Aumentare la Brand Awareness con gli adesivi? Si-può-fare!

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Aumentare la Brand Awareness con gli adesivi? Si-può-fare!

E’ possibile distinguersi nel mare di comunicazioni commerciali, per giunta a poco prezzo e trasformando i clienti in veri e propri brand ambassador?
La risposta è sì!
Grazie all’esempio di tre aziende, vi mostriamo come questi brand siano riusciti a coinvolgere i clienti utilizzando gli adesivi.

1. Green Dream Clothing Co., far crescere un’idea

Green Dream Clothing Co. è un lifestyle brand che promette di piantare un albero per ogni capo di abbigliamento venduto.

Lo stile di Green Dream parla da solo: sotto l’aspetto alla moda la visione è molto più grande: un futuro più verde.
Green Dream ha utilizzato gli adesivi promuovendo il brand all’interno dei campus universitari. Gli adesivi non raffigurano solo ed esclusivamente il marchio e comprendono frasi come “Plant Trees”, “Good Vibes Only” o “Dream Louder”.

 

Gli adesivi vengono distribuiti agli studenti, che di fatto diventano veri e propri ambassador dello stile Green Dream, che più che uno stile di abbigliamento diventa così un vero e proprio stile di vita.

Gli adesivi sono stati un modo semplice e conveniente per fare marketing e promuovere la vision dell’azienda, consentendo ai millennial di sentirsi connessi al marchio in modo significativo.

 

2. Radio Roasters, per gli amanti del caffè

Radio Roasters è una piccola torrefazione di Atlanta che vende caffè sia online che in-store. Gli adesivi nel loro caso sono stati utilizzati sia nelle spedizioni dei prodotti ordinati online che per la vendita in negozio.

Radio Roasters ha infatti creato una serie di adesivi che raffigurano i diversi metodi di preparazione del caffè, per “educare” i clienti e catturare la loro attenzione, concentrandosi sull’esperienza del “fare il caffè” e non solo sul prodotto finale da degustare.

Gli sticker, che si fondono perfettamente con il design del brand, hanno consentito al marchio di coinvolgere attivamente i clienti e la community degli amanti del caffè. Un semplice adesivo è diventato un efficace strumento per informare ed educare sulle tecniche di preparazione del caffè.

Quello che ne è nato è stata una efficace campagna wom, che ha esaltato il prodotto attraverso il design e la condivisione sia sui social che sugli oggetti di uso quotidiano dei clienti.

Gli adesivi in particolare riscuotono grande successo su Instagram, intercettando target e community molto ben definite.

3. No Treble, ovvero come unire una community

Corey Brown, il fondatore di No Treble, ha intravisto la sua occasione di costruire un business dietro una delle sue più grandi passioni: il basso.

Corey ha voluto coniugare la sua esperienza con il web e la sua passione, creando un progetto parallelo che coinvolgesse la community di appassionati. Non trovando siti web dedicati alle ultime notizie sul mondo dei bassisti ha dato vita a No Treble, un “one-stop shop” per gli appassionati di basso.

In un primo momento, non pensava di renderlo un business, tutto quello che voleva era creare la migliore collezione di articoli e contenuti per bassisti sul web. “Non l’ho mai creata per fare soldi, non l’ho mai creata per essere grande”, spiega Corey.

Ma aggiornando quotidianamente i contenuti del suo sito, Corey ha dato vita ad un progetto di successo.

Nel giugno 2009 Corey ha pensato di inserire gli adesivi in questa sua impresa. Ha pubblicato un annuncio invitando tutti i lettori a inviare una mail in cambio di un adesivo, come giveaway. Centinaia di email sono arrivate al sito e gli sticker hanno cominciato a diventare virali, grazie alle foto postate dagli utenti. Finché gli adesivi stessi sono diventati il prodotto preferito dai bassisti. Ora si trovano ovunque su bassi e amplificatori, per identificare l’appartenenza a una community.

 

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Content Marketing con Snapchat: 3 Consigli per Aumentare il Tempo di Visione delle Tue Storie

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Content Marketing con Snapchat: 3 Consigli per Aumentare il Tempo di Visione delle Tue Storie

