***
Digital Open Learning
10% di sconto sull’abbonamento annuale a partire da 3 dipendenti

offerte valide fino al 30 ottobre

 

Che aspetti inizia ad utilizzare le promo dei nostri Sponsor e Partner, noi ci vediamo il 18-19-20 Ottobre allo IULM Open Space.

#WAITINGFORMSMDAYIT

Partnership Mashable Social Media Day e Gruppo Mini Hotel

79 Views

Partnership Mashable Social Media Day e Gruppo Mini Hotel

Il Gruppo MiniHotel ha una storia alle spalle di circa 70 anni di impresa, frutto della visione di un imprenditore, Edoardo Cocini, delle sue intuizioni e dei suoi valori.

Nei primi anni ‘80 vengono avviate le prime iniziative alberghiere e nasce allora il marchio “MiniHotel”, una catena di Hotel di medio-piccole dimensioni, ma con tutte quelle comodità e standard di qualità proprie di un albergo di alto livello.

Una delle caratteristiche vincenti del progetto fu la scelta di non aggregare l’attività di ristorazione, concentrandosi sull’evoluzione in atto nella ricettività alberghiera; il grande pregio di Edoardo Cocini fu quello di avere forte sensibilità e un “sesto senso”, intuendo l’evoluzione delle diverse attività economiche in generale. Dotato di una visione che anticipasse i tempi e cogliesse bisogni futuri, ha saputo spingersi oltre e costruire la realtà esperienziale che oggi viene portata avanti nell’ambito familiare.

Storie e tradizioni vengono tramandate come spesso accade nel corso del tempo, in questo caso ben tre generazioni si sono alternate con la stessa passione diventata stile di vita, spirito di accoglienza ed ospitalità.

Il desiderio di offrire sempre il meglio ha fatto sì che nel 2015, in occasione dell’Expo, Il Gruppo Mini Hotel rinnovasse gli ambienti, con una ristrutturazione negli arredi e nella decorazione interna delle camere, con progetti freschi e spesso accattivanti, allineando l’intera immagine del Gruppo.

Le atmosfere e i momenti vissuti con Gruppo Mini Hotel e con il fidato consolidato staff continuano a scrivere ogni giorno la loro storia.

Il Gruppo vanta oggi cinque hotel e quattro residence, posizionati nei punti nevralgici della città di Milano, ideali non solo per turismo e business ma per immergersi nell’autenticità di un luogo  dove cultura, innovazione e tradizioni si fondano nella storia di un territorio e dei suoi abitanti che li ha visti nascere ed evolvere nel tempo.

La filosofia del Gruppo si fonda su tre punti cardine dell’ospitalità: il servizio, con una ricerca continua di efficienza ed un innalzamento degli standard qualitativi offerti agli ospiti, la location di ciascuna struttura posizionata strategicamente per ogni tipo di esigenza, la passione delle persone che quotidianamente si dedicano alle attività del Gruppo.

La sensazione familiare di riconoscersi, il comfort e la rassicurazione di sentirsi accolti, si riassume perfettamente nel loro claim:

“Benvenuti a casa” !

Scoprite il Gruppo Mini Hotel!

Hotel Tiziano

In una delle zone più esclusive ed eleganti della città, c’è una Milano bellissima e nascosta, con un’oasi verde immersa nel quartiere business della città.
Il suo parco privato di circa 4000 m regala momenti di tranquillità, lontani dal ritmo frenetico di Milano.

Hotel Portello

Business e shopping: ci troviamo nel cuore di Milano.

A due passi dalla Fiera Milano City, MiCo, City Life Shopping District, via Marghera e Corso Vercelli, posizionato in uno dei quartieri più esclusivi della città, con bar, ristoranti e prestigiosi negozi.

Hotel La Spezia

Flessibilità, comfort ed eccellenti servizi per gli eventi business, grazie alla sua posizione strategica, ma anche leisure perché in prossimità di una delle zone più ricche di fascino di Milano, i Navigli con la Darsena, che la recente ristrutturazione ha portato a nuova vita.


Hotel Ornato

Tra il quartiere Niguarda, con il suo Parco Nord vero polmone verde, ed il quartiere Bicocca, in costante evoluzione, diventa Top location di Milano Nord: evoluzione, rapidità, movimento alle porte di Milano.

Hotel Aosta

A Milano e vicino a…dove vuoi tu! In stazione centrale, punto di arrivo e di partenza.
Location pensata per quei viaggiatori alla ricerca di una soluzione pratica ma che desiderano un alto livello di qualità dei servizi, sia che si tratti di un viaggio di piacere, che business.

 

 

Scritto da Rossella Guido

Partnership Mashable Social Media Day e Copernico

297 Views

Partnership Mashable Social Media Day e Copernico

Oggi parliamo del lavoro di freelance, professionisti, nomadi digitali e sturtup connessi ai nuovi spazi e alle agevolazioni messe in atto da Copernico per venire incontro alle esigenze dei suoi smart worker.

Le statistiche indicano che il lavoro autonomo è in costante aumento. Questo perché negli ultimi 10 anni si è assistita in America così come in Europa ad una radicale trasformazione di massa: quella dai lavoratori dipendenti in freelance. 

Un paio di anni fa  un’analisi di Edelman Intelligence per i network Freelancers Union e Upwork aveva calcolato che poco meno di un terzo dei lavoratori statunitensi si poteva già considerare un freelance. In USA oggi ci sono 53 milioni di freelance e si prevede un esponenziale aumento fino al 50 % della forza lavoro entro il 2020.

Ciò porta all’aumento degli spazi di coworking, che stanno crescendo rapidamente in tutto il mondo diventando il punto di riferimento per i liberi professionisti.

