GOOGLE: The Magic in the Machine.

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GOOGLE: The Magic in the Machine.

Cos’ è il machine learning, come già ci facilita la vita e dove ci porterà.
(+ esperimenti divertenti da fare dal proprio pc) 


Non molto tempo fa poteva sembrare fantascienza, ora quanto meno futuro. Ma il machine learning, è già, sempre più, presente nelle nostre vite. E non si tratta neppure di una scienza nuova, perché il concetto di apprendimento automatico ha radici nel XVIII secolo, nel campo della statistica.
Per machine learning s’intende dunque l’apprendimento automatico di macchine – computer – in grado di imparare senza che siano state esplicitamente programmate per farlo.

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Il funzionamento
del machine learning
A partire da una serie di esempi, la macchina ne coglie i pattern (ossia gli schemi) caratterizzanti per poi utilizzarli per fare previsioni su altri esempi simili.
Prendiamo in analisi la parola “cane”: una volta raccolti N esempi di foto con etichetta “cane” (e così per milioni di altre etichette) il computer va alla ricerca dei pattern di pixel e colori che lo aiutino a capire se nella foto c’è un cane; cerca di indovinare quali siano i pattern giusti per identificare i cani e continua il suo studio cercando un esempio di immagine di un cane per verificare se i pattern funzionano.


Queste operazioni vengono ripetute circa un miliardo di volte: la macchina osserva un esempio e, se il risultato non è corretto, modifica i pattern che sta usando per ottenere un risultato migliore. Alla fine, i pattern formano un modello basato sul machine learning, una rete neurale profonda, che può (quasi sempre) identificare correttamente cani, gatti, bambini, luoghi, tramonti e molte altre cose.


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Il machine learning è già presente nella maggior parte dei prodotti di Big G, tra cui la Ricerca, Gmail, YouTube, Maps e Android.

All’interno di Google Foto, ad esempio, si può cercare qualsiasi cosa, “abbraccio” o “cane” e si troveranno tutte le foto che li contengono. Il sistema è stato istruito per riconoscere le immagini all’interno di foto e video.

Grazie a Google Translate è possibile parlare, scrivere o leggere in più di 100 lingue. Google è all’avanguardia nell’uso della traduzione automatica, che usa modelli statistici per tradurre i testi. Negli ultimi 6 mesi, Translate è ulteriormente migliorato grazie alla traduzione automatica basata sulle reti neurali. Il sistema neurale traduce intere frasi invece di tradurre pezzo per pezzo: usa un contesto più ampio per aiutarsi a scegliere la traduzione più attinente e la perfeziona per ottenere un risultato più simile alla parlata di un essere umano.

Con l’app Google basta pronunciare “Ok Google” sul vostro smartphone per avviare la ricerca e trovare le risposte che cercate. Il riconoscimento vocale trasforma i suoni in parole, l’elaborazione del linguaggio naturale favorisce la comprensione del significato, il Search ranking mostra i link con i risultati migliori.

È possibile rispondere alle mail toccando semplicemente un tasto: la funzione SmartReply di Inbox suggerisce la risposta affinché possiate rispondere alle mail con un gesto. Gmail e Chrome, inoltre, vi proteggono filtrando spam e malware.

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Per il prossimo futuro tutto il settore sta lavorando per far sì che la macchina apprenda più velocemente, con meno esempi.
 Un metodo – e su questo Google si sta concentrando particolarmente – è ‘regolarizzare’ le macchine, dotarle cioè di più ‘buon senso’, in modo che di fronte ad un esempio leggermente diverso dagli altri – un cane con un cappello da cowboy è sempre un cane – la macchina non sia tratta in inganno.

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Google Research Europe, un team di ricerca europeo dedicato al Machine Learning

La continua ricerca di Google nel campo del Machine Learning è alla base di molti dei prodotti utilizzati ogni giorno da centinaia di milioni di persone. L’obiettivo di Big G è quello di creare prodotti capaci di migliorare la vita quotidiana delle persone e, perché no, contribuire ad affrontare i problemi più grandi. Per far questo utilizza diverse tecniche di computer science, una delle più importanti tra le quali è sicuramente il machine learning.

