Sbarca in Italia Facebook Local, la nuova app per eventi

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Sbarca in Italia Facebook Local, la nuova app per eventi

Facebook continua a rinnovarsi, dopo le nuove policy sulla privacy degli utenti arriva in Italia anche Local, l’app completamente dedicata agli eventi.

Negli stati uniti è stata introdotta nel novembre 2017 ed è andata a sostituire Facebook events, il primo tentativo a casa zuckemberg di catalogare le iniziative sul territorio.

 

Cos’è esattamente Local?
L’app è gratuita e disponibile sia per dispositivi Android che Ios. Iscriversi è semplice e non si è vincolati da Facebook: chi è già loggato potrà accedervi in automatico, chi invece non è iscritto potrà comunque utilizzare l’app senza alcun limite

 

La descrizione di Local sugli store riporta le seguenti funzionalità:

  • Vedi le attività più recenti, gli eventi e i luoghi con cui interagiscono i tuoi amici e gli aggiornamenti degli organizzatori di eventi e delle Pagine che segui.
  • Trova eventi e attività nelle tue vicinanze o in un’altra città con una mappa interattiva e filtrali per orario, categoria, luogo e molto altro.
  • Ottieni consigli basati sugli eventi più popolari tra i tuoi amici, sulle attività che hai già svolto in passato, sulle Pagine che ti piacciono e sulle nostre Guide selezionate.
  • Esplora le liste locali di eventi e luoghi consigliati in oltre 60 città.
  • Aggiungi calendari dal tuo cellulare per vedere tutti i tuoi programmi e inviti in un unico posto.
  • Attiva la ricezione di notifiche sugli eventi in programma in modo da non perderti eventuali modifiche ai dettagli.

Local, partendo dalla bacheca degli eventi di Facebook si propone come un mix tra Yelp, Foursquare, TripAdvisor e Google Calendar. Si pone inoltre l’ambizioso obiettivo di diventare la prima piattaforma fonte di attività per il tempo libero. Infatti la sua home raggruppa una selezione di eventi ai quali ci siamo mostrati interessati, nei paraggi o ai quali sono interessati i nostri amici. Saranno proprio i nostri amici a diventare dei piccoli influencer per gli eventi, visto che ci verranno mostrati i loro check-in, interesse, recensioni e like.

Si presenta con un’interfaccia semplice e chiara ed è davvero intuitiva da usare, vediamola insieme.

 

Come funziona?
Il primo passo è fornire la nostra posizione e consentire la geolocalizzazione. Questo chiaramente permette di trovare tutti gli eventi nel raggio di chilometri e, soprattutto, di vedere cosa fanno i vostri amici

 

La home page presenta due aree principali. Nella fascia alta si trovano diverse e numerose categorie, abbiamo: ristorante, caffè, bevande, attrazioni ma con altro è presente un lungo menù. Abbiamo inoltre la possibilità di vedere, sotto il tasto Amici, gli eventi ai quali partecipano i contatti di Facebook e di accedere ad una sezione contenente gli eventi che abbiamo già consultato sul social, ad esempio mettendo mi interessa.

 

Nella zona sottostante la navigazione si suddivide in tre sezioni:

  • Per te che raccoglie eventi calcolati in base agli interessi su Facebook
  • Eventi, divisi per data con cui è possibile fare un programma
  • Guide, che raggruppa eventi a tema culturale e raccolte fondi.

Dal menù in fondo alla schermata si può inoltre accedere ad altre due funzioni: mappa e calendario. 

La prima permette di visualizzare una cartina con gli eventi intorno a noi. È possibile applicare diversi filtri: la rilevanza, la data, l’orario durante il giorno.

Calendario, invece, ripropone ancora una volta tutti gli eventi disposti per data e orario in una veste più lineare e calendarizzata. Qui è inoltre possibile creare un nuovo Evento di Facebook o del calendario, che permette di scegliere quale tipo di calendari visualizzare all’interno dell’applicazione.

 

Gli eventi si presentano nella stessa veste grafica di facebook: si parte dalla copertina, le informazioni base, gli altri partecipanti, la possibilità di aggiungere commenti, dettagli e le informazioni sul locale. Inoltre esistono anche delle pagine dedicate ai luoghi, sempre sulla falsa riga di Facebbok. Torviamo i dettagli, link esterni, raccolte di immagini, tutti gli eventi in programma e la possibilità di scrivere una recensione.