Se anche tu fai parte della categoria dei freelance, ti sarai più volte accorto che lavorare da casa può essere vantaggioso (a livello economico e di privacy), ma può anche lasciarti isolato e soggetto a distrazioni che possono influire sulla tua produttività. Proprio sulla base di queste teorie ti sarai più volte chiesto come sarebbe lavorare in uno spazio dedicato allo smart working.

I vantaggi sono molti e tra i predominanti c’è sicuramente il legame alla community di altri freelance e professionisti come te oltre all’aspetto del livello economico (in un coworking il prezzo per lo spazio dell’ufficio è molto inferiore a quello che dovresti affrontare nel prendere in gestione un ufficio).

copernico centrale coworking milano

Copernico, tutt’oggi è la più grande piattaforma per lo smart working d’Italia, con oltre 60.000 mq di spazio offre ai suoi freelance tantissimi servizi tra cui ristorante, parco, lounge, teatro e palestra. La possibilità ulteriore è quella di poter usufruire degli spazi Copernico anche nelle altri sedi sparse in Italia a seconda dei tuoi viaggi di lavoro o dei tuoi spostamenti.

La prima sede di Copernico è nata a Milano, città capitale della moda, nel 2015 con il MainHub di Copernico Centrale nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Centrale di nome e di fatto: tutt’oggi comprende oltre 1300 members e 280 aziende. La presenza di Copernico a Milano comprende attualmente ben 8 building con una ClubHouse (Brera), quattro MainHub e tre MiniHub.

ClubHouse Brera, situata nel cuore della città e invece un member club con una business community varia e stimolante. Uno spazio elegante e chic dove poter incontrare i clienti per un pranzo di lavoro o un meeting importante e poter usufruire di tutti i servizi messi a disposizione dalla struttura.

Blend Power in Piazza IV Novembre 7, oltre che essere “letteralmente” davanti alla stazione Centrale di Milano, dà la possibilità con i suoi undici piani di uffici, di avere a disposizione sale meeting e lounge in un contesto che parla con un nuovo modo di lavorare.

La nuova sede in Martesana, si trova al centro della nuova rivalutazione dell’area Nord Milanese. Comoda per la possibilità di trovarsi nella via principale di ingresso alla città con una grande aria parcheggio e ferrovie nelle vicinanze, il MainHub comprende 6.500 mq di spazio in tre building distinti ma interconnessi in cui si respira socialità e condivisione. 

Copernico Tortona 33, in uno dei quartieri più cool di Milano, è uno spazio dinamico in cui il meeting si tiene nella lounge, la call si fa nel phone-boot, l’aperitivo da Me.nu, lo smart working cafè Copernico (menu.copernic.co); il tutto in un ambiente dai materiali naturali grazie all’utilizzo in tutto l’edificio di pitture Airlite.

Last but not least, Copernico Isola for S32: nel cuore del quartiere che meglio ha saputo rinascere e reinventarsi negli ultimi anni, Isola. Questa è la sede fisica del Fintech District milanese che nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema specializzato nelle tecnologie per i servizi finanziari (progetto promosso da SellaLab, piattaforma di innovazione del Gruppo Banca Sella e Copernico). 

Copernico Torino Garibaldi, Copernico Roma Barberini e D’amico ve le lasciamo scoprire sul portale coperni.co.

copernico s32 coworking

Ma parliamo di prezzi: per venire incontro agli smart worker, Copernico offre dei piani membership declinati in tre possibilità d’uso:

Membership Daily per l’uso giornaliero degli spazi

Membership Boost per lavorare dove sei più comodo 

Membership Cross* per seguirti ovunque si muova il tuo business.

Questi pacchetti sono esattamente tutto quello di cui hai bisogno per il meglio del tuo lavoro da freelance

Grazie alla partnership tra Mashable Social Media Day e Copernico,  oggi ti diamo la possibilità di usufruire di tutti i vantaggi offerti con un favoloso sconto.

*Infatti potrai usufruire di uno sconto del 15 % sul pacchetto Membership Cross usando il codice sconto SMDAYIT

Questa Membership offre ai propri iscritti la possibilità di utilizzare tutte le location Copernico in cui Wifi a banda larga, reception, area caffè, lounge e library sono solo una minima parte di tutto quello che la community di Copernico può offrirti.

Quindi cosa state aspettando? Una community di smart worker vi sta aspettando.

Federica Mori, Social Media Strategist del Mashable Social Media Day 2018

82 Views

Federica Mori, Social Media Strategist del Mashable Social Media Day 2018

L’edizione 2018 del Mashable Social Media Day sarà speciale per tanti motivi. La competenza dei relatori, l’ampiezza della location e il numero di partecipanti rappresenteranno elementi distintivi che, anche quest’anno, alzeranno l’asticella di un evento sempre più unico del suo genere.

Ma la vera forza di un evento, lo sappiamo, sono le persone che lo compongono del giorno-per-giorno. Parliamo di Eleonor

a Rocca, infaticabile Founder e vertice di una piramide organizzativa complessa ma stimolante. Parliamo, soprattutto, del team di lavoro, ampio e appassionato, che supporta la promozione dell’evento lungo tutto l’anno.

Tra queste persone abbiamo il piacere di presentarvene una in particolare, Federica Mori, che per prima si presta gentilmente al formato dell’intervista. Perché il Mashable Social Media Day 2018 è l’evento in cui si celebra il digitale, certo, ma soprattutto le persone stupende che gli danno un volto e un’anima.

