App e chatbot per hackerare la cultura: la sfida all’innovazione dei musei di Torino

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App e chatbot per hackerare la cultura: la sfida all’innovazione dei musei di Torino

Inizia da Torino, il nostro viaggio alla scoperta dell’innovazione che nasce sul territorio, tra i corridoi dei musei civici della città e il Talent Garden. Custodi di antichi capolavori, anche i musei oggi devono confrontarsi con le nuove tecnologie e sperimentare strategie di marketing capaci di coinvolgere e avvicinare le persone alla cultura.

Per affrontare questa nuova sfida, la GAM (Galleria d’Arte Moderna), Palazzo Madama, il MAO (Museo d’Arte Orientale) e il Borgo Medievale, hanno deciso di unire le forze in collaborazione con la Compagnia di San Paolo e con il contributo della Camera di commercio di Torino mettendosi in gioco in un hackathon culturale: una maratona di 30 ore in cui per un weekend il mondo dei musei ha incontrato negli spazi del Talent Garden quello della new economy: startup, freelance e sviluppatori di software.

Ai partecipanti è stato affidato il compito di proporre nuove soluzioni per sviluppare un nuovo modello di gestione dei dati incentrato sulla personalizzazione dell’esperienza del visitatore, online e insite.

La maratona digitale si è conclusa con la premiazione dei tre migliori prototipi. Ad aggiudicarsi il primo premio di 5mila euro, il progetto Magnet: un database relazionale, basato sulla raccolta dati attraverso un’app integrata con tecnologie di proximity, che propone agli utenti contenuti aggiuntivi e percorsi di visita per la città. Le informazioni raccolte attraverso l’app serviranno ad alimentare il database e a tracciare un profilo dell’utente da cui partire per progettare strategie di marketing personalizzate.

Secondo classificato, premiato con 2000 euro, il progetto Profeelo: un’applicazione per smartphone che mette in connessione l’utente con il museo attraverso diverse funzionalità: acquistare il biglietto d’ingresso direttamente dallo smartphone, saltando la coda; selezionare gli eventi dei musei, scaricare le audioguide direttamente sul telefono, accedere alla propria area di membership per fruire di servizi riservati e partecipare con donazioni alle campagne di crowdfunding. Il visitatore, inoltre, potrà visualizzare la mappa del museo in cui si trova accedendo così a contenuti di approfondimento e a eventuali attività legate agli sponsor.

Al terzo posto, premiato con 1.000 euro, Oliva: il chatbot per l’audience engagement museale, un assistente virtuale che accompagna il visitatore alla scoperta della mostra, coinvolgendolo con giochi e domande per creare un diario della visita divertente, interattivo e condivisibile sui social network.

BEM apps: ecco come ottenere il massimo dal proprio brand

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BEM apps: ecco come ottenere il massimo dal proprio brand


Il metodo BEM VCM per creare e far crescere un brand di successo. (E non perderci soldi).

 

Tosic alla lecture del 15 marzo a Milano

“Il brand equity è il metodo più veloce di perdere soldi” si è aperta con questa affermazione l’ultima (per il momento) lecture milanese di Nikola Tosic, founder e partner, con Andrea Toniolo, di BEM apps.
Ma se Tosic e Toniolo hanno fondato la loro società– dove BEM è acronimo di Brand Equity Management – è perché una soluzione l’hanno trovata. E ora la propongono a chi sceglie di rivolgersi a loro per essere guidato passo passo nella costruzione della migliore strategia aziendale di gestione di un brand.

Obiettivo della lezione è stato riorganizzare le precedenti teorie e pratiche sul brand equity management e sulla brand strategy, suggerendo al contempo un nuovo, unico approccio alle questioni, a partire dai trend contemporanei in materia di management e business, che vedono sempre più centrali tematiche come la globalizzazione e la digitalizzazione.

BEM VCM è per ogni brand

Queste nozioni possono essere riassunte nel metodo BEM VCM (Valore, Comunicazione, Metodo). Uno degli elementi chiave del metodo consiste nell’essere in grado di parlare a tutti: non solo ad esperti di marketing, ma a chiunque possa contribuire con il suo lavoro, a tutti i livelli, al successo del brand preso in esame. Ed è interessante vedere come il metodo funzioni anche a tutti i livelli di grandezza di un brand. Nel corso delle 2 ore di lezione si è parlato quindi dei 4 principali elementi di relazione tra un’azienda e i suoi brand: business competition; brand definition; brand strategy e brand management.
E la lecture è solo la prima parte di un training online che BEM offre a investitori, proprietari d’azienda, manager, ingegneri, designer e a tutte le figure professionali interessate a una formazione di settore. Il corso insegna a conoscere ed applicare la corretta terminologia; prende poi in esame case study di successo, ma anche di fallimenti e si conclude con esercizi scritti.

 

 

Il 19 ottobre, durante il MASHABLE SOCIAL MEDIA DAY ITALIA + DIGITAL INNOVATION DAYS esploreremo la relazione tra il brand equity e i social media. BEM apps sarà infatti ospite dell’evento.

Nel suo speech Nikola Tosic analizzerà gli errori più comuni che si commettono quando si parla di brand strategy; spiegherà qual è il modo migliore per promuovere un brand in ambito digitale attraverso i social media, come conquistare la propria audience e portare il proprio brand al successo.