 

Una nuova opportunità
Facebook Local sfrutta un algoritmo e riesce a fornire non solo indicazioni sui locali e gli eventi in base alla posizione dell’utente, ma anche in base alle sue esperienze passate e gusti. Non è solo uno prezioso strumento per gli utenti, ai quali correrà in aiuto nelle serate in cui non si sa cosa fare o quando ci si trova in qualche località nuova o in vacanza, ma è anche una grande opportunità per le imprese. I business, infatti, avranno a disposizione una vera e propria vetrina che offre loro la possibilità di acquisire clienti in zona.

 

Facebook local punta ad essere un’app indipendente dal social genitore, puntando a replicare il successo di Messenger.

Siamo sicuri che una volta installata resterà sul cellulare di tutti noi, utenti finali e imprese.

Voi stasera avete eventi in programma?

Telegram: uno strumento prezioso per il direct marketing

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Telegram: uno strumento prezioso per il direct marketing

Negli ultimi mesi si è tanto parlato di Whatsapp for Business, ma c’è un’altra applicazione di messaggistica istantanea che si sta facendo sempre più strada: Telegram.

L’applicazione è nata nel 2013 ad opera di Pavel Durov, imprenditore e informatico russo classe 1984. Telegram punta sulla privacy e la completa gratuità, l’app è infatti senza scopo di lucro. Durov ha sempre sostenuto che la sua società non guadagnerà tramite i metadati degli utenti. Le uniche forme di monetizzazione potranno essere donazioni volontarie o funzioni aggiuntive a pagamento. Telegram ha introdotto la crittografia end to end prima di Whatsapp e la sincronizzazione desktop mobile. In più vanta i bot, i canali e gli stickers.
L’app è utilizzabile su tutti i dispositivi mobili e desktop allo stesso tempo e individualmente.

Telegram è in forte crescita tant’è che, come annunciato il 18 marzo sul blog ufficiale, ha recentemente raggiunto i 200 milioni utenti attivi mensilmente e conta 15 miliardi di messaggi inviati quotidianamente. L’app sta attraversando un vero e proprio boom non solo tra gli esperti digital ma anche le aziende iniziano a scoprire le potenzialità di questo strumento e adoperarlo nelle proprie strategie di marketing.

 

Canali e Bot due funzionalità preziose
Prima di passare ad analizzare l’utilizzo di Telegram in una strategia aziendale vediamo di chiarire prima le due funzionalità uniche e specifiche dell’app: i canali e i bot.

  • Canali: Sono dei gruppi di utenti pubblici monodirezionali, ossia solo gli amministratori possono pubblicare mentre i membri possono solo fruire dei contenuti. Il bacino è molto ampio, i canali infatti hanno un numero illimitato di utenti. Sono dotati di un’username e chiunque può trovarli usando la ricerca in Telegram e unirsi. A differenza dei gruppi su Whatsapp i nuovi membri possono visualizzare l’intera cronologia del canale quando si uniscono.
  • Bot: tecnicamente sono dei contatti automatici in grado di eseguire per noi numerose azioni semplicemente dall’interno della conversazione. Si differenziano tra bot standalone e bot inline. I primi sono sviluppati da terzi e possono venir inseriti sia da mobile che da desktop direttamente in una finestra di chat. Basta un click sul link e il bot sarà automaticamente inserito tra le nostre conversazioni e disponibile.
  • I bot inline, invece, sono interni e funzionano ancora più semplicemente, basta digitare in qualsiasi conversazione “@nomedelbot parametro”, sia da Telegram Web che da Telegram Desktop, senza bisogno di aggiungerli a priori.

 

Telegram 

per il Business, come integrarlo in una strategia aziendale
Siamo finalmente arrivati al nocciolo della questione: come Telegram può essere un prezioso alleato all’interno di una strategia di comunicazione. Telegram a differenza di Whatsapp for business non si è posto come un canale dove le aziende possono contattare gli utenti. L’applicazione grazie alle sue funzionalità particolari offre la possibilità sia di migliorare la comunicazione interna che quella esterna.

Comunicazione interna
Per quanto riguarda la comunicazione interna è possibile semplificare il flusso comunicativo e informativo di un team semplicemente creando gruppi e abilitando l’applicazione sia su smartphone che desktop di tutto lo staff. Ciascuno potrà impostare un @nomeutente così da semplificare la menzione del destinatario di ogni messaggio. Non dimentichiamo che si possono inviare files di ogni genere: messaggi testuali, video, immagini, file audio registrati al momento o file fino a 1,5 giga. È possibile utilizzare gli # per categorizzare e semplificare la ricerca di determinati argomenti, così da poterli ritrovare in un secondo momento.