Federica Mori

Dal liceo all’università, un elemento risulta stabile nel tuo percorso di formazione: l’interesse verso le materie umanistiche. Quanto sono importanti per te le competenze umanistiche nel campo dei social media e della comunicazione aziendale?

“Sono tutto! Di non essere portata per i numeri e le materie scientifiche l’ho capito da subito, per questo ho scelto un percorso più umanistico. Volevo fare psicologia, poi ho virato verso la pubblicità, che in effetti non è tanto diversa. Gli studi umanistici mi hanno permesso di sviluppare un percorso legato alle persone e ai consumi che si è rivelato fondamentale con la nascita dei Social Media e che mi ha aiutato a capirli fin dall’inizio, quando in Italia ancora non si parlava di Facebook e delle sue potenzialità legate all’utilizzo business. Mi sono quindi rimessa a studiare, e mi sono dedicata al Facebook Marketing, che oggi è una delle mie attività principali”.

In quanto freelance lavori con clienti eterogenei e affronti sfide continue. Quali servizi offri nello specifico e che valore dai alla carriera da libera professionista?

“Mi occupo principalmente di Facebook Marketing e di Ufficio Stampa. L’essere libera professionista mi permette di poter scegliere con chi lavorare, in base al progetto. Questo ha significato molto nella mia decisione di mettermi in proprio. Se una cosa ti piace la fai più volentieri, no? Per me questo è fondamentale.

Lavoro sia con piccole/medie aziende che con attività locali quali Ristoranti, Hotel e negozi, che sono quelli che oggigiorno hanno una risposta più “veloce” alle attività su Facebook perchè “seguite” da piccole community che hanno interesse a rimanere aggiornate sul nuovo prodotto, sullo sconto o sul piatto della settimana. Una pagina con contenuti interessanti, uno stile grafico omogeneo e accattivante, la presenza costante per rispondere e interagire con i fan e qualche campagna adv ben mirata sono gli “ingredienti” da cui partire per creare una buona strategia che soddisfi il cliente.

Creare interazioni e relazioni è sempre più importante. Lavoro con la stampa fin dal mio ingresso in agenzia (2007) e ho visto come l’avvento di blogger e influencer ha cambiato il concetto di PR facendole diventare oggi sempre più digital. Non si può più fare Ufficio Stampa senza affiancare alla buona (e vecchia) carta stampata una strategia di Digital PR: in certi settori, come il beauty o il fashion, le persone per scoprire le tendenze della prossima stagione tendono a seguire più gli influenzer che a leggere le riviste. Ma io non demordo e continuo a fare re-call alle giornaliste e sfogliare con calma i giornali, con una tazza di caffè in mano. Perché nella carta stampata io continuo a credere, avrà sempre il suo peso”.

Parlaci un po’ di te. Tra sport e hobby, cosa ama fare Federica Mori nel suo tempo libero?

“Essere libera professionista mi permette di gestire al meglio il mio tempo: posso anche lavorare 10/12 ore al giorno, dal lunedi al venerdi, ma sabato e domenica sono off line: telefono spento, per ricaricare le batterie.

Amo la montagna. Sono in parte “di casa” a Madonna di Campiglio dove d’inverno mi concedo qualche pista in snowboard ogni weekend. D’estate mi divido tra Campiglio e la Val di Fassa dove mi rilasso, tra passaggiate, amici e buona cucina.

Leggo molto, quando possibile all’aperto. Amo soprattutto i gialli ma mi concedo anche “intervalli” più leggeri e frivoli. Ho degli autori che seguo da 20 anni e di cui leggo ogni cosa appena viene pubblicata, come ad esempio Michael Connelly, Patricia Cornwell, Donato Carrisi, Kepler Lars ma anche Sophie Kinsella, Banana Yoshimoto, Federica Bosco, Dan Brown e ovviamente J.K. Rowling, che non finirò mai di ringraziare per Harry Potter.

Sono anche una maniaca di Serie TV. Nei ritagli di tempo, la sera o nei weekend di pioggia, faccio vere e proprie maratone tv per recuperare le puntate perse. Guardo di tutto: Crime, Medical Drama, Fantasy e tutte le serie di Super Eroi basati su Marvel e DC Comics. Diciamo che l’abbonamento a Netflix e Sky lo sfrutto per bene!”.

Come sei entrata per la prima volta in contatto con l’evento e quando hai deciso di abbracciarne l’organizzazione?

“Ho conosciuto Eleonora nel gruppo Socialgnock. Quando ha parlato per la prima volta del SMDAYIT ho deciso di parteciparvi. Poi ha chiesto se qualcuna era disponibile per il live tweeting dell’evento e mi sono candidata. Era il Giugno del 2015. Ho preso parte così al mio primo SMDAYIT e, dopo aver visto l’entusiasmo che ci metteva Eleonora e la voglia di renderlo un evento sempre più grande, ho “sposato” il progetto di Ele e mi sono resa disponibile per le edizioni successive. Vedere l’edizione 2017 con oltre 1000 partecipanti è stata una grande emozione e soddisfazione, come sapere di aver dato il mio piccolo contributo, anno dopo anno, per renderlo l’evento Digital TOP in Italia! Per questo quando Eleonora mi ha chiesto di avere, per il 2018, un coinvolgimento maggiore nell’organizzazione non ho potuto che dirgli di sì. Sarà ancora più grande, più internazionale e più cool dell’anno scorso. Chi se la perde se ne pentirà amaramente! ;-)”.

Il mio racconto del progetto #MyPugliaStory.

69 Views

Il mio racconto del progetto #MyPugliaStory.

Con molto piacere ho raccontato al #SMDAYIT+#DIDAYS il progetto #MyPugliaStory. Buona lettura!