A rendere possibili i continui progressi nel settore è l’enorme collaborazione tra i ricercatori Google nel mondo, che mettono a fattor comune un patrimonio unico di informazioni e idee su tecnologie e metodi all’avanguardia nel campo del Machine Learning, con l’obiettivo di sviluppare strumenti e prodotti utili.
Per questo motivo nel giugno 2016 è nato Google Research Europe con sede negli uffici di Zurigo della società.
Zurigo ospita anche il centro di ricerca di Google più grande al di fuori degli Stati Uniti. È qui che sono stati sviluppati il motore alla base di Knowledge Graph e il motore di conversazione alla base dell’assistente Google in Allo.
Oltre a portare avanti la collaborazione con i vari team di ricerca di Google, il team di ricerca europeo si concentra su tre aree fondamentali: machine learning; apprendimento ed elaborazione del linguaggio naturale e percezione artificiale.  In questi ambiti, il team lavora attivamente al miglioramento dell’infrastruttura di machine learning, facilitando così la ricerca e la successiva applicazione pratica. Inoltre, i ricercatori dell’ufficio di Zurigo lavorano a stretto contatto con il team di linguisti, con l’obiettivo di far progredire l’apprendimento del linguaggio naturale in collaborazione con i gruppi di ricerca di Google in tutto il mondo.
Attraverso il machine learning Google contribuisce anche ad affrontare alcune importanti problematiche. Ecco alcuni progetti recentemente annunciati:

  • Aiutare i patologi a diagnosticare il cancro attraverso il deep learning
    La diagnosi del tumore al seno e le conseguenti decisioni sul trattamento possono essere molto variabili, cosa non sorprendente data l’enorme quantità di informazioni che devono essere valutate al fine di effettuare una diagnosi accurata.
    Google sta come il deep learning possa essere applicato a supporto dei patologi, creando un algoritmo di identificazione automatica che possa essere un complemento del loro lavoro.
  • Risparmiare energia nei centri elaborazione dati
    Per ridurre il consumo energetico in Google. Si sta usando il machine learning: grazie alle le reti neurali si ottimizzano le operazioni dei data center e se ne riducono i consumi come mai prima d’ora.
  • Identificare i pregiudizi di genere nel cinema
    Il premio Oscar Geena Davis si è chiesta se i pregiudizi inconsci verso le donne portino le persone ad accettare che i personaggi femminili abbiano meno battute e meno visibilità degli uomini nei film. Per questo nel 2007 ha fondato il Geena Davis Institute on Gender in Media e ha cominciato a raccogliere dati. È stato un lavoro lungo e impegnativo: un team di ricercatori ha cominciato guardando un film alla volta e prendendo nota dei pattern basati sul genere. Poi è entrato in scena il machine learning, lo strumento ideale per capire e interpretare enormi quantità di dati complessi. Oggi un software misura accuratamente quanto spesso si vedano o si sentano le donne sullo schermo. Lo strumento ha imparato a riconoscere diversi personaggi sullo schermo, a determinarne il genere e a calcolare quante volte e per quanto tempo si parlano. I risultati sono stati significativi: gli uomini si vedono e si sentono quasi il doppio delle donne; le donne sono sottorappresentate in tutte le categorie, compresi i 100 film che hanno incassato di più negli ultimi tre anni; le donne si vedono appena nei film vincitori di Oscar: rappresentano il 32% delle immagini  e i 27% del parlato.

 

Gli strumenti di machine learning di Google sono aperti.
Il sistema di machine learning flessibile TensorFlow (www.tensorflow.org) è open source per consentire a tutti di sviluppare i propri modelli. Google offre anche diverse soluzioni semplificate, come ad esempio Speech, Vision, Translate API e il servizio TensorFlow gestito attraverso la piattaforma machine learning di Google Cloud (https://cloud.google.com/ml).

Per maggiori informazioni: http://research.google.com/pubs/MachineIntelligence.html

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E ora… divertitevi con gli A.I. Experiments di Google, che mostrano come la macchina possa imparare a comprendere molte delle cose che ci circondano.

In Quick, Draw!, una rete neuronale cerca di riconoscere quello che state disegnando, il tutto usando la stessa tecnologia grazie a cui Google Translate riconosce la scrittura manuale. E più giocate, più il sistema impara.

Con A.I. Duet, invece, potete improvvisare un duetto al piano con il computer. Provate a suonare alcune note e il computer vi risponderà con una melodia.

O provate Giorgio Cam: scattate una foto e il computer vi dirà ciò che vede trasformandolo nelle parole di una canzone, magari in rima, sulla note di un brano del grande Giorgio Moroder.