 

 

Per quanto riguarda la comunicazione esterna Telegram si può adoperare in due modi distinti ed entrambi funzionali: micro community e costumer care.

 

Micro Community
Grazie ai canali si può andare a creare una community di riferimento con cui creare un rapporto comunicativo privilegiato. Come anticipato i canali sono monodirezionali, quindi la comunicazione è uno a molti (come la Tv o la radio) ma indirizzato a un target realmente interessato e non generalista. Chi infatti decide di iscriversi a un canale Telegram è fortemente motivato e interessato all’argomento.
Essere iscritto a un canale funziona come essere iscritto a una newsletter, ma più personale, diretto e per tua volontà. Funziona come un piccolo blog sempre a portata di smartphone. È tutto giocato sul mandare comunicazioni e novità tramite messaggistica, in modo quindi più diretto e immediato. Basti pensare quanto più velocemente leggiamo messaggi rispetto alle mail.
Come detto gli utenti non potranno commentare direttamente ma grazie a particolari bot potranno interagire.

 

Gli amministratori possono decidere se moderare i commenti (@lcommentsBot), creare votazioni e sondaggi (@vote) o permettere agli utenti di lasciare una “reaction” ai contenuti (@like). Grazie a bot come @ChannelHelp si possono programmare i post e crearne di attrattivi con gif, infografiche, foto seguite da testi. Si ha inoltre la possibilità di girare contenuti da altri canali o condivisi nei gruppi, ricordandosi però di mantenere sempre un coerenza con il proprio business e settore. In questo caso è possibile creare anche dei piccoli momenti dedicati all’intrattenimento, grazie a bot dedicati a quiz tematici o giochi online.

 

Costumer care
Passiamo al customer care, pratica ormai largamente diffusa e apprezzata attraverso i social. Grazie a Telegram è possibile fornire un servizio di costumer care in tempo reale per i propri utenti sia attraverso una live chat o impostando un bot di assistenza. È inoltre possibile creare gruppi fino a 20.000 membri e consentire agli utenti di iscriversi tramite link senza condividere i propri contatti personali, come il numero di telefono, a meno che non lo si desideri. È possibile anche passare dal gruppo ad una chat individuale senza doversi scambiare i dati. Nei gruppi o canali dedicati all’assistenza è possibile creare delle FAQ sui servizi e problematiche dell’azienda. Si potrà così aiutare l’utente a risolvere i dubbi più comuni sull’acquisto di un prodotto o in fase preliminare per aiutare a capire quale sia il servizio più idoneo alle proprie esigenze.

 

Come abbiamo visto quella che all’apparenza può sembrare una semplice app per la messaggistica istantanea cela invece un enorme potenziale a livello comunicativo.
Telegram offre la possibilità alle aziende di costruire una relazione solida e duratura con i propri utenti, puntando su azioni di direct marketing specifiche, pensate ad hoc per la propria nicchia e in modo puntuale e smart.

GDPR: come farsi trovare pronti al 25 Maggio

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GDPR: come farsi trovare pronti al 25 Maggio

In questi tempi tra scandali e rivelazioni si sente molto parlare di Privacy ma del GDPR in realtà si parla da quasi un anno (anche se fino a qualche settimana fa solo pochi sapevano veramente cosa fosse).

L’ Unione Europea ha introdotto un nuovo regolamento per difendere la privacy dei propri cittadini e suo “nome in codice” è General Data Protection Regulation (o GDPR), regolamento pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 4 maggio 2016. La spinta verso l’aggiornamento della normativa è dovuta principalmente all’avvento di internet e alla conseguente volontà dell’U.E. di introdurre misure di sicurezza allineate con i tempi correnti, oltre alla volontà di innalzare l’asticella della tutela tout court.

Il nuovo regolamento Europeo sulla privacy entrerà ufficialmente in vigore il 25 maggio 2018 e attenzione perché non si tratta di uno stravolgimento rispetto la normativa vigente. Infatti questo regolamento è un’integrazione che non sostituisce ma implementa il quadro di leggi a tutela della privacy già vigenti.

Tutto nasce dall’esigenza di controllare e tutelare l’utente rispetto la grande rete di Internet cha ha permesso alle organizzazioni di inventare numerosi metodi per utilizzare (e abusare) i dati delle persone.