Partiamo da te. Siamo curiosi: chi è Angela Tursi?

Angela Tursi è una matta, una social media matta come mi definiscono i colleghi. E’ una ragazza semplice, curiosa, con tanta voglia di conoscere e sapere, che si emoziona davanti agli occhi grandi di un bambino come per ogni feature che Facebook introduce!

 Ti va di parlarci del progetto #MyPugliaStory? Che ruolo hai nel progetto?

#MyPugliastory è il più bel progetto a cui ho avuto l’onore di collaborare come co-founder. Il mio ruolo è stato quello di cronista social: cioè dal primo incontro con le blogger, alla scelta degli abiti, all’arrivo nelle località, all’incontro con le local expert.. è stato tutto filmato, ripreso e fotografato.
Durante il tour, durante quei sei giorni, abbiamo stretto molte mani!
I local expert si sono dimostrati molto entusiasti ed emozionati nell’accoglierci nella loro città, portandoci nelle strade e fotografando scorci che solo la gente del posto conosce.

La fase successiva è stata una fase di rielaborazione del materiale, con una programmazione accurata e dettagliata di un calendario editoriale, di una sezione del blog dedicata ai tips e news mettendo insieme le esperienze fatte, grazie sopratutto ai consigli degli esperti locali.

Come è nata l’idea? Ci chiediamo: c’è stato un episodio “scatenante”?
In verità non c’è stato un episodio scatenante, questo perché il Founder del progetto, si sveglia tutte le mattine con un’idea diversa e #MyPugliastory è stata l’idea di un classico Lunedì mattina, la differenza tra questa e le mille idee che ogni giorno ha, è che si è solo svegliato più giorni sempre con la stessa idea e lì ho capito che stava parlando sul serio.

Oltre all’obiettivo della promozione turistica, qual è, secondo te, la mission più profonda di un progetto così originale?

La mission di #MyPugliaStory è quella di diventare il portale per eccellenza della Puglia. Non ci sono altri portali che racchiudono all’interno delle esperienze autentiche da fare a chi decide di venire in Puglia, i consigli, gli eventi particolari da seguire consigliati da chi ci vive, da chi lo promuove, dalla forza di una travel blogger e di una food blogger che consiglierà i nostri lettori dove mangiare i piatti tipici del territorio. Attenzione, non nei posti più conosciuti, ma nei posti più veraci, più autentici, frequentati dalla gente del posto, dalla vicina di casa per esempio.

Hai qualche news sul progetto da raccontarci in anteprima?

Stiamo pensando ad un secondo tour verso altre parti della Puglia, coinvolgendo nuovi esperti locali scelti grazie attraverso dei contest super divertenti. Attualmente è in corso un contest che terminerà il 30 Giugno: usando l’#mypugliaidea sceglieremo le foto che rappresenterà meglio la Puglia. Premieremo l’idea più strana che la gente ha della puglia, racchiusa in una foto, ed il vincitore partirà con noi nel prossimo tour con il fantastico pulmino targato #MyPugliastory

Sotto il sole della Sicilia insieme alla blogger Giada Pappalardo di GLAM PHOTO MIX.

98 Views

Sotto il sole della Sicilia insieme alla blogger Giada Pappalardo di GLAM PHOTO MIX.

Oggi per il #SMDAYITONTHEROAD voliamo in Sicilia, per conoscere Giada Pappalardo, blogger da 28,5 mila followers su Instagram.

Hai 140 caratteri. Raccontaci il tuo blog in un tweet.

Il mio blog è un diario personale e un album di fotografie. Racchiude le mie passioni più grandi: la fotografia, i viaggi e la moda. Racchiude me.
Quando e come nasce GlamPhotoMix?
Nasce nel 2012, dalla voglia di mettermi in gioco, ma è stato abbandonato e ripreso più volte. È cresciuto nel tempo e adesso è da circa un anno che ha quest’impostazione fotografica.
Il tuo blog è presente su Facebook e Instagram. Come mai hai scelto questi canali social?
Ho scelto questi canali perché sono fondamentali per me. Giocano un ruolo essenziale per veicolare il blog, e sono i social network che uso nel quotidiano.

Parliamo del tuo profilo Instagram. Cosa scegli per realizzare i tuoi scatti: reflex o smartphone?
Li utilizzo entrambi ma negli ultimi tempi preferisco postare per la maggior parte foto scattate con la mia amata Pentax. Ho un occhio fotografico molto critico e vedo imperfezioni ovunque. Per me la fotografia è un’arte e in ogni scatto cerco di mettere qualcosa di me, cosa molto difficile tramite uno smartphone.

Quando ti sei appassionata alla fotografia? Hai frequentato dei corsi?
Sono appassionata di fotografia da sempre. Ma è solo nel 2012 con l’arrivo della mia prima reflex, un regalo da parte di mio zio appassionato anche lui di fotografia, che mi sono innamorata di questa forma d’arte. Non ho frequentato nessun corso, solo qualche workshop, poi ho imparato tutto da autodidatta.
Sul tuo profilo Instagram, nulla è lasciato al caso, come organizzi la pubblicazione sui tuoi canali social?

Sul tuo profilo Instagram, nulla è lasciato al caso, come organizzi la pubblicazione sui tuoi canali social?

Curo molto Instagram e anche se sembra ci sia un piano editoriale ben stabilito, come in ogni strategia di social media marketing che si rispetti, io pubblico a ispirazione, senza sapere quello che pubblicherò dopo, seguendo sempre una linea visiva ben definita.

Primo viaggio in Sicilia: quale itinerario consiglieresti?