 

 

Come recentemente fatto in questo post, ricordiamo che VENERDÌ 19 OTTOBRE GOOGLE SARÀ L’OSPITE D’APERTURA DEL MASHABLE SOCIAL MEDIA DAY ITALIA + DIGITAL INNOVATION DAYS.
Marianna GhirlandaHead of Creative Agencies di Google Italia – spiegherà alla platea Come avere successo grazie a YouTube, senza formule magiche, ma con tanta creatività e con la capacità di stupire con soluzioni inattese.

 

 

 

 

Dublin Tech Summit 2017. Il racconto delle giornate.

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Dublin Tech Summit 2017. Il racconto delle giornate.

Mercoledì 15 febbraio il Dublin Tech Summit ha aperto le porte del Convention Center Dublin a partecipanti provenienti da tutto il mondo. L’evento, alla sua prima edizione, ha posto l’accento su argomenti che oggi influenzano le scelte aziendali come FinTech, Internet of Things e Big Data.

Il CEO del Dublin Tech Summit, Noelle O’Reilly, ha dichiarato: “Abbiamo puntato su Augmented Reality, Big Data e Internet of Things, perché riteniamo che questi fattori stiano dimostrando una notevole influenza sulla crescita della produttività aziendale, ma anche la necessità di formare nuova mano d’opera o di dipendere da partner esterni. E la loro influenza non si limita al settore tecnologico, ma abbraccia e abbraccerà sempre più tutti i settori”.
Nelle sessioni dedicate al Fintech si è discusso di come il sistema blockchain stia cambiando lo status quo finanziario per diventare una pressante preoccupazione nelle stanze di potere di tutto il mondo.

Interessante anche il panel “Come Banca e Tecnologia in partnership stanno plasmando il futuro della Blockchain”, con esperti di settore come Eddy Travia, CEO di Coinsilium; Bruce Pon, fondatore e CEO di BigchainDB; Damian Richardson, Responsabile Innovazione e Iniziative strategiche di RBS e Kaida Ruusalepp, fondatore e CEO di Funderbeam, che hanno discusso delle possibili evoluzioni della tecnologia.

Uno dei punti salienti del programma è stato il keynote Gary Vaynerchuk. Noelle O’Reilly lo ha introdotto ai partecipanti come “Una delle persone che ci hanno spinto a costruire questo evento”. Al suo cospetto oltre 2.000 partecipanti, che hanno avuto la fortuna di ottenere un posto nella sala principale e che hanno applaudito con reverenza all’intervento. Per i fan irriducibili, l’angel investor e imprenditore seriale ha poi tenuto uno speech di coaching: un ottovolante da brivido di autenticità, onestà e di business motivazionale.

A seguito dell’intervento di Gary Vaynerchuk sulla cosiddetta ‘Thank You Economy’, si è tenuto un panel con altri leader del settore della comunicazione – tra cui Ross Kingsland, fondatore e CEO di Inception Business Solutions; Bruce Daisley, Vice President EMEA di Twitter e Kieran Flanagan, Vice President Marketing di HubSpot – che hanno parlato dell’evoluzione di strumenti e tecniche di marketinge dell’importanza delle diverse piattaforme. “Molte aziende lavorano molto bene su una o due piattaforme – ha spiegato Kieran Flanagan – impegnandosi in maniera superficiale sulle altre e non facendo un lavoro di qualità uniforme. La gente cerca di fare troppo e poi resta sfiduciata”.

Uno dei momenti clou della giornata è stato poi l’intervento del veterano della Pixar Matthew Luhn che ha parlato dell’arte dello storytelling. Luhn ha affermato che chi racconta la storia migliore riesce a creare una connessione fortissima col proprio pubblico e a trasmetterla al brand che rappresenta.
Ha parlato poi della sua esperienza nella creazione di alcuni tra i più importanti film d’animazione del nostro tempo, “Pixar ha trasformato il processo creativo, sperimentando su di sè, lasciando il potere decisionale agli storyteller invece che ai dirigenti”.

Successivamente Luhn si è unito a Jimmy Chamberlin, co-fondatore e batterista dei The Smashing Pumpkins e CEO di Blue Strategies, in una discussione su “Tech Development in The Arts” moderata da Donal Scannell, fondatore e CEO di Snow Furnace.
Secondo Chamberlin il lavoro dell’artista è quello di far si che le persone sentano qualcosa e identificare successivamente su cosa focalizzarsi e utilizzarlo come punto di forza”.
Luhn ha sottolineato invece che “Vivere il presente permette ad un artista di diventare il burattinaio del futuro”.