 

Il GDPR cerca di fronteggiare questo problema dando alle persone un maggiore controllo su come le organizzazioni usano i loro dati . Esso dovrà essere applicato da imprese, privati, tribunali e autorità. Inoltre il Regolamento UE 2016/679 (General Data Protection Regulation) si applica non solo ai cittadini dell’Unione Europea ma anche agli Enti che risiedono al di fuori dei Paesi membri. Una delle grandi modifiche che si apporteranno è nella Privacy by Design e by Default, dove il titolare del trattamento deve assicurarsi di mettere in atto “misure tecniche e organizzative adeguate per garantire che siano trattati, per impostazione predefinita, solo i dati personali necessari per ogni specifica finalità del trattamento”. Apriamo su questo una piccola parentesi: con dati personali di un utente si intende qualsiasi cosa che rientri ai sensi della legge sulla protezione dei dati (compresi nei dati personali anche gli identificatori online come ad esempio gli indirizzi IP). Ogni persona ha il diritto di accedere a qualsiasi informazione che un’azienda detiene su di essa e il diritto di sapere perché i dati vengono elaborati, per quanto tempo sono archiviati e chi può vederli. Una forte novità è nel diritto dell’utente di chiedere che i loro dati vengano cancellati se non sono più necessari allo scopo per cui sono stati raccolti: questo è noto come il “diritto all’oblio”.

L’articolo 37 del testo, infine, specifica la designazione del DPO – Data Protection Officer, ossia il Responsabile della protezione dei dati. Attraverso certificazioni GDPR 2018 e l’acquisizione di “bollini” che garantiscono la correttezza del Trattamento dei Dati, i Garanti Europei riconosceranno l’azienda o l’ente pubblico come conformi al nuovo Regolamento GDPR 2018.

Il mancato rispetto del nuovo regolamento europeo sulla privacy prevede sanzioni di diversa entità ma che possono diventare estremamente onerose.

Da questo sito è possibile scaricare l’intero regolamento.

Cam.tv il social network che ti fa guadagnare grazie alle tue passioni

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Cam.tv il social network che ti fa guadagnare grazie alle tue passioni

È in arrivo Cam.tv  il social network tutto italiano che permette di monetizzare le proprie competenze, perchè ogni like frutta denaro. Si tratta di un progetto interamente made in Italy nato alla fine dello scorso anno dall’idea di un gruppo di amici, ed imprenditori, specialisti in alcuni settori specifici: informatica, digitale e comunicazione. In Italia, un paese notoriamente poco florido quando si parla di raccolta fondi, l’idea ha convinto piccoli e grandi investitori arrivando a raccogliere addirittura 3 milioni di euro grazie ad eventi itineranti durante una pre-campagna. Ora il team ha lanciato una campagna di crowdfunding su Eppela per cercare soci e finanziare lo sviluppo della piattaforma. E questa volta l’obiettivo economico è decisamente meno ambizioso: 10 mila euro.

Da social network a social community
Ma facciamo un passo indietro cos’è Cam.tv? Sul proprio sito web https://www.cam.tv/ Cam.tv si autodefinisce “social comunity […] la prima piattaforma web per formatori e di crowdfunding”. In effetti questa definizione non appare però di facile comprensione, qualcun altro lo ha invece definito, a buon diritto, un marketplace del sapere. A questo punto la domanda sorge spontanea: si tratta davvero di un social network? Ebbene sì. Come tutti gli altri social già esistenti in Cam.tv content is king, ma si tratta di contenuti assolutamnte differenti rispetto a ciò che siamo abituati a vedere. Infatti la piattaforma non ospita più i soliti post, status, frasi argute di pochi caratteri o le fotografie, con qualche effetto qua e là, della nostra colazione. I contenuti di Cam.tv sono diffusi in forma di consulenze live, con accesso libero a collegamenti video con ogni genere di contenuto: e-book, files, infografiche, dispense, library audio-video o fotografiche. E, come al solito, dai contenuti si possono creare reti di relazioni virtuali con amici, colleghi o professionisti vicini al nostro settore di appartenenza. Addirittura c’è la possibilità di effettuare video conferenze con un sistema di pagamento integrato.