Amo tutta la Sicilia, ma se vi posso consigliare vedrei per la prima volta la parte di Catania o Taormina che secondo me è Sicilia pura. E poi Siracusa, io ce l’ho nel cuore!

Intervista a Francesca Crescentini, alias Tegamini.

344 Views

Intervista a Francesca Crescentini, alias Tegamini.

Il nostro viaggio alla scoperta dell’innovazione sul territorio questa settimana gioca in casa e fa tappa a Milano, nel regno di Francesca Crescentini, alias Tegamini. Ha conquistato il web con la sua spontaneità e le sue vestaglie (dice lei). Nel 2016, ha vinto il premio come migliore Snapchatter ai Macchianera Awards grazie ai suoi imperdibili racconti di vita quotidiana, alle prese con il marito Amore del cuore, il figlio Minicuore, un gatto nero di nome Ottone, e alla sua rubrica librini tegamini. L’abbiamo incontrata per conoscere più da vicino la sua storia e questo è quello che è venuto fuori!

1. Quando è nato Tegamini e com’è cresciuto il blog nel tempo?

Tegamini (più o meno così come lo vediamo oggi) è nato nel 2010, anno di nuovi inizi e di considerevoli slanci energetici. Lì per lì era veramente un gran pentolone e ospitava una miriade di micro-storie e annotazioni estemporanee che ora ho la possibilità di dirottare più efficacemente su altri social. Lo spirito di “contenitore imprevedibile” è rimasto, ma ho cercato di strutturare gli argomenti con un po’ più di precisione. Voglio continuare a farmi guidare dalla curiosità e dal gusto per la scrittura, senza però abbandonarmi al caos più completo. I cambiamenti più incisivi, direi, toccano l’idea stessa di blog (che ora fa parte di una rete più vasta di canali social che possono aiutarmi a raccontare il mio quotidiano o a dedicarmi a un tema preciso, alimentandosi a vicenda) e l’aumento significativo delle interazioni con le aziende e, di conseguenza, dei contenuti legati ai brand – con tutte le delicatezze gestionali ed editoriali che ne derivano.

2. Dal 2010 a oggi, il web è cambiato molto. Come hai vissuto queste trasformazioni?

Diamine, per rispondere sensatamente ci vorrebbe una tesi di laurea (anzi, una per ogni potenziale parte in causa: azienda, brand, blogger, fruitore “base”, agenzia digital, galassie conosciute e universi paralleli…), ma cercherò di farla breve. Nasco ottimista, poi capita che mi ridimensioni. La sensazione è che sia successo tantissimo e che ci sia ancora della strada da fare perché questo “tantissimo” possa essere davvero gestito e padroneggiato in maniera del tutto razionale e positiva. La cosa bella – e complicata – è il moltiplicarsi dei linguaggi e delle possibilità espressive e narrative. Prima il mezzo privilegiato era la parola scritta, ma ogni nuova piattaforma ha ampliato lo spettro, rendendo l’immagine (più o meno in movimento) una componente centrale. I contenuti sono diventati più ricchi e complessi – il che è una buona notizia per chi ha voglia di sperimentare e parecchio da raccontare – e anche un po’ più “democratici”, almeno a livello di produzione. Si vedono solo meraviglie? Affatto. La gestione della propria presenza sul web è diventata più semplice? Nemmeno. Si sfocia spesso nell’inopportunità? Certo. Ma mi piace pensare che prima o poi riusciremo a metabolizzare la grande libertà che abbiamo a disposizione, impegnandoci a migliorare gli spazi che popoliamo.

3. La modifica dell’algoritmo di Facebook ha gettato molti addetti ai lavori nel profondo sconforto. Si può vincere la battaglia contro l’algoritmo di Facebook anche senza ADV?

No, per definizione. Se Facebook decide di strutturare l’algoritmo in modo che emergano i post sponsorizzati (o determinati formati) non penso ci siano troppi appigli per opporsi coraggiosamente. Da utente, però, credo che l’occasione sia propizia per intervenire attivamente su quello che mi viene proposto. Da buffa inventrice di cose da leggere e da guardare, invece, sono convinta che sia saggio coltivare la propria community con attenzione, cercando di creare interazioni di qualità. Mi piace pensare che si possa crescere in organico proponendo contenuti riconoscibili, curati e con una “voce” che riesca davvero a raccontare qualcosa di rilevante per l’utente. Si cresce più lentamente e in maniera meno eclatante, ma si cresce insieme a un pubblico che “c’è” davvero.

4. Com’è sbocciato l’amore per Snapchat? Dopo quanto tempo hai iniziato a vedere i primi risultati?

Ho cominciato a usare Snapchat un annetto fa, quando sono rimasta a casa in maternità. E credo di aver avuto (seppur involontariamente) un buon tempismo, visto che in quel periodo la piattaforma (almeno in Italia) stava registrando il primo vero momento di grande crescita. L’esordio è stato all’insegna della più totale cialtroneria – I FILTRI CON LE BESTIOLE! –, poi ho cercato di escogitare un modo per rendere “utile” il canale e ho iniziato a parlare di libri, creando una mini-rubrica di consigli letterari che continua ad apparire all’improvviso mentre racconto i fatti miei. La combinazione ha funzionato… anche se credo sia tutto merito delle mie straordinarie vestaglie.

5. Qualche istruzione per l’uso: come fare ad andare oltre la frustrazione iniziale e iniziare a muovere i primi passi su Snapchat?