Lo speech clou del secondo giorno è stato quello di Cindy Gallop, founder e CEO di MakeLoveNotPorn, che ha sottolineato come il sextech crei posti di lavoro, raccontando che ogni giorno decine di persone scrivono all’azienda per candidarsi per posizioni lavorative.
È stata la stessa Cindy Gallop a coniare la parola sextech, che serve a definire qualsiasi tecnologia o lavoro che si concentri sulla sessualità o esperienza umana. In conclusione del suo speech la Gallop ha affermato che l’Irlanda può diventare un sextech hub e che, come già sottolineato, il settore presenta molte opportunità di lavoro.

L’evento, grazie il programma StartUp100 DTS che si è concluso con il pitch finale del 16 febbraio, ha fornito agli investitori presenti l’opportunità di conoscere startup promettenti. I finalisti sono state le società irlandesi Fillit e Flexiwage e l’australiana Virtual Legal.
Fillit è una piattaforma online che connette coloro che cercano spazi vuoti con spazi vuoti o sottoutilizzati.

Flexiwage è una piattaforma che fornisce ai dipendenti di una società benessere finanziario consentendo a ogni lavoratore di gestire il proprio reddito. Virtual Legal è un servizio online che fornisce servizi legali di prescrizione con un risparmio del 40% rispetto agli studi legali tradizionali. La competizione è terminata con la vittoria di Flexiwage.

DUBLIN TECH SUMMIT

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DUBLIN TECH SUMMIT

Il 15 e 16 febbraio al Convention Center Dublin, tra robot umanoidi, sextech, Smashing Pumpkins, fintech e leadership al femminile. 

Le ultime tendenze tecnologiche passano da Dublino: i prossimi 15 e 16 febbraio, presso il Convention Center, appuntamento con il Dublin Tech Summit.

L’edizione 2017 del Dublin Tech Summit è ormai imminente e, in vista della due giorni di incontri, gli organizzatori hanno reso nota la lineup completa dei relatori.

RoboThespian

RoboThespian

Tra i più attesi dai circa 10mila partecipanti, Gary Vaynerchuk, imprenditore e Angel Investor, che per  l’occasione sarà affiancato da RoboThespian, il robot umanoide,  poliglotta e user friendly progettato per interagire con l’uomo.

“Sono tanto orgogliosa di avere una squadra così incredibile con cui lavorare. È solo un piccolo team, ma tutti abbiamo lavorato instancabilmente per creare un evento di cui Dublino sarà fiera – ha dichiarato Noelle O’Reilly, CEO di DTS – abbiamo riunito i maggiori esperti per parlare delle ultime tendenze tecnologiche: dalla gestione dei dati personali, alla sicurezza informatica, fino a intelligenza artificiale, medicina, moneta digitale, moda e internet of thing”.

Tra gli altri relatori d’eccezione attesi a Dublino, si segnalano inoltre Fino Faida – CEO di Adblock Plus – che interverrà sul rapporto tra media e advertising nell’era digitale; Jimmy Chamberlin – co-fondatore e batterista degli Smashing Pumpkins e CEO di Blu J Strategies – che insieme a  Matthew Luhn – Story Veteran di Pixar – parlerà dei rapporti tra il digitale e il mondo dell’arte, del cinema e della musica e Cindy Gallop – CEO di IfWeRanTheWorld & MakeLoveNotPorn – che parlerà di sextech, uno dei settori indicati tra i più promettenti.
Si affronterà poi il tema dello sviluppo digitale della Pubblica Amministrazione: relatore chiave sarà Jonathan Reichental – CIO del Comune di Palo Alto – che racconterà come l’istituzione che rappresenta abbia introdotto una serie di programmi che hanno rivoluzionato il modo in cui i cittadini interagiscono con le autorità locali.
Di software open source parlerà invece Meagen Eisenberg – CMO di MongoDB; tra gli speaker chiamati a raccontare i nuovi trend tecnologici, vanno ricordati ancora Maria Martinez – Presidente global Customer Succes di Salesforce; Bruce Daisley – EMEA Vice President di Twitter; Louise Phelan – Vice Presidente di Global Operations PayPal; Dongbai Guo – CTO di AliExpress; Donal Byrne – CEO di Corvil e James Kretchmar – CTO EMEA di Akamai.

Per sottolineare la forte presenza delle donne nel futuro del digitale in tutte le sue sfaccettature, al DTS è anche previsto un dibattito sulla leadership al femminile.
Il programma completo dell’evento è consultabile su  www.dublintechsummit.com.