 

La tua passione viene (ri)pagata
Come altri social Cam.tv si pone comunque l’obiettivo di sviluppare e mettere in mostra la propria rete di relazioni ma in maniera differente perchè, in questo caso, l’utente ha la possibilità di guadagnare proprio grazie a chi lo supporta. Con Cam.tv  tutti possono decidere di aprire e/o seguire canali tematici dagli argomenti assolutamente trasversali. Con i dovuti limiti ovviamente, esistono infatti filtri per la visualizzazione dei contenuti, e si possono anche segnalare quelli inappropriati, contribuendo così alla crescita qualitativa della piattaforma.  Un talent network, come l’ha definito in un’intervista uno dei founder e CEO del progetto ma soprattutto un progetto davvero ambizioso, che trasforma la passione in un vero e proprio business, attraverso la condivisione del proprio sapere tramite la piattaforma. E c’è solo la meritrocrazia alla base del successo: tutti possono creare economia senza distinzione di cultura, età ed etnia, ceto sociale, a patto che ci sia qualche competenza da condividere. Il Camer (così si chiama l’utente di questo innovativo social network) potrà decidere di pubblicare in vari formati i propri contenuti. Per quanto riguarda le video chat, poi, sarà lo stesso Camer a stabilire quale parte del contenuto, debba essere free o a pagamento, o magari aggiungere una tariffa a tempo. L’interazione e lo scambio tra i Camers sono supportati e garantiti dal fatto di guardarsi negli occhi e parlarsi direttamente. Inoltre gli utenti possono darsi reciprocamente dei rating e dei feedback in base all’esperienza diretta.

Ma come si guadagna?
Se l’argomento proposto da Camer sarà ritenuto interessante, saranno gli altri utenti ad inviare un contributo economico attraverso un semplice clic. Sì, perchè in Cam.tv i like non sono solo apprezzamenti ma anche e soprattutto Likecoins, monete virtuali con un valore monetizzabile (0,01 centesimi di euro per ogni like). E il micro pagamento avviene, in sicurezza, all’interno della piattaforma.  Ma dove vanno a finire questi soldi? Al Camer certificato viene consegnata una Camacard, una vera e propria carta di debito con IBAN associato, così i like-coins potranno essere spesi sia online che offline. Quindi ricevere un LikeCoin comporta l’aumento di un totalizzatore di likes, ovvero un indice della propria popolarità e l’ottenimento di 0,01 € sul proprio conto virtualeMa non è finita qui. Su Cam.Tv hanno un valore tutti gli amici che già si hanno bastano solo poche persone per finanziare direttamente e aumentare il proprio salvadanaio virtuale. E se proprio non si riesce a fare il botto tramite i contenuti si può lavorare tramite il sistema di affiliazioni. Tutti, infatti, possono affiliare amici e conoscenti, che potranno conoscere le potenzialità dell’innovativa piattaforma web Cam.TV attraverso una videoconferenza e decidere anche di diventarne Founder investendo in una social company per mezzo di un piccolo contributo. Bastano 100 euro per diventare Founder Starter, fino ad arrivare a 7500 euro per diventare Founder President.

 

Prospettive future
Digital Fastlane la società che ha creato Cam.TV è nata con una missione: rendere Internet uno strumento in grado di produrre ricchezza per tutti, senza distinzioni di luogo, razza sesso o ceto sociale. In un’intervista il team si è dichiarato convinto che Internet, concepito come mezzo di comunicazione libera e paritaria, possa dare a tutti l’opportunità di guadagnare attraverso le proprie competenze, conoscenze, capacità e talenti. Cam.TV è quindi un social generalista, uno strumento di autorealizzazione aperto a tutti. Ecco il perchè dell’accesso gratuito ai servizi di connettività di Cam.TV. Per i professionisti più esigenti, poi, sono previsti degli abbonamenti con servizi aggiuntivi ed un maggior spazio di archiviazione dove pubblicare i propri contenuti. Gli sviluppatori prevedono per il futuro alcuni progetti, tra gli altri: il lancio di un’app, l’ottimizzazione dei sistemi di pagamento (pay-per-view), l’ampliamento dei sistemi di video-comunicazione e nuovi accessori hardware come la webcam da indossare. Quindi Cam.tv si presenta a tutti gli effetti come un sistema meritocratico e trasparente basato su un concetto nuovo di economia fondato su moneta virtuale. Basta creare uno proprio spazio all’interno della piattaforma per farsi conoscere, ed essere apprezzati dagli utenti e, grazie ai propri meriti, poter guadagnare. In Cam.tv la conoscenza diventa denaro e tutti gli iscritti sono protagonisti, si sostengono a vicenda e possono diventare parte integrante di un efficace modello di sharing economy.

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Panel di discussione a tema Influencer Marketing con: Federica Lupoli, Digital Marketing Manager @Yves Saint Laurent Beautè; Chiara Fornari, Managing Partner @Ready To Fly; Nicholas Montemaggi, Marketing Director @iAmbassador; Nicoletta Longo, Digital PR @Omnicom Media Group; Marco Cartasegna, Influencer;  e Filippo Tognola, CEO @Venicemesh