Il fastidio dell’interfaccia non si supera, secondo me. Ma si impara a conviverci. Certe macchinosità svaniscono con l’allenamento e, a quel punto, il problema diventa chi seguire e cosa guardare. Temo di non essere la persona più adatta a raccomandare trucchi, scorciatoie e snellimenti metodologici – non mi è mai venuta voglia di sfornare manco il mio Bitmoji, figuriamoci -, ma l’unico consiglio che posso dare è di osservare bene quello che succede e di sperimentare (senza particolari manie di grandezza o aspirazioni da cabarettista).

6. La tua rubrica librini tegamini è stato un vero successo. Pensi che possa essere visto come un segnale che, anche settori tradizionali come l’editoria, debbano esplorare nuovi linguaggi per arrivare al pubblico?

Non ho la pretesa di ergermi a segnale capace di indicare la rotta a un intero settore, ma quel che posso dire è che, su internet e sulle varie piattaforme, i libri sono un tema sentito e vivace. Le statistiche continuano a confermarci che i lettori sono pochi, ma quei pochi sembrano frequentare i social e utilizzare il web in maniera piuttosto massiccia – come fa ormai qualsiasi consumatore, mi viene da dire. Credo che l’editoria, in un contesto di questo tipo, abbia l’enorme vantaggio di un prodotto ricchissimo: il libro è un oggetto narrativo capace di informare, intrattenere, emozionare. Chi vende grissini o detersivi (con tutto il rispetto per grissini e detersivi) non ha una tale fortuna, in termini di spendibilità contenutistica (e quindi “social”) della propria offerta – e i brief che arrivano alle agenzie digital richiedono tipicamente di far diventare ICONIC, UNCONVENTIONAL ed EMOTIONAL un mattone, ad esempio. L’editoria non avrà mai questo problema, penso, ma ce ne sono altri. Le case editrici (soprattutto quelle di lungo corso) non sono quasi mai strutturate per metabolizzare tempestivamente le novità o per gestire in tempo reale un’interazione come quella che una presenza social comporterebbe. E, anche quando la cultura aziendale aiuta, ci sono spessissimo problemi di organico, competenze, budget, organizzazione e di legittimazione gerarchica di un investimento di questo genere. Sarebbe bellissimo inventare un progetto digital per ogni libro che esce, insomma, ma non sempre ci si riesce e non sempre si trova il modo di lavorare su Twitter come ha fatto Einaudi. O di alimentare un portale come Il Libraio, di GeMS. O di usare il web e i social come una leva promozionale e di approfondimento costante come succede da NN o Minimum Fax.
7. Su Instagram stories hai lanciato la serie PuPAZZI. Come ti è venuta in mente questa nuova “rubrica”?

Instagram Stories è stato a lungo un mistero. Da utente di Snapchat, ho vissuto la parziale fuga sull’altro canale di parecchie persone che seguivo – e non posso di certo biasimarle. La situazione è ancora fluida, confusa e ricca di sovrapposizioni, visto che il trend generale è ancora un po’ quello del “devo esserci assolutamente – sempre, ovunque e comunque”. Non volendo replicare su Stories quello che faccio su Snapchat, ho usato Instagram molto poco – e, sulle prime, quasi esclusivamente quando mi veniva richiesto da un cliente. Un pomeriggio, però, ho casualmente capito che cosa dovevo farci. Ero a quattro zampe sul tappeto insieme a Minicuore, stanca come un asino e seppellita da due metri cubi di giocattoli assurdi. Io, di base, sono una mamma allegra, ma ad alcuni momenti di coma (a cui tipicamente si accompagna l’acuto desiderio di una solerte tata inglese) non si può sfuggire. Ammetterlo è disdicevole, però, perché l’universo ci vuole multitasking, euforiche, esultanti e devotissime alla prole – ma anche indipendenti, autoironiche, montessoriane e pazientissime. Non sentendomi all’altezza della complessità del ruolo, ho affidato i miei sentimenti ai PuPAZZI. Sono le tre e mezza del pomeriggio ma ti sembra di essere sveglia da tutta la vita? C’è un PuPAZZO che potrà gridarlo impunemente al mondo. E così è andata. Stories mi sembrava il mezzo più adatto per un “fotoromanzo”, visto che ha una gestione dei testi molto più elastica di quella di Snapchat e c’è amore e comprensione anche per le immagini statiche.

8. Tra i tuoi canali social hai anche YouTube, ma non è molto aggiornato. Come mai hai scelto di “abbandonare” questo canale?

Per presidiare dignitosamente Youtube non credo basti piazzarsi su una seggiola e sfornare un monologo di 18 minuti in piano sequenza, un po’ come quelli che producevo io. Trovare qualcosa da dire non è mai stato un problema per me, ma i video vanno editati, montati, musicati e sistemati in una miriade di modi che non ho mai avuto il tempo (e neanche l’impellente esigenza, devo dire) di apprendere con sufficiente scioltezza. La “gloria” è migrata su Youtube (e Facebook privilegia il formato video), è vero, ma se al momento non mi sembra di poter creare dei contenuti all’altezza, preferisco astenermi.
9. Utilizzi qualche tool o strumento per la gestione dei tuoi canali social?

Tweetdeck. E stop. 🙂

10. Per concludere una domanda scontata ma indispensabile: tre libri che non possono assolutamente mancare nella valigia quest’estate?

Le ultime cose belle che ho letto – e che consiglio con trasporto – sono The Handmaid’s Tale di Margaret Atwood (in italiano, Il racconto dell’ancella, pubblicato da Ponte alle Grazie), Non dimenticare chi sei di Yaa Gyasi (Garzanti) e Il giro del miele di Sandro Campani (Einaudi). Nella mia wishlist estiva, invece, ci sono The Idiot di Elif Batuman (perché I posseduti era un prodigio e voglio leggere tutto quello che mai al mondo deciderà di scrivere), I Hate the Internet di Jarrett Kobek e La ricerca del leone di Russell Hoban.