Nikola Tosic


Per approfondire:

Definizione di Brand Equity su Wikipedia
www.BEMapps.com
www.BEMdaily.com

BEM apps consiglia inoltre la lettura di:
What is strategy? – Michael E. Porter
Le 22 immutabili leggi del marketing. Se le ignorate, è a vostro rischio e pericolo!Al Ries

 

 

 

 

Dublin Tech Summit 2017, il racconto delle giornate

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Dublin Tech Summit 2017, il racconto delle giornate

Mercoledì 15 febbraio il Dublin Tech Summit ha aperto le porte del Convention Center Dublin a partecipanti provenienti da tutto il mondo. L’evento, alla sua prima edizione, ha posto l’accento su argomenti che oggi influenzano le scelte aziendali come FinTech, Internet of Things e Big Data.

DTS CEO Noelle O'Reilly

DTS CEO Noelle O’Reilly

Il CEO del Dublin Tech Summit, Noelle O’Reilly, ha dichiarato: “Abbiamo puntato su Augmented Reality, Big Data e Internet of Things, perché riteniamo che questi fattori stiano dimostrando una notevole influenza sulla crescita della produttività aziendale, ma anche la necessità di formare nuova mano d’opera o di dipendere da partner esterni. E la loro influenza non si limita al settore tecnologico, ma abbraccia e abbraccerà sempre più tutti i settori”.
Nelle sessioni dedicate al Fintech si è discusso di come il sistema blockchain stia cambiando lo status quo finanziario per diventare una pressante preoccupazione nelle stanze di potere di tutto il mondo.

Interessante anche il panel “Come Banca e Tecnologia in partnership stanno plasmando il futuro della Blockchain”, con esperti di settore come Eddy Travia, CEO di Coinsilium; Bruce Pon, fondatore e CEO di BigchainDB; Damian Richardson, Responsabile Innovazione e Iniziative strategiche di RBS e Kaida Ruusalepp, fondatore e CEO di Funderbeam, che hanno discusso delle possibili evoluzioni della tecnologia.

Gary Vaynerchuk

Gary Vaynerchuk

Uno dei punti salienti del programma è stato il keynote Gary Vaynerchuk. Noelle O’Reilly lo ha introdotto ai partecipanti come “Una delle persone che ci hanno spinto a costruire questo evento”. Al suo cospetto oltre 2.000 partecipanti, che hanno avuto la fortuna di ottenere un posto nella sala principale e che hanno applaudito con reverenza all’intervento. Per i fan irriducibili, l’angel investor e imprenditore seriale ha poi tenuto uno speech di coaching: un ottovolante da brivido di autenticità, onestà e di business motivazionale.

A seguito dell’intervento di Gary Vaynerchuk sulla cosiddetta ‘Thank You Economy’, si è tenuto un panel con altri leader del settore della  comunicazione – tra cui Ross Kingsland, fondatore e CEO di Inception Business Solutions; Bruce Daisley, Vice President EMEA di Twitter e Kieran Flanagan, Vice President Marketing di HubSpot – che hanno parlato dell’evoluzione di strumenti e tecniche di marketinge dell’importanza delle diverse piattaforme. “Molte aziende lavorano molto bene su una o due piattaforme – ha spiegato Kieran Flanagan – impegnandosi in maniera superficiale sulle altre e non facendo un lavoro di qualità uniforme. La gente cerca di fare troppo e poi resta sfiduciata”.

Uno dei momenti clou della giornata è stato poi l’intervento del veterano della Pixar Matthew Luhn che ha parlato dell’arte dello storytelling. Luhn ha affermato che chi racconta la storia migliore riesce a creare una connessione fortissima col proprio pubblico e a trasmetterla al brand che rappresenta.
Ha parlato poi della sua esperienza nella creazione di alcuni tra i più importanti film d’animazione del nostro tempo, “Pixar ha trasformato il processo creativo, sperimentando su di sè, lasciando il potere decisionale agli storyteller invece che ai dirigenti”.

Successivamente Luhn si è unito a Jimmy Chamberlin, co-fondatore e batterista dei The Smashing Pumpkins e CEO di Blue Strategies, in una discussione su “Tech Development in The Arts” moderata da Donal Scannell, fondatore e CEO di Snow Furnace.
Secondo Chamberlin il lavoro dell’artista è quello di far si che le persone sentano qualcosa e identificare successivamente su cosa focalizzarsi e utilizzarlo come punto di forza”.
Luhn ha sottolineato invece che “Vivere il presente permette ad un artista di diventare il burattinaio del futuro”.

Lo speech clou del secondo giorno è stato quello di Cindy Gallop, founder e CEO di MakeLoveNotPorn, che ha sottolineato come il sextech crei posti di lavoro, raccontando che ogni giorno decine di persone scrivono all’azienda per candidarsi per posizioni lavorative.
È stata la stessa Cindy Gallop a coniare la parola sextech, che serve a definire qualsiasi tecnologia o lavoro che si concentri sulla sessualità o esperienza umana. In conclusione del suo speech la Gallop ha affermato che l’Irlanda può diventare un sextech hub e che, come già sottolineato, il settore presenta molte opportunità di lavoro.

L’evento, grazie il programma StartUp100 DTS che si è concluso con il pitch finale del 16 febbraio, ha fornito agli investitori presenti l’opportunità di conoscere startup promettenti. I finalisti sono state le società irlandesi Fillit e Flexiwage e l’australiana Virtual Legal.
Fillit è una piattaforma online che connette coloro che cercano spazi vuoti con spazi vuoti o sottoutilizzati.
Flexiwage è una piattaforma che fornisce ai dipendenti di una società benessere finanziario consentendo a ogni lavoratore di gestire il proprio reddito. Virtual Legal è un servizio online che fornisce servizi legali di prescrizione con un risparmio del 40% rispetto agli studi legali tradizionali. La competizione è terminata con la vittoria di Flexiwage.