Creare contenuti su Snapchat risulta abbastanza semplice. La prima cosa che appare quando apri l’applicazione, infatti, è proprio la fotocamera: ti basta cliccare un pulsante per scattare una foto o registrare un video et voilà! il gioco è fatto. La collezione delle immagini e dei video (snap) pubblicati ha un ciclo di vita di 24 ore e va a formare quella che viene definita “storia”.
Con l’introduzione delle storie, Snapchat ha di fatto inventato un vero e proprio linguaggio basato sull’immediatezza e sul flusso, un modo di comunicare online che si è sostituito al concetto – tipico degli altri social media – di accumulazione di contenuti e informazioni all’interno di un “profilo”.
Da un lato la volatilità dei contenuti su Snapchat crea un’urgenza (guardare le storie prima che spariscano una volta trascorse le 24 ore), dall’altro lato emergere nel grande mare dei social media e portare le persone a seguire dall’inizio alla fine i nostri contenuti diventa una vera e propria sfida.
Vediamo, quindi, 3 consigli tecnici che ti aiuteranno a migliorare la creazione di storie su Snapchat e aumentare il tempo di visione, invogliando il tuo pubblico a seguirti dal primo all’ultimo snap.
1. Crea più storie di breve durata
Anziché creare snap in continuazione per tutto l’arco della giornata (una storia che inizia quando ti svegli la mattina e finisce quando vai a letto la sera) focalizzati sul creare più storie di minor durata. Dividi la narrazione e crea micro storie che abbiano un inizio, uno svolgimento e una conclusione.
Secondo una ricerca di Snaplytics: [http://blog.snaplytics.io/followers-on-snapchat-are-watching-less-of-your-content/]
– le storie composte da massimo 10 snap sono seguite dall’inizio alla fine dall’85% delle persone, il che vuol dire che su 100 persone 85 ti seguiranno dal primo all’ultimo snap;
– le storie composte da 11 – 20 snap sono seguite dall’inizio alla fine dall’80% delle persone;
– le storie composte da 20 – 30 snap – che durano, in media, più di 4 minuti – sono seguite dall’inizio alla fine solo dal 66% delle persone.
Più aumenta il numero degli snap che pubblichi, più aumenta la durata della tua storia e più diminuisce la possibilità che le persone ti seguano dall’inizio alla fine.
Il primo consiglio è, quindi, di mantenere le tue storie sotto i 10 snap. Ciò non vuol dire che creando storie più lunghe tu non riesca a mantenere alta l’attenzione di chi ti segue: tutto dipende da quanto la tua community è affezionata e interessata a ciò che stai raccontando, nonché dal modo in cui lo racconti.
Credo però nel rispetto del tempo delle persone e, soprattutto, mi chiedo sempre: “Che ruolo ha il mio snap all’interno della storia che sto raccontando? Il contenuto del mio snap è rilevante per il mio pubblico?”.
Se la risposta è negativa, ti consiglio di eliminare il superfluo.
2. Utilizza i primi snap per catturare l’attenzione
Su Snapchat l’attenzione si gioca tutta nei primi 2-3 secondi, quando le persone decidono se sono interessate o meno allo snap che hanno davanti.
In generale i primi snap sono determinanti per catturare l’attenzione del pubblico e personalmente utilizzo due tecniche: introdurre l’argomento senza svelare troppo oppure fare qualcosa di inaspettato e che incuriosisca.
Un’altra tattica interessante è quella di Al Jazeera English [https://digiday.com/uk/al-jazeera-learned-posting-snapchat-stories-30-countries/], la quale consiste nel creare uno storyboard per pianificare in anticipo l’introduzione delle storie: snap brevi, che alternano immagini e video e che funzionano da apripista per lo sviluppo dei successivi contenuti che vengono lasciati all’improvvisazione e all’immediatezza.
3. Supporta la narrazione con i testi
1 utente su 3 guarda le storie di Snapchat senza il volume attivo [https://www.wsj.com/articles/snapchat-says-more-than-two-thirds-of-video-ads-play-with-sound-on-1465466400]. Questo accade per svariate ragioni, come semplicemente il fatto di essere in un luogo pubblico e non avere le cuffiette.
In questo senso i testi assumono un ruolo fondamentale per guidare il pubblico alla comprensione della tua storia. Citando ancora il caso di Al Jazeera English, l’uso dei testi ha portato ad aumentare dal 45% al 90% la percentuale delle persone che seguono le storie dall’inizio alla fine.
Una tattica che utilizzo personalmente – e che ti consiglio se vuoi sfruttare al massimo il potere dei testi – è evidenziare le parole chiave dello snap cercando di far comprendere anche a chi utilizza Snapchat senza l’audio che cosa sto raccontando.
Questi consigli possono darti qualche spunto per migliorare la creazione delle tue storie. Per saperne di più ti aspettiamo sull’account ufficiale del Mashable Social Media Day @smdayit_didays [http://snapchat.com/add/smdayit_didays] dove potrai restare aggiornato sul mondo di Snapchat e, soprattutto, potrai scoprire in anteprima tante news esclusive sull’evento.