Vuoi saperne di più su Snapchat e Instagram? Non perdere l’appuntamento con i nostri workshop!

Dublin Tech Summit 2017. Il racconto delle giornate.

54 Views

Dublin Tech Summit 2017. Il racconto delle giornate.

Mercoledì 15 febbraio il Dublin Tech Summit ha aperto le porte del Convention Center Dublin a partecipanti provenienti da tutto il mondo. L’evento, alla sua prima edizione, ha posto l’accento su argomenti che oggi influenzano le scelte aziendali come FinTech, Internet of Things e Big Data.

Il CEO del Dublin Tech Summit, Noelle O’Reilly, ha dichiarato: “Abbiamo puntato su Augmented Reality, Big Data e Internet of Things, perché riteniamo che questi fattori stiano dimostrando una notevole influenza sulla crescita della produttività aziendale, ma anche la necessità di formare nuova mano d’opera o di dipendere da partner esterni. E la loro influenza non si limita al settore tecnologico, ma abbraccia e abbraccerà sempre più tutti i settori”.
Nelle sessioni dedicate al Fintech si è discusso di come il sistema blockchain stia cambiando lo status quo finanziario per diventare una pressante preoccupazione nelle stanze di potere di tutto il mondo.

Interessante anche il panel “Come Banca e Tecnologia in partnership stanno plasmando il futuro della Blockchain”, con esperti di settore come Eddy Travia, CEO di Coinsilium; Bruce Pon, fondatore e CEO di BigchainDB; Damian Richardson, Responsabile Innovazione e Iniziative strategiche di RBS e Kaida Ruusalepp, fondatore e CEO di Funderbeam, che hanno discusso delle possibili evoluzioni della tecnologia.

Uno dei punti salienti del programma è stato il keynote Gary Vaynerchuk. Noelle O’Reilly lo ha introdotto ai partecipanti come “Una delle persone che ci hanno spinto a costruire questo evento”. Al suo cospetto oltre 2.000 partecipanti, che hanno avuto la fortuna di ottenere un posto nella sala principale e che hanno applaudito con reverenza all’intervento. Per i fan irriducibili, l’angel investor e imprenditore seriale ha poi tenuto uno speech di coaching: un ottovolante da brivido di autenticità, onestà e di business motivazionale.

A seguito dell’intervento di Gary Vaynerchuk sulla cosiddetta ‘Thank You Economy’, si è tenuto un panel con altri leader del settore della comunicazione – tra cui Ross Kingsland, fondatore e CEO di Inception Business Solutions; Bruce Daisley, Vice President EMEA di Twitter e Kieran Flanagan, Vice President Marketing di HubSpot – che hanno parlato dell’evoluzione di strumenti e tecniche di marketinge dell’importanza delle diverse piattaforme. “Molte aziende lavorano molto bene su una o due piattaforme – ha spiegato Kieran Flanagan – impegnandosi in maniera superficiale sulle altre e non facendo un lavoro di qualità uniforme. La gente cerca di fare troppo e poi resta sfiduciata”.

Uno dei momenti clou della giornata è stato poi l’intervento del veterano della Pixar Matthew Luhn che ha parlato dell’arte dello storytelling. Luhn ha affermato che chi racconta la storia migliore riesce a creare una connessione fortissima col proprio pubblico e a trasmetterla al brand che rappresenta.
Ha parlato poi della sua esperienza nella creazione di alcuni tra i più importanti film d’animazione del nostro tempo, “Pixar ha trasformato il processo creativo, sperimentando su di sè, lasciando il potere decisionale agli storyteller invece che ai dirigenti”.

Successivamente Luhn si è unito a Jimmy Chamberlin, co-fondatore e batterista dei The Smashing Pumpkins e CEO di Blue Strategies, in una discussione su “Tech Development in The Arts” moderata da Donal Scannell, fondatore e CEO di Snow Furnace.
Secondo Chamberlin il lavoro dell’artista è quello di far si che le persone sentano qualcosa e identificare successivamente su cosa focalizzarsi e utilizzarlo come punto di forza”.
Luhn ha sottolineato invece che “Vivere il presente permette ad un artista di diventare il burattinaio del futuro”.

Lo speech clou del secondo giorno è stato quello di Cindy Gallop, founder e CEO di MakeLoveNotPorn, che ha sottolineato come il sextech crei posti di lavoro, raccontando che ogni giorno decine di persone scrivono all’azienda per candidarsi per posizioni lavorative.
È stata la stessa Cindy Gallop a coniare la parola sextech, che serve a definire qualsiasi tecnologia o lavoro che si concentri sulla sessualità o esperienza umana. In conclusione del suo speech la Gallop ha affermato che l’Irlanda può diventare un sextech hub e che, come già sottolineato, il settore presenta molte opportunità di lavoro.

L’evento, grazie il programma StartUp100 DTS che si è concluso con il pitch finale del 16 febbraio, ha fornito agli investitori presenti l’opportunità di conoscere startup promettenti. I finalisti sono state le società irlandesi Fillit e Flexiwage e l’australiana Virtual Legal.
Fillit è una piattaforma online che connette coloro che cercano spazi vuoti con spazi vuoti o sottoutilizzati.

Flexiwage è una piattaforma che fornisce ai dipendenti di una società benessere finanziario consentendo a ogni lavoratore di gestire il proprio reddito. Virtual Legal è un servizio online che fornisce servizi legali di prescrizione con un risparmio del 40% rispetto agli studi legali tradizionali. La competizione è terminata con la vittoria di Flexiwage.

Dublin Tech Summit 2017, il racconto delle giornate

74 Views

Dublin Tech Summit 2017, il racconto delle giornate

Mercoledì 15 febbraio il Dublin Tech Summit ha aperto le porte del Convention Center Dublin a partecipanti provenienti da tutto il mondo. L’evento, alla sua prima edizione, ha posto l’accento su argomenti che oggi influenzano le scelte aziendali come FinTech, Internet of Things e Big Data.

DTS CEO Noelle O'Reilly

DTS CEO Noelle O’Reilly

Il CEO del Dublin Tech Summit, Noelle O’Reilly, ha dichiarato: “Abbiamo puntato su Augmented Reality, Big Data e Internet of Things, perché riteniamo che questi fattori stiano dimostrando una notevole influenza sulla crescita della produttività aziendale, ma anche la necessità di formare nuova mano d’opera o di dipendere da partner esterni. E la loro influenza non si limita al settore tecnologico, ma abbraccia e abbraccerà sempre più tutti i settori”.
Nelle sessioni dedicate al Fintech si è discusso di come il sistema blockchain stia cambiando lo status quo finanziario per diventare una pressante preoccupazione nelle stanze di potere di tutto il mondo.

Interessante anche il panel “Come Banca e Tecnologia in partnership stanno plasmando il futuro della Blockchain”, con esperti di settore come Eddy Travia, CEO di Coinsilium; Bruce Pon, fondatore e CEO di BigchainDB; Damian Richardson, Responsabile Innovazione e Iniziative strategiche di RBS e Kaida Ruusalepp, fondatore e CEO di Funderbeam, che hanno discusso delle possibili evoluzioni della tecnologia.

Gary Vaynerchuk

Gary Vaynerchuk

Uno dei punti salienti del programma è stato il keynote Gary Vaynerchuk. Noelle O’Reilly lo ha introdotto ai partecipanti come “Una delle persone che ci hanno spinto a costruire questo evento”. Al suo cospetto oltre 2.000 partecipanti, che hanno avuto la fortuna di ottenere un posto nella sala principale e che hanno applaudito con reverenza all’intervento. Per i fan irriducibili, l’angel investor e imprenditore seriale ha poi tenuto uno speech di coaching: un ottovolante da brivido di autenticità, onestà e di business motivazionale.

A seguito dell’intervento di Gary Vaynerchuk sulla cosiddetta ‘Thank You Economy’, si è tenuto un panel con altri leader del settore della  comunicazione – tra cui Ross Kingsland, fondatore e CEO di Inception Business Solutions; Bruce Daisley, Vice President EMEA di Twitter e Kieran Flanagan, Vice President Marketing di HubSpot – che hanno parlato dell’evoluzione di strumenti e tecniche di marketinge dell’importanza delle diverse piattaforme. “Molte aziende lavorano molto bene su una o due piattaforme – ha spiegato Kieran Flanagan – impegnandosi in maniera superficiale sulle altre e non facendo un lavoro di qualità uniforme. La gente cerca di fare troppo e poi resta sfiduciata”.

Uno dei momenti clou della giornata è stato poi l’intervento del veterano della Pixar Matthew Luhn che ha parlato dell’arte dello storytelling. Luhn ha affermato che chi racconta la storia migliore riesce a creare una connessione fortissima col proprio pubblico e a trasmetterla al brand che rappresenta.
Ha parlato poi della sua esperienza nella creazione di alcuni tra i più importanti film d’animazione del nostro tempo, “Pixar ha trasformato il processo creativo, sperimentando su di sè, lasciando il potere decisionale agli storyteller invece che ai dirigenti”.

Successivamente Luhn si è unito a Jimmy Chamberlin, co-fondatore e batterista dei The Smashing Pumpkins e CEO di Blue Strategies, in una discussione su “Tech Development in The Arts” moderata da Donal Scannell, fondatore e CEO di Snow Furnace.
Secondo Chamberlin il lavoro dell’artista è quello di far si che le persone sentano qualcosa e identificare successivamente su cosa focalizzarsi e utilizzarlo come punto di forza”.
Luhn ha sottolineato invece che “Vivere il presente permette ad un artista di diventare il burattinaio del futuro”.

Lo speech clou del secondo giorno è stato quello di Cindy Gallop, founder e CEO di MakeLoveNotPorn, che ha sottolineato come il sextech crei posti di lavoro, raccontando che ogni giorno decine di persone scrivono all’azienda per candidarsi per posizioni lavorative.
È stata la stessa Cindy Gallop a coniare la parola sextech, che serve a definire qualsiasi tecnologia o lavoro che si concentri sulla sessualità o esperienza umana. In conclusione del suo speech la Gallop ha affermato che l’Irlanda può diventare un sextech hub e che, come già sottolineato, il settore presenta molte opportunità di lavoro.

L’evento, grazie il programma StartUp100 DTS che si è concluso con il pitch finale del 16 febbraio, ha fornito agli investitori presenti l’opportunità di conoscere startup promettenti. I finalisti sono state le società irlandesi Fillit e Flexiwage e l’australiana Virtual Legal.
Fillit è una piattaforma online che connette coloro che cercano spazi vuoti con spazi vuoti o sottoutilizzati.
Flexiwage è una piattaforma che fornisce ai dipendenti di una società benessere finanziario consentendo a ogni lavoratore di gestire il proprio reddito. Virtual Legal è un servizio online che fornisce servizi legali di prescrizione con un risparmio del 40% rispetto agli studi legali tradizionali. La competizione è terminata con la vittoria di Flexiwage.